Torniamo a scuola. D’inglese

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Torniamo a scuola. D’inglese
Fatta eccezione per le elementari milanesi che non li hanno mai chiusi, per venire incontro ai genitori che lavorano (e non saprebbero altrimenti dove lasciare i pargoli), fra un po’ le scuole riapriranno i battenti. Un’occasione per affrontare l’argomento, restringendo però il campo all’insegnamento linguistico.

Se già la dice lunga la riduzione delle opportunità di studio di lingue straniere nella scuola dell’obbligo, secondo quanto stabilito dagli ordinamenti vigenti, all’unica possibilità di imparare l’inglese, è a dir poco imbarazzante che la riforma della scuola superiore, per i 6 percorsi liceali individuati, preveda l’insegnamento di una materia non linguistica, per l’ultimo anno del ciclo di studi (nel liceo linguistico anche per il penultimo), in una lingua diversa dall’italiano. Così prescrive il Regolamento sulla «[r]evisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133» (http://www.istruzione.it):

Liceo linguistico.

Dal primo anno del secondo biennio è impartito l’insegnamento in lingua straniera di una disciplina non linguistica, prevista nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell’area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse assegnato e tenuto conto delle richieste degli studenti e delle loro famiglie. Dal secondo anno del secondo biennio è previsto inoltre l’insegnamento, in una diversa lingua straniera, di una disciplina non linguistica, compresa nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell’area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse assegnato e tenuto conto delle richieste degli studenti e delle loro famiglie. Gli insegnamenti previsti dal presente comma sono attivati nei limiti degli organici determinati a legislazione vigente (art. 6, comma 2).

Orario annuale e attività educative e didattiche.

Fatto salvo quanto stabilito specificamente per il percorso del liceo linguistico, nel quinto anno è impartito l’insegnamento, in lingua straniera, di una disciplina non linguistica compresa nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell’area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse annualmente assegnato. Tale insegnamento è attivato in ogni caso nei limiti degli organici determinati a legislazione vigente (art. 10, comma 5).

Attraverso apposito decreto emanato dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sono definite le linee guida per l’insegnamento in lingua straniera di una disciplina non linguistica e gli specifici requisiti richiesti per impartire il predetto insegnamento. Dall’adozione di tale decreto non devono scaturire nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica (art. 10, comma 6).

Inutile aggiungere che non stiamo parlando né del francese né del tedesco, né tantomeno del greco o del rumeno. Il silenzio per i licei, del resto, diviene indicazione esplicita del legislatore nel Regolamento per il riordino degli istituti tecnici. L’art. 8 (Passaggio al nuovo ordinamento), comma 2, lettera b, rinvia a futuri decreti del MIUR («di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze») la definizione dei «criteri generali per l’insegnamento, in lingua inglese, di una disciplina non linguistica compresa nell’area di indirizzo del quinto anno, da attivare in ogni caso nei limiti degli organici determinati a legislazione vigente».

Un altro punto a favore dell’inglese.

di Massimo Arcangeli
http://dizionari.zanichelli.it/
01/01/2012




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