Tibet senza pace, sei immolazioni

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Tibet senza pace, sei immolazioni

DA PECHINO

Mentre a Pechino il partito comunista "celebra" la sua liturgia, in Tibet continua la protesta contro l'occupazione cinese. In forme estreme. Sei tibetani si sono immolati. È il più alto numero di tentativo di suicidi nello stesso giorno dal 2009, da quando questo tipo di proteste sono cominciate. Da allora, sono 68 i casi. Tra gli immolati anche una donna e tre monaci minorenni. Secondo le informazioni diffuse dalle organizzazioni che si battono per i diritti dei tibetani, le immolazioni, con almeno due vittime accertate, sono avvenute nella prefettura di Ngaba (Aba per i cinesi), nella provincia occidentale cinese del Sichuan, nella prefettura di Malho (Huanghan) della provincia del Qinghai e in quella del Tibet.
Nel Sichuan si sono immolati tre monaci minorenni, Dorje di 15 anni, Samdrub di 16 e Dorje Kyab di 16, che si sono dati fuoco dinanzi ad una stazione di polizia a Ngaba, urlando slogan per il Tibet libero e il ritorno del Dalai Lama. A Malho è invece morta a causa delle fiamme che si è appiccata addosso Tamdrin Tso, una giovane mamma di 23 anni. La donna si è immolata nel mercato di Gemar della contea di Rebgong (Tongren per i cinesi). L'altra immolazione, della quale però non ci sono molti dettagli, sarebbe accaduta intorno alle 20 a Bekhar, nella contea di Driru, prefettura di Nagchu, nella provincia autonoma del Tibet.

(Da "Avvenire", 09/11/2012)




1 Commenti

E.R.A.
E.R.A.

<strong>Sei attivisti si danno fuoco per protesta: sono 68 dal 2011</strong><br />
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TIBET. Sono sei gli attivisti tibetani che si sono dati fuoco in Cina per reclamare l'indipendenza nelle ore in cui a Pechino si aprivano i lavori del XVIII Congresso del Partito Comunista.<br />
Il bilancio è stato reso noto da Lobsang Choedak, portavoce del governo del Tibet in esilio da Dharamshala, nello Stato settentrionale indiano dell`Himachal Pradesh, dove risiede ufficialmente il Dalai Lama. Le sei immolazioni segnano la più intensa ondata di questo tipo di protesta da quando è diventata una pratica comune, nel marzo 2011. Il totale delle vittime è salito così a 68, di 54 delle quali è stata accertata la morte. Per la maggior parte si tratta di monaci o monache buddhisti. «Le auto-immolazioni in Tibet costituiscono un appello alla comunità internazionale, al governo cinese, e al popolo della Cina in quanto formato da esseri umani, affinché ascoltino il loro grido di aiuto», ha commentato il responsabile per l'Informazione delle autorità esiliate.<br />
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(Da "L'Unità", 09/11/2012)

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