Test di italiano per il visto

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La proposta della presidente delle donne marocchine

“Test di italiano per il visto”

Sbai: “Agli immigrati va chiesto di imparare la lingua

E’ passato poco più di un mese quando ha tentato di fare in modo che la sua associazione, la Acmid, si potesse costituire parte civile al processo su Hina Saleem, la giovane sgozzata dai familiari per il suo stile di vita troppo occidentale. Eppure Souad Sbaj, nonostante la delusione e la rabbia di quella giornata… non ha perso mordente e voglia di lottare.

Dalle pagine del settimanale “Donna moderna” la presidente dell’Associazione donne marocchine, si dimostra la paladina più agguerrita della difesa dei diritti delle donne, specie se immigrate. Chiede pene più dure nei confronti dei connazionali che trasformano in “schiave” le proprie donne e chiede soprattutto provvedimenti concreti per l’inserimento degli immigrati. Uno fra tutti? “Rendere obbligatoria la conoscenza della lingua italiana per la concessione del permesso di soggiorno”. Con un’ulteriore precisazione: “Ogni uomo che vuole portare la moglie in Italia dovrebbe farle fare un corso di sei mesi di italiano, darle gli strumenti per poter comunicare, per potersi integrare e soprattutto per potersi difendere”….”La Lombardia è la prima regione ad aprirci veramente le porte. Esiste già da qualche mese una Casa di ascolto a Roma, ma è stata messa in piedi senza l’aiuto del comune o della regione – spiega la presidente di Acmid-. In questo centro le donne non solo saranno ascoltate, ricevendo assistenza medica e legale, ma anche istruite. Inizieranno a fare corsi di lingua italiana”. Un modo per garantire il loro inserimento, perché i mariti delle donne maltrattate “non vogliono che si mostrino in pubblico, che entrino in contatto con la civiltà occidentale. Le nascondono perché non si allontanino e non si ribellino, tanto è vero che quando le mogli si convincono a denunciare i soprusi, poi si tolgono tutte il velo. Significa che non lo mettevano per scelta ma perché costrette”.

(Da Il Giornale, 2/8/2007).

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