Test di italiano, in campo i Ctp

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Test di italiano, in campo i Ctp

Si stimano 400 mila domande, finanziamenti per 125 mila
14/12/2010

ItaliaOggi
di Alessandra Ricciardi

Saranno i Ctp, i centri territoriali permanenti per la formazione degli adulti, a svolgere i test di lingua italiana per gli immigrati. Quelli regolarmente presenti in Italia e interessati a un permesso di soggiorno di lungo periodo. Nelle scorse settimane è stato sottoscritto l’accordo tra i ministri dell’interno, Roberto Maroni, e dell’Istruzione, Mariastella Gelmini.

Nei prossimi giorni da viale Trastevere partirà la circolare ai direttori scolastici regionali che fissa le linee guida per il funzionamento della macchina. Secondo dati sindacali, è possibile stimare circa 400 mila domande. Ma le risorse disponibili, quelle del fondo europeo, consentono in prima battuta di soddisfare una richiesta di circa 125 mila stranieri. Il dicastero dell’istruzione, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, ha previsto commissioni d’esame per blocchi di 40 candidati, con due docenti e due unità Ata. Applicando le tariffe del contratto di lavoro, ogni sessione costerà circa 1100 euro (i fondi arriveranno alla istituzione scolastica da cui dipende il Ctp direttamente dalle prefetture). Gli insegnanti dovranno essere velocissimi nel predisporre il contenuto delle prove, nel somministrarle ai candidati e poi nel valutarle. Tutto infatti dovrà essere ultimato, per i 40 candidati, in 15 ore. Tante, e non di più infatti, se ne potranno pagare al costo orario di 17,50 euro per i docenti, 14.5 euro per un collaboratore e 12,50 euro ad assistente. La coperta è corta e bisogna fare economia: per le dispense didattiche, le spese telefoniche e telematiche, insomma i beni di consumo in senso stretto, ci sarà un fondo a sessione di altri 200 euro.
Saranno esonerati dai test gli stranieri che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria, basta quello di primo grado, ma anche coloro che nel passato hanno già seguito un corso di lingua italiana, proprio presso i Centri territoriali permanenti, che attesti il raggiungimento di un livello di conoscenza dell’italiano non inferiore al livello A2 del quadro comune europeo. Lo stesso che dovrà essere certificato ai test. Si tratta del livello pre-intermedio o «di sopravvivenza», che consente di comprendere frasi ed espressioni usate frequentemente (es. informazioni personali e familiari di base, fare la spesa, la geografia locale, l’occupazione), di descrivere in termini semplici aspetti della propria vita, dell’ambiente circostante, oltre a esprimere bisogni immediati.
Prima che la circolare sia emanata, ci sono ancora un paio di punti da risolvere: l’identificazione dei partecipanti, che al momento non è assegnata ad alcuno e che dovrebbe essere svolta per competenza dal personale della Prefettura. E poi il ruolo futuro proprio dei Ctp. È in fase di emanazione, infatti, il regolamento che ne disciplina le funzioni nel campo dell’educazione degli adulti. Paradossalmente l’ultima versione del regolamento rischia di far perdere ai Centri territoriali l’insegnamento agli immigrati dell’italiano che non sia finalizzato all’acquisizione di un titolo di studio.




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