Test di italiano e di educazione civica Per gli stranieri arrivano i crediti‏

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Un percorso di due anni
Se completato si ottiene il permesso di soggiorno
L'alternativa è l'espulsione
ROMA
Un percorso formativo di due anni per apprendere la lingua italiana e conoscere l’organizzazione delle Istituzioni, con un ’esamè finale al termine del quale lo straniero o ottiene il permesso di soggiorno o viene espulso. È il senso dell’ «Accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato», introdotto con uno dei pacchetti sicurezza (la legge 94 del 2009), approvato oggi dal Consiglio dei ministri.

I destinatari dell’accordo, che ha una durata di due anni, sono tutti gli stranieri dai 16 anni in su che entrano in Italia per la prima volta e chiedono un permesso di soggiorno superiore ad un anno. Sono esclusi invece le vittime di tratta, di violenza o grave sfruttamento.

Accettando l’accordo, ha spiegato il ministro dell’Interno Roberto Maroni, il cittadino straniero si impegna a svolgere alcune attività come acquisire la conoscenza di base della lingua italiana parlata e una sufficiente conoscenza dell’organizzazione delle istituzioni pubbliche e della vita civile in Italia. Per lo straniero è inoltre obbligatorio rispettare i principi della Carta dei valori istituita con decreto del ministro dell’Interno nel 2007.

«Il Governo – ha detto Maroni – sostiene tutti gli oneri di questo vero e proprio processo integrazione»: per questo lo straniero «deve partecipare a tutta una serie di attività che sono riconosciute attraverso il sistema dei crediti». Sedici sono i crediti iniziali, che possono essere incrementati attraverso l’acquisizione di altre conoscenze o attraverso lo svolgimento di determinate attività (percorsi di formazione professionale, conseguimento di un titolo di studio, iscrisione al Ssn, stipula di un contratto d’affitto o di acquisto di un immobile, volontariato).

Ma i crediti possono essere anche decurtati: «ad esempio se lo straniero prende una condanna penale, anche se non definitiva, se viene sottoposto a misure di sicurezza personali o se commette gravi illeciti amministrativi o tributari». Un mese prima della scadenza del biennio c’è una verifica: se si raggiungono i 30 crediti il percorso è completato e viene concesso il permesso di soggiorno. Se invece i crediti ottenuti vanno da 16 a 30 si viene ’rimandatì: l’accordo viene cioè prorogato di un anno per dare la possibilità di raggiungere i 30 crediti. Se i crediti sono invece pari o inferiori a zero lo stato risolve l’accordo e per lo straniero scatta l’espulsione.




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