Tedesco per la carriera

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Lingue straniere

L’asso nella manica di chi va oltre l’inglese sul lavoro

Ecco perché il tedesco aiuta ancora la carriera

Berlino è il primo partner commerciale dell’Italia: quasi 700 mila aziende seguono i rapporti tra i due Stati Lo stipendio Un nuovo assunto che parla il tedesco può arrivare a guadagnare il 20% in più degli altri

di Elena Comelli

Il tedesco? Per i manager italiani è strategico. Se si vuole instaurare un rapporto continuativo con un’azienda germanica, bisogna parlare ai suoi dirigenti nella loro lingua. Non perché non sappiano l’inglese, ma per rassicurarli, farli sentire a casa. «Con l’inglese si va dappertutto – spiega Alberto Krali, che insegna tedesco all’università Cattolica e coordina lo studio delle lingue straniere a Scienze Politiche – ma con il tedesco si fidelizza il cliente». Parlare la lingua dei committenti non è solo una questione di coordinamento tecnico, ma anche di comprensione culturale. «Per capirsi meglio e reagire in maniera efficace alle loro richieste, è importante entrare nella loro mentalità», ribadisce Krali. E questo si può fare solo parlando la loro lingua. I legami Italia-Germania «Non c’ è dubbio che fra due fornitori di pari livello – precisa Krali – un’azienda tedesca privilegia sempre quello con cui può parlare in tedesco». In un contesto che vede la Germania come primo partner commerciale dell’Italia, è un vantaggio non da poco. La spiccata complementarietà delle due economie, infatti, mette spesso le eccellenze del Made in Italy alla “prova tedesco”. Basti pensare che in Italia ci sono ben 185mila pmi che lavorano per la Germania, mentre arrivano a 500mila le aziende tedesche che hanno rapporti con l’Italia. In base al resoconto annuale della Bundesbank, in Italia sono insediate 1054 aziende a capitale tedesco, con 148mila dipendenti. Ma è vero anche il contrario: in Germania ce ne sono 423 a capitale italiano, con 68mila dipendenti. Per tutti questi lavoratori, conoscere le due lingue è fondamentale per la carriera. Una marcia in più – Krali, che vede spesso i suoi studenti assunti in società che lavorano molto con la Germania, dalla finanza all’import-export, ne è convinto: «La conoscenza del tedesco dà una marcia in più a qualsiasi manager». Conferma Piergiulio Taino, docente di tedesco alla Statale di Milano, che anzi aggiunge un dato psicologico importante: «Un buon inglese ormai viene dato quasi per scontato. In un colloquio d’assunzione non costituisce più un vantaggio competitivo, ma una condizione necessaria. La conoscenza del tedesco invece impressiona molto, perché dimostra una capacità di approfondimento che va oltre gli standard. Il tedesco è considerato una lingua difficile da imparare e chi dimostra di conoscerlo si mette subito in luce come una persona che tiene duro e non si scoraggia davanti alle difficoltà».

(Dal Corriere della Sera, 26/9/2008).

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