Tassista parla inglese? La corsa è più salata: 2% di aumento a luglio

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Da luglio i conducenti delle auto bianche potranno aumentare le tariffe del 2% se dimostreranno di conoscere la lingua Gli autisti che non supereranno gli esami a campione dovranno seguire i corsi di formazione organizzati dalla Regione

A luglio i tassisti potranno aumentare le tariffe del 2 per cento. A patto che superino l’ultima prova: l’esame di inglese a campione. Sono stati promossi in tutte le quattro materie in cui la Regione Lombardia li aveva spronati a migliorare: conoscenza delle lingue straniere, utilizzo delle auto ecologiche, possibilità di pagamento elettronico a bordo, monitoraggio del servizio. Ma prima di mettere nero su bianco la promozione, i tecnici del Pirellone vogliono fare un’ulteriore verifica per vedere se i tassisti sanno realmente l’inglese o un’altra lingua. Niente interrogazioni o esami in vista. La Regione chiederà semplicemente una copia dei diplomi o degli attestati che certifichino la frequentazione di corsi di inglese. Altrimenti gli autisti dovranno rimettersi a studiare e seguire i corsi regionali gratuiti.
Il 43 per cento dei conducenti ha dichiarato, tramite autocertificazione, di masticare l’inglese piuttosto bene (il parametro richiesto era del 19 per cento). Ora si cercherà di capire se tutti hanno detto la verità. La prova del nove sarà effettuata su un campione, già sorteggiato elettronicamente, di 250 tassisti sui quasi cinquemila di Milano.
«È un’assurdità» esplodono, durante la riunione al Pirellone, i sindacalisti del Sitp, una delle sigle più sovversive che non aveva nemmeno firmato l’accordo sulle tariffe fisse Milano-Malpensa. E rilanciano: «Altro che prove e prove, la qualità del servizio è già ottima. Piuttosto, eliminiamo le tariffe fisse e viaggiamo solo a tassametro. Bisogna tener conto del reale costo della vita». Comincia il testa a testa con gli altri sindacalisti «più morbidi», che invece accettano di essere sottoposti alla verifica: «I controlli – spiega Nereo Villa a nome del Satam – erano già previsti dal contratto che abbiamo firmato l’anno scorso». Qualcuno chiede che le frange più estreme dei sindacalisti non partecipino più ai tavoli in Regione. «Noi invece ci saremo – controbattono i rappresentanti del Sitp -. Semmai deve essere l’assessore Cattaneo a dirci qualcosa ma finora non lo ha fatto».
Le auto bianche sperano anche nella possibilità di aumentare del 2,5 per cento la tariffa fissa di 85 euro fino a Malpensa ma, al momento, non hanno raggiunto i parametri necessari per farlo. «Eppure non possiamo più andare avanti così – si lancia Nereo Villa in un grido di dolore che riguarda tutta la categoria -. Oltre agli aumenti che ci spettano, chiediamo alla Regione di fare qualcosa per salvarci dal periodo di crisi. Se fossimo un’azienda, già molti di noi sarebbero in cassa integrazione. Ogni tassista cerca di arrangiarsi come può ma il lavoro è calato drasticamente. Per questo chiediamo degli ammortizzatori alla Regione».
Nello specifico, il fatturato del tassisti è calato del 35 per cento in un anno e sono perfino diminuiti del 27 per cento, in base a quanto rilevano le telecamere, i taxi in circolazione nell’area Ecopass. «Servono urgentemente dei provvedimenti tampone – chiede il Satam – che ci permettano di respirare un po’ in questa crisi che ci ha messo in ginocchio».

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