Tanti Inglesi

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Tendenze

Uno studioso: la globalizzazione sta trasformando la costruzione della lingua

L’inglese finirà come il latino: una babele di dialetti

di Guido Santevecchi

L’Impero colpisce ancora. Ma questa volta sono le masse colonizzate che fanno sentire la loro voce. Letteralmente. Per effetto della sua diffusione globale l’inglese sta cambiando rapidamente e si sta frammentando in una serie di dialetti. Non più solo problemi di pronuncia, come si coglie quando si sente parlare con ritmo strascicato il presidente texano George Bush e lo si confronta con le vocali allargate e armoniose della regina Elisabetta, o con i suoni gutturali dello scozzese Gordon Brown. È la costruzione delle frasi che si sta modificando. E l’inglese diventerà una famiglie di lingue come accadde al latino più di mille anni fa. La previsione è del professor David Crystal, linguista della British Academy. Il suo parere è stato ripreso dal Daily Telegraph, quotidiano conservatore sempre pronto a battersi per i principi della sacra tradizione britannica. Il professore sostiene che è soprattutto il peso numerico degli indiani che sta travolgendo le regole della sintassi. E fa un esempio: «L’uso del presente continuo, sviluppato nel linguaggio comune in India, sostituirà quello del presente semplice tramandato da Shakespeare». Un inglese, per dire «penso che stia per piovere», non ha dubbi: «I think it’s going to rain». Un indiano invece è meno diretto e ricorre a «I am thinking it’s going to rain». Stessa formula per credo, sento, vedo. Inutile opporsi, dice Crystal: sono i numeri che congiurano contro il British English e faranno prevalere le parlate dell’India, dell’Australia, dell’Africa, degli Stati Uniti. E poi bisogna considerare l’influsso dei cinesi, che diventano potenza economica globale e tendono a parlare un Singlish. Per continuare a capirsi, in questa babele di dialetti, bisognerà trovare un’intesa su uno Standard English. E poi bisognerà fare i conti anche con il linguaggio degli sms telefonici. Esempio: «R gr8st gft 2 d wrld S d en lgn». Decifrazione: «Our greatest gift to the world is the English language». Tutto chiaro, no?

(Dal Corriere della Sera, 7/3/2008).

Questo messaggio è stato modificato da: Daniela_Giglioli, 16 Mar 2008 – 12:12 [addsig]




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