Tandem e la lingua italiana

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Tavola rotonda con il nostro direttore Paola Bernardini, il professor Anthony Mollica e il professor Marcel Danesi

Di LETIZIA TESI

Oggi è un quotidiano che fa giornalismo civile e indipendente, aperto al dialogo con tutte le generazioni di italo-canadesi che vivono in Canada e fortemente legato all’Italia e ai suoi valori culturali. Un ponte ideale che fin dalla sua fondazione, nel 1954, ha caratterizzato il Corriere Canadese, da oltre cinquant’anni punto di riferimento e voce della comunità italiana non solo di Toronto, ma di tutto il Canada.
Ma se in passato il Corriere è stato un prezioso strumento in mano alla nostra comunità per favorirne l’integrazione e uno specchio fedele dei valori di due generazioni di emigrati che hanno dovuto lottare contro pregiudizi e stereotipi, oggi che l’italianità si è affermata con prepotenza il nostro quotidiano vuole rafforzare il dialogo con le nuove generazioni e creare un filo diretto tra il “vecchio” e il “nuovo” mondo.
È stata dedicata proprio ai futuri progetti editoriali del nostro quotidiano e del suo supplemento inglese Tandem, la tavola rotonda organizzata giovedì sera all’Istituto Italiano di Cultura nell’ambito della IX edizione della “Settimana della lingua italiana nel mondo”, alla quale hanno partecipato il nostro direttore, Paola Bernardini, il professor Anthony Mollica e il professor Marcel Danesi. «Abbiamo deciso di dedicare una serata al Corriere Canadese – ha detto il direttore dell’Istituto, Martin Stiglio – perché è uno degli strumenti più efficaci di promozione della nostra lingua e un veicolo privilegiato di comunicazione con la comunità italiana».
«L’italiano è in continua espansione – ha detto Paola Bernardini – perché è la lingua dell’arte, della musica, del cinema, della moda e della cultura e la si studia non solo per entrare in contatto con la lingua di Dante o la scienza di Galilei, ma anche per una spendibilità sociale nella vita quotidiana e professionale. Questa voglia di italianità, che oggi si respira ovunque, l’abbiamo voluta testimoniare nel giornale e nel nostro sito Internet».
L’obiettivo dei futuri progetti editoriali di Corriere/Tandem è rafforzare il legame con la terza generazione di italo-candesi, quella che rischia di più di perdere il legame con la nostra lingua. «Vogliamo crescere e rinnovarci attraverso Internet e mettere a confronto le tre generazioni della nostra comunità – ha spiegato il direttore Paola Bernardini – per questo abbiamo scelto come slogan “Ieri, oggi, domani”. Il Corriere, corriere.com, Tandem e corrieretandem.com saranno la nostra cerniera fra la cultura dell’antichità, della memoria e quella di oggi in modo da creare un giornale di massa e di élite allo stesso tempo che sappia essere la sintesi della quotidianità».
I nuovi progetti online sono “Italianità”, “Sport” e “i-Cult”. Il primo è nato dalla collaborazione con il Consolato italiano a Toronto ed è stato inaugurato con una lettera del Console generale, Gianni Bardini, rivolta alla comunità italiana per stimolare un dibattito sul suo futuro. Si tratta, infatti, di una sezione dedicata alla grande realtà dell’associazionismo, ma aperta anche alle nuove generazioni, che rappresentano il futuro dell’italianità in Canada, attraverso un collegamento con l’Agic, l’Associazione giovani italo-canadesi. «Altro progetto in cantiere – ha spiegato il nostro direttore – è un sito dedicato allo Sport con focus sui Raptors, Maple Leafs, Toronto FC, Vancouver 2010 e i Mondiali di calcio del prossimo anno».
“iCult”, invece, sarà un sito dedicato alla cultura, all’arte, al cinema, alla scienza e alla tecnologia. «Sarà il nostro fiore all’occhiello – ha detto Paola Bernardini – con rubriche di scrittori, ricercatori, archeologi, registi e artisti. Un progetto ambizioso che si svilupperà anche sul cartaceo: il Corriere Canadese e Tandem realizzeranno, in italiano e in inglese, quattro pagine settimanali dedicate alla cultura che verranno utilizzate anche da alcuni dipartimenti di italianistica delle università canadesi e da scuole dove s’insegna l’inglese come seconda lingua».
Una di queste sarà curata proprio da Anthony Mollica, professore emeritus di glottodidattica alla Brock University di St. Catherines, che ha concesso al Corriere e Tandem la pubblicazione delle tavole “Giochiamo con le parole”. E giovedì sera il professor Mollica ha letteralmente fatto giocare il pubblico dell’Istituto Italiano di Cultura, presentando i rebus, i cruciverba, gli anagrammi e gli indovinelli che verranno poi pubblicati sui nostri due giornali. «Non sono solo giochetti di parole: lavorare con la lingua usando la creatività è uno dei modi più efficaci per impararla», ha specificato il professor Mollica, che per la sua infaticabile opera di promozione dell’italiano è stato il primo destinatario, nel 2003 a Venezia, del premio “Una vita per l’italiano”. In pratica si chiama ludodidattica ma è una cosa seria, anche se, al contrario di altre discipline, praticarla è divertente. Alla fine il professor Mollica, continuando col registro “semi-serio” che ha caratterizzato il suo intervento, ha parafrasato una parte dei “Promessi Sposi” e ha concluso: «Questa rubrica di ludolinguistica s’ha da fare», vestendo i panni di un novello Don Abbondio e trasformando il nostro direttore in un “bravo”. Poi, sempre fra il serio e il faceto, ha chiesto scusa ad Alessandro Manzoni.
Anche il professor Marcel Danesi, docente di semiotica all’Università di Toronto da 38 anni, ha mantenuto “leggero” il tono della discussione linguistica, raccontando le proprie esperienze didattiche e sottolineando l’importanza di divulgare la nostra lingua attraverso i mass media. «Ho scritto molti libri, ma sono pochi quelli che li hanno letti. Sono andato a fare un programma su Omni tv e sono diventato famoso», ha detto il professor Danesi, facendo ridere il pubblico. Anche lui, però, ha ribadito seriamente l’importanza della creatività, sia come forma d’espressione che come veicolo d’apprendimento e d’insegnamento.
«Alla fine credo che siamo più “homus ludens” che “homo sapiens” – ha detto Danesi riflettendo sul destino delle lingue – A volte mi chiedo se fra 200 anni esisterà ancora l’italiano o se sarà stato sostituito da un nuovo linguaggio, magari un cyber-language, di quelli che nascono “online”, anche se il vero spazio, la realtà, è “offline”. Io, però, ho grande fiducia nella creatività umana e spero che con il gioco si possa evitare questo pericolo e preservare la nostra lingua».

http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=92963&page=3

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