Svolta verde per l’indonesiana App: ora tutela le foreste.

 

 

 

LA TESTIMONIANZA.

Svolta green per l’indonesiana App: ora tutela le foreste.

Il secondo gruppo mondiale nella produzione di carta punta tutto sulla sostenibilità Era finita nel mirino di Greenpeace per la quantità di alberi che annualmente abbatteva.
Arrivare alla fabbrica dell’Asia Pulp and Paper (App) a Perawang, nella provincia di Riau, fa un certo effetto. Siamo nel cuore di Sumatra, tutto intorno scimmie, coccodrilli, piantagioni e foreste. L’impatto è forte, e ancora più forte è sorvolare l’area: infinite distese di piantagioni di eucalipto e di acacia precedono aree di conservazione dove vivono le ultime tigri di Sumatra e vi è una concentrazione straordinaria di biodiversità. L’Asia Pulp and Paper è una multinazionale della carta, la seconda al mondo, e fa parte di un gruppo enorme, controllato da una famiglia cinese. Il gruppo Sinar Mas conta più di 400 mila dipendenti e spazia dalla finanza al turismo fino, appunto, alla carta.

Fino a qualche anno fa l’App era sul banco degli imputati nel processo globale nei confronti di chi contribuisce maggiormente a mandare a rotoli il pianeta da un punto di vista ambientale. È passato solo poco più di un anno da quando l’azienda ha annunciato al mondo di aver sospeso completamente qualunque operazione di deforestazione connessa a tutti i suoi fornitori indonesiani e di aver incaricato soggetti terzi indipendenti per valutare le aree all’interno delle sue concessioni da destinare alla conservazione.

A seguito di questo cambio di rotta Greenpeace, nota per non essere tenera con le multinazionali, ha sospeso tutte le campagne contro App, dopo attente e lunghe attività di monitoraggio sul reale rispetto di quanto dichiarato. Il responsabile foreste di Greenpeace, un inglese trasferitosi in Indonesia a seguire questi progetti, mi dice: «Nessuno è nemico o amico per sempre, in questo momento App sta andando nella direzione giusta». E forse saranno proprio le multinazionali e più in generale le imprese a contrastare maggiormente il degrado ambientale del pianeta; nel caso specifico App ha concessioni che durano 60 anni, può quindi pianificare azioni di conservazione a lungo termine con maggiore autonomia e flessibilità rispetto al governo centrale indonesiano.

I governi ormai, soprattutto nei Paesi di nuova industrializzazione, si adeguano, nel migliore dei casi, alle linee indicate dai grandi gruppi, sia nel bene che nel male.

In questo caso sembra che l’indirizzo intrapreso da App sia quello giusto; un simpatico argentino di origini italiane gestisce il centro di ricerca dove si selezionano le essenze più resistenti finalizzate a ridurre il tempo di rotazione degli alberi; il vivaio è sterminato e ogni piantina viene manualmente inserita in appositi contenitori dove viene coccolata prima di essere messa a dimora. Ridurre i tempi di rotazione significa ridurre la quantità di terra necessaria per soddisfare la domanda di cellulosa e carta e così App ha destinato a conservazione il 50% delle sue concessioni, dando un segnale forte sul fronte della tanto inflazionata sostenibilità. Nel centro di ricerca sono attivi programmi per la riproduzione di alberi pregiati e la conservazione del patrimonio genetico; a volte le piantagioni sono attaccate dagli oranghi; in quei casi è necessario modificare la tipologia di pianta, sostituendole con nuove tipologie poco gradite agli animali. Ogni giorno nella fabbrica entrano 300 camion pieni di tronchi, ma sembra davvero che in questo angolo del mondo, nel cuore di un Paese di nuova industrializzazione, con più di 250 milioni di abitanti, vengano piantati non solo i semi degli alberi destinati al ciclo della carta, ma anche quelli di un modello industriale più consapevole e con una visione strategica di lungo periodo. Come trasferire l’impegno di App ai mercati finali globali dove è presente l’azienda è il passo successivo e forse ancora più difficile rispetto ai programmi di conservazione già attivati. I consumatori occidentali sono bombardati da messaggi pubblicitari a sfondo ambientale, da etichette che pochi riconoscono e da un contesto politicamente corretto che a volte è un boomerang. Far loro arrivare un contenuto ambientale legato alla conservazione e alla biodiversità sul packaging degli spaghetti che comprano al supermercato è complicato, ma l’Asia Pulp and Paper ha deciso di provarci. Bertolini Francesco
(Dal Corriere della Sera, 5/5/2014).

 

 

 

 




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