Svizzera: “l’italiano escluso dalle scuole professionali”.

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“L’italiano escluso dalle scuole professionali”.

Il Forum per l’Italiano in Svizzera commenta la risposta del Consiglio federale a un’interpellanza di Cassis: “Deludente”.

Redazione.

Il Consiglio Federale ha risposto negli scorsi giorni a un’interpellanza di Ignazio Cassis nella quale chiedeva lumi sull’insegnamento delle lingue nazionali nel settore professionale. Il consigliere nazionale ticinese chiedeva in particolare continuità nell’insegnamento delle lingue: se quelle nazionali sono ben presenti nelle scuole liceali, poco si sa invece della loro presenza nelle scuole professionali. Settore in cui, sottolinea Cassis, vi accede il maggior numero di studenti che in Svizzera concludono la scuola obbligatoria.
Nelle ordinanze della formazione professionale di base, precisa il Consiglio federale, “di regola è prevista una seconda lingua”. La Confederazione ha dunque creato le condizioni per l’insegnamento in una seconda lingua nazionale o in un’altra lingua straniera. “L’effettiva presenza di una seconda lingua nelle ordinanze delle singole professioni e il tipo di lingua sono aspetti disciplinati dalle organizzazioni del mondo del lavoro in base alle loro esigenze” si legge. “In linea di massima, l’insegnamento della seconda lingua è finalizzato all’applicazione pratica nel contesto lavorativo”.
Una risposta che conferma in pratica l’analisi svolta dal Forum per l’italiano in Svizzera, che commenta: “In pratica vi é l’offerta di una seconda lingua nazionale o di una lingua straniera (cioé l’inglese). Di conseguenza nella Svizzera tedesca e nella Svizzera francese l’italiano – con questa impostazione – non trova nemmeno la possibilità di essere offerto come possibilità di scelta per gli allievi (contrariamente alle disposizioni che regolano la maturità liceale)”.
Per quanto riguarda le lingue offerte dai Cantoni e i dati statistici sul numero di allievi che seguono lezioni nelle altre lingue, il Consiglio federale precisa che “la Confederazione non sa quali lingue vengano effettivamente insegnate nelle scuole che decidono autonomamente, né raccoglie dati sui corsi di lingua facoltativi offerti agli apprendisti”. Una risposta giudicata molto deludente da parte del Forum per l’italiano in Svizzera che porterà il tema sul tavolo del Comitato in occasione della prossima seduta. Redazione
(Da ticinonews.ch, 28/8/2015).

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