Svizzera e plurilinguismo.

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È nato un intergruppo per il plurilinguismo.

Lo hanno fondato 14 parlamentari, tra cui il consigliere nazionale Ignazio Cassis, nominato co-presidente.

Redazione.

Lo scorso 2 giugno a Berna quattordici parlamentari hanno costituito un intergruppo parlamentare chiamato “Plurilinguismo CH”, presieduto dal Consigliere agli Stati bernese Hans Stöckli. Ne dà notizia oggi il Forum Helveticum.
I parlamentari coinvolti, rappresentanti di tutte le tendenze politiche e regioni linguistiche, hanno sottolineato l’importanza di un’azione coordinata in favore del plurilinguismo in Svizzera.
“Il plurilinguismo appartiene alla Svizzera, arricchisce costantemente la cultura elvetica e contribuisce in modo significativo alla buona convivenza tra gli abitanti delle diverse aree del nostro paese” si legge in una nota stampa. “Ma non è scontato, e richiede molti sforzi. Anche recentemente, la messa in discussione del plurilinguismo in diversi cantoni svizzeri ha provocato interventi al Consiglio nazionale e al Consiglio degli Stati. È per questo che 14 parlamentari hanno deciso di aumentare presso le elette e gli eletti la consapevolezza dell’importanza di questa componente svizzera. Il nuovo intergruppo ha l’obiettivo di integrare i gruppi già esistenti che si impegnano in favore delle lingue latine (Italianità, Lingua e cultura rumantscha).”
L’intergruppo si è dotato di un comitato: Hans Stöckli (Consigliere agli Stati, PS – BE), presidente; Hannes Germann (Consigliere agli Stati, UDC – SH), co-presidente;Martin Candinas (Consigliere nazionale, PPD – GR), co-presidente; Ignazio Cassis(Consigliere nazionale, PLR – TI), co-presidente; Isabelle Chevalley (Consigliera nazionale, PVL – VD), co-presidente; Maya Graf (Consigliera nazionale, I Verdi – BL), co-presidente; Rosmarie Quadranti (Consigliera nazionale, PBD – ZH), co-presidente.
Le diverse tendenze politiche, le camere federali e le regioni linguistiche sono così tutte rappresentate nel comitato. La segreteria è messa a disposizione dal Forum Helveticum, forum per la comprensione linguistica e culturale in Svizzera, che invita tutti i parlamentari a partecipare all’intergruppo.
(Da ticinonews.ch, 10/6/2015).

Plurilinguismo disatteso.

Uno studio rileva l’eccessiva propensione all’assunzione di candidati germanofoni nell’Amministrazione federale.

di Giorgia Roggiani.

I candidati italofoni agli impieghi dell’Amministrazione federale sono svantaggiati già al momento dei colloqui per un’eventuale assunzione, condotti quasi esclusivametne in tedesco. Lo afferma uno studio realizzato del Centro scientifico di competenza sul plurilinguismo di Friborgo e dal Centro per la democrazia di Aarau.
Le conoscenze in italiano degli altri impiegati della Confederazione non italofoni andrebbero perfezionate in modo da mettere tutti i candidati sul medesimo piano. Secondo lo studio, sebbene la stragrande maggioranza dei concorsi federali siano pubblicati in tutte le lingue, i dossier dei candidati germanofoni sembrano essere favoriti.
Ciò poiché i responsabili delle assunzioni sono abituati ad operare in seno ad un’Amministrazione che privilegia il tedesco, poi il francese e solo in minima parte la lingua di Dante malgrado che il Consiglio federale abbia recentemente pubblicato un documento che critica la sovra presenza di collaboratori germanofoni a scapito di coloro che parlano francese o italiano.
(Da rsi.ch, 9/6/2015).

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