Survival, una campagna per salvare gli ultimi Kawahiva.

Survival, una campagna per salvare gli ultimi Kawahiva.

L’organizzazione umanitaria e l’attore britannico Mark Rylance in difesa di una delle tribù più vulnerabili del pianeta. Secondo quanto prevede la costituzione brasiliana, la terra dei Kawahiva avrebbe dovuto essere mappata e protetta come territorio indigeno entro il 1993. Seri rischi di estinzione.

di Anna Maria De Luca.

Rischiano di estinguersi. Vivono cercando di fuggire ai taglialegna armati, ai minatori ed ai potenti allevatori che occupano la loro foresta, nella regione del Mato Grosso, nota per il dilagare del disboscamento e dell’accaparramento di terra illegali. Sono gli ultimi Kawahiva, una delle tribù più vulnerabili del pianeta. Cacciatori-raccoglitori dell’Amazzonia brasiliana definiti “incontattati” perché hanno scelto di isolarsi dal mondo esterno, per proteggersi da ciò che per loro significa malattia e sfruttamento.
La mappatura doveva esserci dal 1993. In vista del Columbus Day del 12 ottobre, Survival International e l’attore britannico Mark Rylance lanciano una nuova campagna per salvare i Kawahika. “Non dobbiamo permettere – dice Rylance – che un’altra parte della ricca diversità umana finisca confinata nei libri di storia. Se il mondo agirà subito, possiamo garantire ai Kawahiva un futuro”. Secondo quanto prevede la costituzione brasiliana, la terra dei Kawahiva avrebbe dovuto essere mappata e protetta come territorio indigeno entro il 1993. Il decreto di autorizzazione, però, aspetta sulla scrivania del Ministro della Giustizia dal 2013 e non è ancora stato firmato. Se la terra dei Kawahiva non sarà protetta, scompariranno per sempre.
L’impegno per un futuro della comunità. Survival (Movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni) con questa campagna chiede direttamente al ministro della giustizia brasiliano di firmare con la massima urgenza il documento per garantire un futuro ai Kawahiva. Anni fa il Funai (the National Indian Foundation) ne contava una cinquantina, ma oggi sono ancora meno a causa degli attacchi genocidi e dell’abbassamento della natalità come conseguenza della perduta stanzialità. Costretti a fuggire davanti all’invasione di coloni, taglialegna, esploratori petroliferi e allevatori di bestiame, i Kawahika non possono più coltivare la terra e si trovano a dipendere unicamente da caccia e pesca.
E’ cambiato lo stile di vita e l’alimentazione. Il cambiamento di stile di vita ha implicato anche un cambiamento dell’alimentazione: il passaggio dal consumo di proteine a quello di cibi ad alto contenuto di grassi comporta il rischio obesità, ipertensione e diabete, pericolosi per la loro sopravvivenza. Inoltre, man mano che le ruspe dei disboscatori avanzano, sempre più perdono contatti di parenti e amici a tal punto che molti non sanno più dove si trovino gli altri membri della tribù. Non hanno difese immunitarie contro malattie importate per noi banali come l’influenza o il raffreddore: il 90% delle numerose tribù amerindie è deceduto dopo il contatto con gli Europei.
Il rischio dello sterminio. Il direttore di Survival, Stephen Corry, ribadisce l’allarme: “Se l’opinione pubblica non riuscirà a convincere il Ministro della Giustizia ad agire al più presto, i Kawahiva saranno sterminati e noi assisteremo all’estinzione di un’altra tribù. La sopravvivenza dei Kawahiva ci arricchisce tutti non solo perché ci offrono un’interpretazione unica dell’esistenza umana, ma anche perché difendere i loro diritti territoriali significa garantire il futuro dell’Amazzonia. Se noi riusciremo a far proteggere la loro foresta, loro poi proteggeranno la natura, per tutti noi”. Per firmare la petizione: http://www. survival. it/e-mail/kawahiva
(Da repubblica.it, 14/10/2015).

{donate}

 




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.