Giorgio Pagano (Radicali-ERA) chiede alla Boldrini di parlare di lingua federale per la Festa dell’Europa

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Giorgio Pagano (Radicali-ERA) chiede alla Boldrini di parlare di lingua federale per la Festa dell’Europa.
Questo il testo della lettera:

Roma, 6 maggio 2016  ore 13:09:09

Gentile Presidente, la pregherei, sempre in attesa di poterne parlare personalmente, di cogliere l’occasione della Giornata dell’Europa, per sollevare o quantomeno accennare alla questione della lingua federale europea. 

È, di fatto e di diritto, inaccettabile che persone e bambini dei Paesi più poveri del mondo, come il Congo o il Bangladesh, e persone e bambini più ricchi della società britannica o americana, non abbiano una seconda lingua, insieme, e che, anzi, i primi vengano assoggettati ad apprendere l’inglese, defraudati quindi sia di risorse materiali necessarie all’apprendimento di quella lingua, che mentali in quanto energie tolte all’approfondimento e all’irrobustimento della e nella propria lingua madre, come della cultura del proprio Paese.
Ancor più inaccettabile se la nazionalizzazione linguistica inglese viene tollerata e favorita, non in un contesto onusiano meno pervasivo, bensì nell’Unione Europea, e persino dalle principali cariche di uno Stato membro che dovrebbe rivendicare pari diritti e pari opportunità per i propri cittadini.
Nel corso, purtroppo di soli 15 minuti, con Carlo Leoni, il 27 aprile, ho avuto modo brevemente di prospettare i termini di messa in discussione della monarchia linguistica inglese, lasciandogli cinque testi importanti per la messa in discussione dell’esercizio di tale monopolio linguistico che, di fatto, corrisponde ad una vera e propria colonizzazione:
Due in relazione agli aspetti politici della colonizzazione anglofona:
Americanizzazione e inglesizzazione come processi di occupazione globale” e “L’imperialismo linguistico inglese continua” dell’inglese Robert Phillipson, e tre in relazione agli effetti economici di tale colonizzazione linguistica:
“I costi della non comunicazione linguistica europea”, del Nobel per l’economia Selten;
“L’insegnamento delle lingue straniere come politica pubblica”, dell’economista svizzero Grin, in cui emerge come lo scenario, equo, “Esperanto” faccia risparmiare a tutti gli Stati membri oltre 25 miliardi di euro l’anno;
“Gli aspetti economici della disuguaglianza linguistica” di Aron Lukacs, in cui si evidenzia come la mancanza di pari opportunità per motivi linguistici costa a ciascun cittadino europeo non anglofono circa 900 euro l’anno.
Sperando voglia cogliere tale opportunità, anche in relazione al suo forte impegno per il federalismo europeo, rimango a sua disposizione per qualsivoglia necessità al numero telefonico personale 327.55.76.333.
Con i miei più distinti Saluti, 
 
— 
Giorgio Pagano 
COORDINATOR

CAMPAIGN FOR THE COMMON LANGUAGE OF THE HUMAN SPECIES

Nonviolent Radical Party,Transnational and Transparty 



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