Subito le consultazioni, una nuova squadra più forte

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da www.repubblica.it

Il Parlamento di Strasburgo dà tempo al presidente
“Subito le consultazioni, una nuova squadra più forte”

Barroso, voto rinviato
Buttiglione verso l'addio

Il presidente: “Cambio il necessario e il sufficiente” Il ministro italiano: “Il mio stato d'animo è sereno”STRASBURGO – La seduta è durata 12 minuti. Gli ultimi 12 minuti della più grave crisi istituzionale comunitaria. E alla fine il voto che avrebbe dovuto sancire le nomine della nuova Commissione europea è stato rinviato. Il presidente designato José Manuel Barroso ha chiesto e ottenuto più tempo per cambiare la rosa dei suoi commissari. Primo fra tutti, Rocco Buttiglione, dalle cui dichiarazioni su donne e omosessuali è scaturita la crisi. “Il mio stato d'animo è sereno – è stato il commento del ministro italiano – e credo che Barroso abbia la possibilità di venirne fuori bene, gli faccio i migliori auguri”. Che farà Barroso? “Cambierò il necessario e il sufficiente” taglia corto il presidente Ue. Che evita di dare scadenze definitve sui tempi di decisione per presentare la nuova commissione europea: “Non posso dare una data certa”. Dopo settimane di tira e molla, con la certezza che se si fosse votato oggi il Parlamento europeo di Strasburgo avrebbe bocciato la nuova Commissione, Barroso ha dunque dovuto riconoscere che era necessario un passo indietro. Così in mattinata è incominciato un giro febbrile di consultazioni con i presidenti dei principali gruppi parlamentari e col Consiglio Europeo per trovare una via d'uscita. E la via d'uscita si è trovata: rinvio. “Sono giunto alla conclusione – ha detto Barroso nella breve seduta – che se si votasse oggi l'esito non sarebbe positivo per le istituzioni europee o per il progetto europeo. In queste circostanze ho deciso di non sottoporre oggi la nuova Commissione alla vostra approvazione. Ho bisogno di più tempo per esaminare la questione e consultarmi oltre con il Consiglio Europeo, in modo tale che possiamo avere un forte sostegno alla nuova Commissione, una volta che verrà approvata”. E con ciò Barroso ha dato atto, tra gli applausi dell'Aula, che il Parlamento europeo “eletto con un voto popolare in tutti gli Stati membri, ha un ruolo vitale da svolgere nel governo dell'Europa”. Gioiscono i socialisti e i liberali europei, prendono atto dello stop i popolari, soddisfatti di aver comunque evitato la catastrofe del primo voto di sfiducia della storia comunitaria a due giorni dalla firma del trattato europeo che darà vita alla nuova Costituzione prevista a Roma. Ma la ferita resta, visto che i delegati si incontreranno venerdì saranno orfani di un nuovo esecutivo. L'ordinaria amministrazione continuerà a essere demandata alla Commissione Prodi in attesa della fine della partita che Barroso dovrà tornare a giocarsi. E per il portoghese le cose non sono meno difficili di ieri. Il presidente designato ha confermato che procederà a consultazioni con i leader dell'Ue e il Consiglio europeo già nei prossimi giorni per cercare un modo di andare avanti e proporre un'altra squadra. Che si tratti di rimpasto o di squadra totalmente nuova, una cosa sembra certa: per bocca del britannico Neil Kinnock, il Pse “si aspetta che della nuova Commissione non faccia parte Buttiglione”. E lui, Barroso sottolinea di non voler fare commenti sui singoli esponenti della nuova Commissione e ribadisce che prima di pronunciarsi occorrerà una lunga serie di consultazioni.

Questo messaggio è stato modificato da: francesca.cammarano, 27 Ott 2004 – 03:46 [addsig]




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