Studi classici ostacolati in Italia.

Posted on in Politica e lingue 27 vedi

Studi classici ostacolati in Italia.

Ho letto il post sulla penuria di iscritti al Liceo classico e la risposta sensata di Di Stefano: siamo un paese che ha arte e cultura, è così difficile capire dove investire?
Vorrei aggiungere la mia.
Da un bel po’ di anni (decenni) la scuola è stata allegramente sottomessa, col favore del popolo, alle esigenze del Dio Lavoro. Di conseguenza la cultura, perché inutile, ha perso ogni necessità di essere insegnata.
Esempio. Scuola media, Milano, novembre 2014, giornata di orientamento: in un aula un tipo della Confindustria lombarda orientava parlando esclusivamente di scuole tecniche, imprese, export, financo disoccupazione, occupazione,. Parlava a una platea di dodicenni, motivo per cui lo avrei arrestato: ma chi lo aveva invitato? Per lui gli studi umanistici non servivano: non c’era bisogno di chiederglielo. Ma chi diamine lo aveva fatto entrare?
Inutile lamentarsi e scrivere ai giornali. Abbiamo voluto questi ceffi al governo che da un ventennio e passa ci dicono che conta il “lavoro” e che irridono la cultura; adesso ci si lamenta perché il classico non fa proseliti. Arte, cultura e scuola sopravvivono principalmente con investimenti pubblici: ma poi i nostri accreditati politici di cosiddetta destra e sinistra, di cui ci lamentiamo tornando a votarli, mettono in Costituzione i vincoli di bilancio (propagandati come cosa buona e giusta anche dal Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa) imposti dall’euro e dal governo tedesco.
Lo so lo so, sono una rottura di scatole, sbuffo di me stesso, sono noioso e faccio di tutt’erba un fascio, soprattutto son populista, ma i danni alla bellezza e alla cultura passano proprio da questi noiosissimi atti parlamentari fatti ad agosto sotto la pressione dello spread (?), del sole 24ore che scrive: “Fate presto!”, del governo tecnico sostenuto per senso di responsabilità, del debito pubblico, dei parametri di bilancio.
Io farei non una ma mille riflessioni. Ma penso anche che se ne farebbero di più e di migliori se si studiassero appunto i classici, perché così magari si capirebbe un po’ più di democrazia, e si riconoscerebbe più facilmente il dispotismo sedicente liberale. Ma non è forse che questi signori che si titolano democratici e che inneggiano nel titolo all’Italia sono fortemente interessati al fatto che i sudditi rimangano ignoranti? Storia vecchia quanto il mondo. Quanto un classico, appunto. Dino

Di Stefano: 
Grazie, Dino, concordo pienamente. Se pensassero che sia utile orientare la scuola al lavoro, in Italia dovrebbero incrementare gli studi umanistici e la storia dell’arte. Invece, inglese, internet, impresa, come in Irlanda e in Scozia!
(Da forum.corriere.it/leggere_e_scrivere, 22/7/2015).

{donate}

 

 




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.