STOCCARDA E I MARTIRI DI SANT’ANNA. LA STORIA CANCELLATA IN TRIBUNALE

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La Germania archivia l’eccidio di 560 civili
Insufficienza di prove per le SS di Sant`Anna

I giudici di Stoccarda hanno deciso che, «per insufficienza di prove», sia archiviato il processo contro le 17 ex SS, in particolare le otto ancora in vita, condannate in Italia per l`uccisione di 560 persone a Sant’Anna di Stazzema nel 1944. La verità della storia cancellata in un tribunale.

Si sono assunti una grave responsabilità i giudici del tribunale di Stoccarda a decidere l’archiviazione del processo contro le 17 ex SS, in particolare le otto ancora in vita, accusate dell`eccidio di Sant`Anna di Stazzema. 1112 agosto 1944 quattro compagnie della sedicesima divisione corazzata Reichsfiihrer SS circondarono il paese in provincia di Lucca e seguendo un metodo replicato a Marzabotto, uccisero 560 persone, per lo più vecchi, donne e bambini. Gli ufficiali tedeschi che ordinarono l’azione applicarono con solerzia eccessiva la spietata direttiva emanata nella primavera da Kesselring secondo cui bisognava distruggere ogni villaggio in cui si sospettava fossero ospitati i banditen, i partigiani, e passare per le armi tutti gli uomini maggiori di diciott’anni. L’azione era sicuramente programmata, come ha scritto lo storico Paolo Pezzino, uno dei maggiori esperti italiani di guerra ai civili. Per i giudici di Stoccarda, invece, non sarebbe possibile dimostrare che a Sant’Anna di Stazzema fosse stata ordinata «un’azione di sterminio contro la popolazione civile». Obiettivo principale secondo il tribunale tedesco sarebbero stati la guerra ai partigiani e il reclutamento di manodopera da trasferire in Germania.

Allo stesso modo, contraddicendo le testimonianze non solo dei superstiti ma degli stessi soldati nazisti che ammisero le loro responsabilità, come Ludwig Goring, i magistrati di Stoccarda hanno sostenuto che non è possibile provare l`effettiva partecipazione all`eccidio degli indiziati, punibili con una pena che non sarebbe prescritta.

L’archiviazione decisa in Germania non solo ribalta la sentenza confermata in Cassazione con cui nel 2005 il tribunale militare di La Spezia emise dieci condanne all`ergastolo, ma ci sembra contraddica una verità storica e per questo offende le vittime e i parenti dei civili caduti a Sant’Anna. La falsificazione giudiziaria dei fatti si somma alla realpolitik con cui negli anni Cinquanta i ministri italiani, tra cui il partigiano Paolo Emilio Taviani, decisero di non chiedere l’estradizione dei responsabili delle stragi per non offendere la sensibilità della Germania Ovest. Le lancette della storia tornano indietro di diciott’anni, al 1994, quando in un sottoscala della procura militare di Roma venne scoperto l’«armadio della vergogna» che custodiva le verità nascoste per motivi politici.

Dino Messina

(dal Corriere della Sera, 2-10-2012)




3 Commenti

E.R.A.
E.R.A.

<strong>Strage di Stazzema, niente processo alle SS <br />
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La procura tedesca archivia: "Indimostrabili le accuse ai militari ancora vivi " </strong><br />
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GIAMPAOLO CADMANU <br />
Non dovranno rispondere di quei bambini e quei vecchi chiusi nelle stalle e uccisi con le bombe a mano, né di quelli radunati davanti alla chiesa e falciati a colpi di mitra. Gli uomini che la magistratura italiana ha giudicato responsabili della strage di Sant'Anna di Stazzema non dovranno sedere davanti a un giudice per raccontare com'è andata, per rievocare l'orrore, nemmeno per argomentare come hanno soltanto obbedito agli ordini. E non perché siano troppo anziani, incapaci ormai di ricordare e intendere che cosa è successo nelle tre ore che hanno segnato l'inferno nella campagna toscana. Ma perché, dice la procura di Stoccarda che ne ha firmato il proscioglimento, «non ci sono prove sufficienti» per dimostrare la partecipazione degli accusati all'eccidio. <br />
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Ci sono voluti dieci anni di indagini per arrivare alla decisione di ieri della procura tedesca: l'inchiesta deve essere archiviata. Non solo non si può dimostrare che ciascuno degli otto imputati ancora vivi (su 17 all'origine) abbia partecipato personalmente all'eccidio di quel 12 agosto 1944, e come si sia comportato individualmente. Ma nemmeno è possibile avere la certezza che la strage dei civili sia stata un'azione preordinata e pianificata. <br />
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Non conta più niente che íl tribunale militare italiano abbia già condannato all'ergastolo in contumacia Werner Bruss, Alfred Concina, Ludwig. Goring, Karl Gropler, GeorgRauch, Horst Richter, Heinrich Schendel e Gerhard Sommer. Non conta la richiesta d'arresto, né la domanda di estradizione. Non conta nemmeno il ricordo della scia di sangue lasciata nell'Italia centrale dagli assassini della sedicesima divisione Panzergrenadier delle Shutzstaffeln, agli ordini del generale Max Simon. I procuratori militari avevano inoltrato al ministero della Giustizia italiano una richiesta di esecuzione della pena in Germania, ma anche di quella domanda si sono perse le tracce. <br />
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Non si è perso, invece, il ricordo delle atrocità commesse il mattino del 12 agosto: secondo la sentenza italiana «verosimilmente» tra le 457 e le 560 persone furono massacrate senza ragione. I ragazzi e bambini furono 116, il più piccolo aveva solo 20 giorni. Non si è perduta neanche la certezza che proprio la fiducia nell'umanità dei soldati tedeschi ha portato al macello donne, vecchi e bambini: gli uomini si erano dati alla macchia, temendo di incappare nella rete delle Ss e di finire deportati in qualche campo di concentramento. Ma i più deboli erano rimasti nel villaggio, sicuri che a loro non potesse capitare niente, perché l'onore impedisce ai militari di prendersela con civili indifesi. E invece l'onore delle Ss, come recitava il loro motto, era solo nella fedeltà: in questo caso, fedeltà agli ordini, per quanto feroci e slegati da ogni logica bellica. <br />
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Forse era un modo bestiale per spezzare ogni collegamento fra la gente dei paesini e i gruppi partigiani della zona. Ma nella sentenza del tribunale militare della Spezia, la definizione è senza appello: la strage è stata solo «un atto terroristico, una azione premeditata e curata in ogni minimo dettaglio». <br />
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La scelta della corte di Stoccarda ha suscitato rabbia e dolore in Italia fra i sopravvissuti e i familiari delle vittime. «Stupore» sottolinea anche il procuratore militare Marco De Paolis, che istruì il processo ai dieci militari poi condannati all`ergastolo: non solo l'impianto accusatorio era solido, ma «ci sono stati alcuni imputati rei confessi».<br />
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(da La Repubblica, 2-10-2012)

E.R.A.
E.R.A.

BERLINO -- Se la verità giudiziaria è compromessa dopo la decisione della magistratura tedesca di<br />
archiviare il processo, Berlino «continuerà ad assumersi la responsabilità storica» della strage di<br />
Sant`Anna di Stazzema: «Faremo tutto il possibile perché i crimini commessi non possano venire dimenticati», ha detto ieri il ministro per gli Affari europei Michael Georg Link spiegando però che «da un lato ci sono gli aspetti giuridici, dall`altro la sofferenza e il dolore; e 68 anni dopo l`eccidio è difficile chiarire gli eventi e fare giustizia». Intanto i sindaci di Marzabotto e Sant`Anna di Stazzema stanno «preparando una presa di posizione comune per esprimere la nostra indignazione» per la sentenza.<br />
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(da La Repubblica, 4-10-2012)

E.R.A.
E.R.A.

ROMA - La Germania si assume la «responsabilità storica» della strage di Sant`Anna di Stazzema. «Faremo di tutto per non dimenticare» il massacro di centinaia di civili per mano nazista del 12 agosto 1944. È il ministro per gli Affari europei, Michael Georg Link, a Roma per le celebrazioni dell`anniversario della riunificazione della Germania, a rompere il silenzio di Berlino sull`archiviazione dell`inchiesta a carico di 8 ex-militari delle SS per insufficienza di prove, decisa dalla procura di Stoccarda. <br />
Ieri, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, dopo l`incontro con l`omologo italiano Enzo Moavero, non ha atteso nemmeno la domanda dei giornalisti, ma ha preso la parola per spiegare la posizione del suo governo su una vicenda che gli sta «molto a cuore. Sono sicuro che la procura di Stoccarda non abbia preso con facilità questa decisione, ma la magistratura può decidere solo nel quadro delle leggi esistenti» ha spiegato Link riconoscendo tuttavia che «non vi è legge che possa rendere come non accaduto qualcosa che è accaduto». <br />
«Da un lato ci sono gli aspetti giuridici, dall`altro la sofferenza e il dolore» ha aggiunto Link aggiungendo di immedesimarsi in questo dolore e per questo di «capire la forte delusione delle persone coinvolte. Faremo tutto il possibile ha dunque assicurato il ministro - affinché i crimini commessi per mano di tedeschi non vengano dimenticati: il governo federale continuerà ad assumersi la sua responsabilità storica». <br />
E dopo il «profondo sconcerto e la rinnovata sofferenza» per la decisione della magistratura tedesca fatti presenti proprio a Link dal segretario generale della Farnesina, Michele Valensise, ieri Moavero ha espresso «apprezzamento» per le parole del ministro. <br />
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(da Il Messaggero, 4-10-2012)

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