Stefano Bemer

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E’ scomparso ieri, a Firenze, Stefano Bemer. Maestro artigiano, famoso per le sue creazioni non solo in Italia, in un caldo fine luglio di più di vent’anni fa aveva telefonato all’ERA per chiedere informazioni sulla associazione, comprendendo bene quanto fosse importante il tema della comunicazione linguistica. Da allora, compatibilmente con il suo lavoro che lo portava spesso all’estero, era diventato amico dell’Associazione Radicale Esperanto; di questa avevamo parlato anche lo scorso lunedì, ripromettendoci di vederci appena possibile. Una responsabilità in più per continuare il percorso iniziato tanti anni fa, con l’esempio del coraggio e della tenacia di Stefano.




1 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

Mi è capitato tra le mani un numero di Translimen!, il giornale edito dall’ERA, del giugno 1997. Fra notizie e articoli vi si trova un appello alle iscrizioni e contributi per finanziare il progetto europeo sui “Costi della (non) comunicazione linguistica europea”e si legge:<br />
“Questo è l’ S.O.S. che vi lancio con queste righe, illustrate peraltro, da un “messaggio” in bottiglia che è opera di un eccezionale artigiano-artista di Firenze, Stefano Bemer, che ha donato la sua scarpa - messaggio in bottiglia alla “espERAnto”…<br />
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Ecco, ora che la sua opera professionale viene ripresa e continuata dagli artigiani fiorentini della Scuola del cuoio, insieme a familiari e ai più stretti collaboratori, mi piace ricordare ancora una volta l’aiuto che, costante nel tempo, Stefano ha voluto dare alla “Associazione Radicale Esperanto”.<br />
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p.s.: in uno dei numerosi messaggi in sua memoria si scriveva che Stefano Bemer avrebbe potuto avere maggior fama di quanto non avesse avuto, se la sua intransigenza fosse stata meno rigorosa…

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