Spagna: tutte le lingue indigene sono a rischio estinzione

Intervistato da Marìa Victoria Eraso, corrispondente di “Prensa Indigena Metro.es” – il 27 di Novembre – l'esperto avverte che tutte le lingue indigene sono a rischio estinzione. Tutte le lingue indigene corrono, infatti, il rischio di scomparire sebbene alcune in modo più rapido rispetto ad altre, ha dichiarato al canale EFE il linguista valenciano Julio Calvo Pérez, invitato al Forum delle Lingue Amerinde, organizzato da “Casa America Cataluña”. In linea con le sue dichiarazioni, la percentuale della perdita della compresione di molte lingue tra una generazione ed un'altra è cosi ampia che “c'è una grande preoccupazione” per il fatto che molte lingue possano “essere utilizzate soltanto in ambiti lontani, agricoli e poveri”. Specializzato in lingua quechua, idioma parlato da circa 10 milioni di persone in almeno sei paesi dell'America Latina, Calvo Pérez ha spiegato che gran parte del problema risiede nelle difficoltà di garantire sistematicamente un insegnamento bilingue e multiculturale nei luoghi di origine di questa lingua. Fino ad oggi, ha rilevato lo studioso, la lingua quechua è riuscita ad esistere grazie ad una “crescita vegetativa”, quale risultato dei grandi tassi di natalità tra la popolazione che parla questo idioma e che ha compensato la perdita linguistica prodotta dalla migrazione verso i nuclei urbani dove si parla prevalentemente il castigliano. Senza dubbio, ha sottolineato Calvo Pérez, questa crescita, insieme all'azione di altri fattori, “ha subito un forte rallentamento a causa dell'affermazione dei nuovi metodi di controllo delle nascite”. Secondo Calvo Pérez, la principale minaccia per la lingua quechua è la non comprensione da parte di coloro i quali la parlano del fatto che “questa lingua è importante quanto qualsiasi altra”. Sebbene abbia sottolineato la collaborazione della Spagna, attraverso l'Agenzia Spagnola della Cooperazione allo Sviluppo e di altri organismi, nella pianificazione di programmi finalizzati alla promozione dell'isegnamento bilingue in America Latina, il linguista valenciano ha insistito sul fatto che la principale mobilitazione in tale direzione deve emergere nel luogo stesso dove la sopravvivenza della lingua è in pericolo. “Devono essere i Governi locali, e soprattutto le istituzioni indigene, ha promuovere la loro lingua, la loro cultura ed i loro costumi ed a non far perdere le peculiarità che li caratterizzano. Ed è proprio qui che si incontrano le difficoltà”, ha avvertito Calvo Pérez. Lo studioso valenciano, membro della “Reale Accademia Peruviana della Lingua”, porta avanti tra altri progetti anche la creazione di un dizionario di lingua peruviana in cui sono incluse almeno 3.500 parole che sono passate al castigliano peruviano dalla lingua quechua, cosi come un paio di centinaia o circa 500 parole apportate dal aymara o da altre lingue indigene che si parlano nel paese. La sua intenzione con questo testo è quella di “far capire ai peruviani che, oltre al castigliano, ci sono altre lingue nel paese che meritano rispetto”.

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