Solo su centopercentoitaliano.it il trattato di stabilità europea in italiano

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«E’ grazie all’Associazione Radicale Esperanto che gl’italiani potranno leggere, nella loro lingua e non solo in inglese, la bozza del “Trattato di stabilità, coordinamento ed amministrazione nell’Unione monetaria ed economica” di cui i giornali parlano da qualche giorno senza permettere agli italiani di saperne alcunché di preciso, giudicando e leggendo nella loro lingua» – ha spiegato Giorgio Pagano, Segretario dell’ERA.
«E’ assurdo che le bozze di un Trattato così importante per le sorti dell’Italia e che tutti dovrebbero seguire nelle sue proposte ed evoluzioni, leggere e comprendere per, magari, far sentire la propria voce e contributo, venga diffuso solo in lingua inglese. Da anni denunciamo il collaborazionismo nostrano alla colonizzazione linguistica inglese. L’attacco all’Euro nasce dall’erosione che la nostra moneta stava procurando all’internazionalità del dollaro. Non ci vuole molto a comprendere che attraverso l’inglese si sta imponendo il dominio linguistico angloamericano al mondo così come si è fatto col dollaro. Come Radicali a quest’asservimento ci ribelliamo e, visto che nessun organo di stampa l’ha fatto, diveniamo noi motori di libertà, democrazia e giustizia linguistica pubblicando integralmente su www.centopercentoitaliano.it le bozze di quel Trattato che gl’italiani finora non hanno mai potuto leggere» ha concluso Pagano.

Roma, 26 gennaio 2012

TRATTATO DI STABILITA’, COORDINAMENTO ED AMMINISTRAZIONE NELL’UNIONE MONETARIA ED ECONOMICA

LE PARTI CONTRAENTI

CONSAPEVOLI dell’obbligo delle parti contraenti, quali Stati Membri dell’Unione Europea, di considerare le loro politiche economiche materia di interesse comune,
DESIDERANDO promuovere le condizioni per una crescita economica più forte all’interno dell’Unione Europea e, a tale scopo, sviluppare un ancor più stretto coordinamento delle politiche economiche all’interno dell’area euro,
TENENDO PRESENTE che la necessità dei governi di mantenere le finanze pubbliche solide e sostenibili e di prevenire che il deficit d’un governo divenga eccessivo è di essenziale importanza per salvaguardare la stabilità dell’area euro nel suo insieme, e richiede conseguentemente l’introduzione di specifiche regole per affrontare questa necessità, inclusa una normativa sul pareggio di bilancio e un meccanismo automatico per intraprendere azioni correttive,
CONSCI della necessità di assicurare che i loro deficit non superino il 3% del prodotto interno lordo a prezzi di mercato, e che il debito governativo non superi, o sia in sufficiente calo verso, il 60% del prodotto interno lordo a prezzi di mercato

RICORDANDO che le Parti Contraenti, quali Stati Membri dell’Unione Europea, dovrebbero astenersi dall’adottare qualunque misura che possa minacciare il raggiungimento degli obiettivi dell’Unione nel quadro dell’unione economica, specialmente la pratica di accumulare debito al di fuori dei conti governativi generali,

TENENDO PRESENTE che i Capi di Stato o di Governo degli Stati membri dell’area euro si sono accordati il 9 dicembre 2011 su un’architettura rafforzata dell’Unione Economica e Monetaria, ampliando i Trattati dell’Unione Europea ed agevolando l’attuazione di misure decise sulla base dell’Articolo 121, 126 e 136 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea,

TENENDO PRESENTE che l’obiettivo dei Capi di Stato o di Governo degli Stati Membri dell’area euro e degli altri Stati membri dell’Unione Europea è di incorporare quanto prima le disposizioni di questo Trattato all’interno dei Trattati su cui è fondata l’Unione Europea,

ACCOGLIENDO le proposte di legge avanzate dalla Commissione Europea all’interno del quadro dei Trattati dell’Unione Europea il 23 novembre 2011 e PRENDENDO NOTA della sua intenzione di presentare ulteriori proposte di legge riguardanti, in particolare, la relazione ex ante dei piani di emissione del debito da parte degli Stati Membri dell’Unione Europea, i programmi di partenariato economico che espongano nel dettaglio le riforme strutturali per gli Stati Membri dell’area euro con procedure di deficit eccessive così come il coordinamento di importanti piani di politica di riforma economica per gli Stati Membri dell’area euro,

ESPRIMENDO la loro sollecitudine a supportare proposte che possano essere presentate dalla Commissione per rafforzare ulteriormente il Patto di Stabilità e Crescita introducendo, per gli Stati Membri aventi l’euro come valuta, una nuova serie di obiettivi a medio termine in linea con i limiti stabiliti in questo Trattato,

PRENDENDO NOTA che, nel rivedere e monitorare gli obblighi di bilancio secondo questo Trattato, la Commissione Europea agirà all’interno del quadro dei suoi poteri come previsto dal Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, in particolare nei suoi Articoli 121, 126 e 136,

NOTANDO in particolar modo che, per l’applicazione del “Regolamento sul pareggio di bilancio” descritto nell’Art. 3 di questo Trattato, questo monitoraggio verrà effettuato mediante la costruzione di specifici obiettivi statali di medio termine e di calendari di convergenza appropriati per ognuna delle Parti Contraenti,

NOTANDO che gli obiettivi a medio termine dovrebbero essere aggiornati regolarmente sulla base di un metodo comunemente concordato, i cui principali parametri siano rivisti in maniera altrettanto regolare, riflettendo in maniera adeguata i rischi per la finanza pubblica di passivo esplicito ed implicito, come espresso dai fini del Patto di Stabilità e Crescita,

NOTANDO che un sufficiente progresso verso gli obiettivi di medio termine dovrà essere valutato sulla base di un assestamento generale, con il bilancio strutturale come riferimento, includendo un’analisi della rete di spesa di misure di reddito discrezionali, in linea con le disposizioni specificate dalle leggi dell’Unione Europea, in particolare il Regolamento del Consiglio (CE) N. 1466/97 del 7 luglio 1997 sul rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio e sulla sorveglianza e coordinamento delle politiche di bilancio, come emendato dal Regolamento (UE) N. 1175/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 novembre 2011 (d’ora in poi “il Patto di Stabilità e Crescita riveduto”),

NOTANDO che la conformità all’obbligo di rettificare il “Regolamento sul Pareggio di Bilancio” all’interno dei sistemi giuridici nazionali attraverso disposizioni vincolanti e permanenti, preferibilmente costituzionali, dovrebbe essere soggetta alla giurisdizione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, in conformità all’Articolo 273 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea,

RICORDANDO che l’articolo 260 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea autorizza la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ad imporre il pagamento di una somma unica o ammenda ad uno Stato Membro dell’Unione Europea che non osservi una delle sue sentenze,

RICORDANDO la necessità di facilitare l’adozione di misure nell’ambito della procedura sul debito eccessivo dell’Unione Europea da parte delle Parti Contraenti dell’area euro il cui debito governativo previsto o attuale superi il 3% del prodotto interno lordo, rafforzando anche fortemente l’obiettivo di quella procedura, cioè incoraggiare e, se necessario, obbligare lo Stato Membro che possa essere identificato come interessato alla riduzione d’un debito,

RICORDANDO la necessità per quelle Parti Contraenti il cui debito governativo superi il 60% del valore di riferimento di ridurlo ad un tasso medio di un ventesimo l’anno come prezzo di riferimento,

TENENDO PRESENTE la necessità di rispettare, nella realizzazione di questo Trattato, il ruolo specifico delle parti sociali, come riconosciuto nelle leggi o nei sistemi nazionali di ognuna delle Parti Contraenti,

SOTTOLINEANDO che nessuna delle disposizioni di questo Trattato deve essere interpretata come modifica di alcun tipo delle condizioni di politica economica alle quali ad una Parte Contraente è stata garantita assistenza finanziaria in un programma di stabilità che coinvolge l’Unione Europea, i suoi Stati Membri e il Fondo Monetario Internazionale,

NOTANDO che il regolare funzionamento dell’Unione Economica e Monetaria rende necessario che le Parti Contraenti lavorino congiuntamente in direzione di una politica economica in cui, mentre vengono incrementati i meccanismi di coordinamento di politica economica come definito dai Trattati dell’Unione Europea, vengano prese le azioni e misure necessarie in tutti gli ambiti essenziali al funzionamento dell’area euro,

NOTANDO, in particolare, il desiderio delle Parti Contraenti di fare un uso più attivo della cooperazione potenziata, come previsto dall’Art. 20 del Trattato sull’Unione Europea e negli articoli 326 e 334 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, senza indebolire il mercato interno, così come di fare pieno ricorso alle misure specifiche per gli Stati Membri aventi l’euro come valuta sulla base dell’Art. 136 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, e ad una procedura per la discussione e il coordinamento ex ante tra le Parti Contraenti aventi l’euro come valuta su tutte le principali riforme di politica economica previste da esse, in vista di comparare le prassi migliori,

RICORDANDO l’accordo tra i Capi di Stato o di Governo degli Stati Membri dell’area euro del 26 ottobre 2011 per migliorare l’amministrazione dell’area euro, ivi inclusa la realizzazione di almeno due Euro Summit annui, così come l’approvazione da parte dei Capi di Stato o di Governo degli Stati Membri dell’area euro e degli altri Stati Membri dell’Unione Europea, il 25 marzo 2011, del Patto Euro Plus, che identifica i temi essenziali per incoraggiare la competitività nell’area euro,

SOTTOLINEANDO l’importanza del Trattato nel costituire un Meccanismo Europeo di Stabilità come elemento di una strategia globale per rafforzare l’Unione Economica e Monetaria e SEGNALANDO che la garanzia di assistenza nel quadro di nuovi programmi come previsto dal Meccanismo di Stabilità Europea sarà condizionata, a partire dal 1 marzo 2013, dalla ratifica di questo Trattato dalle Parti Contraenti coinvolte, non appena il periodo di ratifica menzionato all’Art. 3(2) sarà terminato, conformemente a questo Articolo,

NOTANDO che … sono Parti Contraenti aventi l’euro come valuta e che, come tali, saranno vincolate alle disposizioni di questo Trattato a partire dal primo giorno del mese successivo al deposito dei loro attestati di ratifica se il Trattato sarà in vigore in quella data; NOTANDO ANCHE che tutte le altre Parti Contraenti, alla data di firma di questo Trattato, sono Stati Membri dell’Unione Europea, con deroga od esenzione alla partecipazione alla valuta unica e possono essere sottoposte, finché questa deroga od esenzione non sia abrogata, solo a quelle disposizioni al Cap. III e IV a cui essi dichiarano, depositando i loro strumenti di ratifica o in data successiva, che intendono essere vincolate,

HANNO CONCORDATO le seguenti disposizioni:

CAPITOLO I
SCOPI E PROPOSITI
Articolo 1
1. Con questo Trattato le Parti Contraenti concordano, come Stati Membri dell’Unione Europea, di rafforzare il pilastro economico dell’Unione Economica e Monetaria adottando una serie di regole intese ad incoraggiare la disciplina di bilancio tramite un’intesa fiscale, di rafforzare il coordinamento di politiche economiche e migliorare la governabilità dell’area euro, sostenendo così il raggiungimento degli obiettivi dell’Unione Europea per la crescita sostenibile, l’occupazione, la competitività e la coesione sociale.

2. Le disposizioni di questo Trattato si applicano in pieno alle Parti Contraenti aventi l’euro come valuta. Esse si applicano anche alle altre Parti Contraenti nella misura e alle condizioni stabilite dall’art. 14.

CAPITOLO II

COERENZA E RAPPORTO CON IL DIRITTO DELL’UNIONE
Articolo 2

1. Questo Trattato si applica e viene interpretato dalle Parti contraenti in conformità con i Trattati si cui è fondata l’Unione Europea, in particolare l’Articolo 4(3) del Trattato sull’Unione Europea, e con il diritto dell’Unione Europea, incluso il diritto procedurale nel caso in cui sia richiesta l’adozione di legislazione secondaria.

2. Le disposizioni di questo Trattato devono essere applicate nella misura in cui esse siano compatibili con i Trattati su cui è fondata l’Unione e con il diritto dell’Unione Europea. Esse non devono invadere le competenze dell’Unione ad agire nell’area dell’unione economica.

CAPITOLO III

INTESA FISCALE
Articolo 3

1. Le Parti Contraenti applicano le seguenti regole, in aggiunta e senza pregiudizio degli obblighi derivanti dal diritto dell’Unione Europea:

a) La situazione di bilancio del governo generale sarà in pareggio o in attivo.

b) La regola al punto a) si dovrà considerare rispettata se il bilancio strutturale annuale del governo generale è pari all’obiettivo a medio termine specifico di quel paese come definito dal Patto di Stabilità e Crescita riveduto con il deficit strutturale annuale che non supera lo 0,5% del prodotto interno lordo a prezzi di mercato. Le Parti Contraenti dovranno garantire una rapida convergenza sui loro rispettivi obiettivi a medio termine. Il periodo di tempo per tale convergenza viene proposto dalla Commissione considerando i rischi di sostenibilità specifici per ogni paese. I progressi verso ed il rispetto degli obiettivi a medio termine sono valutati sulla base di un assestamento generale con il bilancio strutturale come riferimento, inclusa un’analisi della rete di spesa di misure di reddito discrezionali, in linea con le disposizioni del Patto di Stabilità e Crescita riveduto.

c) Le Parti Contraenti posso deviare temporaneamente dall’obiettivo a medio termine o dal processo di adeguamento ad esso solo in circostanze eccezionali, come definito dal paragrafo 3.

d) Qualora il rapporto tra debito governativo e prodotto interno lordo a prezzi di riferimento sia significativamente sotto il 60% e qualora i rischi in termini di sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche siano bassi, il limite più basso dell’obiettivo a medio termine specificato al punto b) può raggiungere un deficit strutturale massimo del 1,0% del prodotto interno lordo a prezzi di mercato.

e) Nel caso di deviazioni significative registrate dall’obiettivo a medio termine o dal processo di adeguamento ad esso, si innescherà automaticamente un meccanismo di correzione. Il meccanismo include l’obbligo per le Parti Contraenti interessate di attuare misure per correggere le deviazioni in un periodo di tempo definito.

2. Le regole citate al paragrafo 1 avranno effetto nel diritto nazionale delle Parti Contraenti entro un anno dall’entrata in vigore di questo Trattato tramite disposizioni di natura vincolante e carattere permanente, preferibilmente costituzionale, o il cui rispetto sia altrimenti garantito attraverso i processi di bilancio nazionali. Le Parti Contraenti mettono in atto a livello nazionale il meccanismo di correzione menzionato al paragrafo 1.e) sulla base dei principi comuni che verranno proposti dalla Commissione Europea, riguardanti in particolare la natura, l’entità e il periodo dell’azione correttiva da intraprendersi e il ruolo e l’indipendenza delle istituzioni responsabili a livello nazionale del controllo del rispetto delle regole. Questo meccanismo rispetta pienamente le prerogative dei Parlamenti nazionali.

3. Per i propositi di questo Articolo, si applicano le definizioni stabilite nell’Art. 2 del Protocollo (N. 12) sulla procedura di deficit eccessivo annesso ai Trattati dell’Unione Europea. In aggiunta, “il bilancio strutturale annuale del governo generale” si riferisce alla rete di bilancio, adeguata ciclicamente ogni anno, di misure eccezionali e temporanee. “Circostanze eccezionali” si riferisce al caso di un evento inusuale al di fuori del controllo della Parte Contraente interessata, che abbia un vasto impatto sulla situazione finanziaria del governo generale o ad un periodo di grave recessione economica come definito nel Patto di Stabilità e Crescita riveduto, purché la deviazione temporanea delle Parte Contraente interessata non metta a rischio la sostenibilità fiscale nel medio termine.

Articolo 4

Quando il rapporto tra il loro debito governativo generale e il prodotto interno lordo supera il valore di riferimento del 60% menzionato all’Art. 1 del Protocollo (N.12), le Parti Contraenti lo ridurranno ad un tasso medio di un ventesimo l’anno come prezzo di riferimento, come previsto dall’Articolo 2 del Regolamento del Consiglio (CE) N. 1467/97 del 7 luglio 1997 sull’accelerazione e chiarimento dell’attuazione della procedura per deficit eccessivo, come emendato dal Regolamento del Consiglio (EU) N. 1177/2011 dell’8 novembre 2011.

Articolo 5

1. Le Parti Contraenti soggette ad una procedura per deficit eccessivo secondo i Trattati dell’Unione Europea metteranno in atto un programma di partenariato economico e di bilancio comprendente una descrizione dettagliata delle riforme strutturali che devono essere messe in atto ed attuate per garantire una correzione effettiva e duratura dei loro deficit effettivi. Il contenuto e la forma di questi programmi sono definiti secondo il diritto dell’Unione Europea. La loro presentazione alla Commissione ed al Consiglio Europeo per approvazione e monitoraggio avrà luogo all’interno delle procedure di sorveglianza esistenti nel Patto di Stabilità e Crescita.

2. L’attuazione del programma, e dei piani di bilancio annuali con esso coerenti, saranno monitorati dalla Commissione e dal Consiglio.

Articolo 6

In vista di un migliore coordinamento della programmazione della loro emissione di debito nazionale, le Parti Contraenti riferiscono ex ante alla Commissione ed al Consiglio Europeo sui loro piani di emissione di debito pubblico.

Articolo 7

Rispettando pienamente i requisiti procedurali dei Trattati dell’Unione Europea, la Parti Contraenti aventi l’euro come valuta si impegnano a sostenere le proposte e le raccomandazioni inviate dalla Commissione Europea qualora essa ritenga che uno Stato membro dell’Unione Europea avente l’euro come valuta la cui valuta è l’euro sia inadempiente al criterio di deficit nel quadro di una procedura per debito eccessivo. Questo obbligo non si applica qualora avvenga che, tra le Parti Contraenti aventi l’euro come valuta, una maggioranza qualificata di esse, calcolata per analogia con le disposizioni rilevanti dei Trattati dell’Unione Europea senza contare la posizione della Parte Contraente interessata, si opponga alla decisione proposta o raccomandata.

Articolo 8

1. La Commissione Europea è invitata a presentare in tempo utile alle Parti Contraenti un rapporto sulle disposizioni adottate da ognuna di esse in conformità all’Art. 3(2). Se la Commissione Europea, dopo aver dato alla Parte Contraente interessata l’opportunità di presentare le proprie osservazioni, conclude nei suoi rapporti che la Parte Contraente non abbia rispettato l’Art. 3(2), la questione sarà sottoposta alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea da una o più delle Parti Contraenti. In aggiunta, qualora una Parte Contraente ritenga, indipendentemente dal rapporto della Commissione, che un’altra Parte Contraente non abbia rispettato l’Art. 3(2), essa può ugualmente sottoporre la questione alla Corte di Giustizia. In ambo i casi, il giudizio della Corte di Giustizia sarà vincolante per le parti nel procedimento, che prenderanno le misure necessarie per rispettare la sentenza entro un periodo di tempo deciso dalla Corte.

2. Se, sulla base di proprie valutazioni o di una valutazione della Commissione Europea, una Parte Contraente ritiene che un’altra Parte Contraente non abbia preso le misure necessarie per rispettare la sentenza della Corte di Giustizia cui si fa riferimento nel paragrafo 1, essa può sottoporre il caso alla Corte di Giustizia. Qualora la Corte s’accorga che la Parte Contraente in questione non ha rispettato la sentenza, essa può imporre il pagamento di una somma unica o ammenda appropriata alle circostanze e che non superi lo 0,1% del suo prodotto interno lordo. La somma verrà pagata al Meccanismo di Stabilità Europea.

3. Questo Articolo costituisce un accordo speciale tra le Parti Contraenti nell’ambito dell’Articolo 273 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

CAPITOLO IV

COORDINAMENTO E CONVERGENZA NELLA POLITICA ECONOMICA

Articolo 9

Nella creazione d’un coordinamento nella politica economica come definito nel Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, le Parti Contraenti s’incaricano di operare unitamente per una politica economica che favorisca un fluido funzionamento dell’Unione Economica e Monetaria e la crescita economica mediante l’incremento di convergenza e competitività. A tale scopo, le Parti Contraenti intraprenderanno le azioni e misure necessarie in tutti gli ambiti che siano essenziali ad un buon funzionamento dell’area euro nel perseguire gli obiettivi di incoraggiare la competitività, promuovere l’occupazione, contribuire ulteriormente alla sostenibilità delle finanze pubbliche ed al rafforzamento della stabilità finanziaria.

Articolo 10

In accordo con i requisiti dei Trattati dell’Unione Europea, le Parti Contraenti s’impegnano a fare ricorso, laddove sia appropriato e necessario, a misure specifiche verso quegli Stati Membri aventi l’euro come valuta come previsto nell’Articolo 136 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea e per il miglioramento della cooperazione come previsto nell’Articolo 20 del Trattato sull’Unione Europea e negli Articoli da 326 a 334 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea per questioni che siano essenziali al funzionamento ordinato dell’area euro, senza indebolire il mercato interno.

Articolo 11

Con uno sguardo alla necessità d’una virtuosa comparazione dei prezzi e di operare per una politica economica coordinate più unitamente, le Parti Contraenti garantiscono che tutte le maggiori riforme nella politica economica che pianificano d’adottare saranno discusse ex-ante e, laddove sia appropriato, coordinate tra loro. Questo coordinamento dovrà coinvolgere le istituzioni dell’Unione Europea come richiesto dalle leggi dell’Unione Europea.

CAPITOLO V

AMMINISTRAZIONE DELL’AREA EURO

Articolo 12

1. I Capi di Stato o del Governo delle Parti Contraenti aventi l’euro come valuta dovranno incontrarsi informalmente in occasione delle riunioni dell’Euro Summit, insieme al Presidente della Commissione Europea. Il Presidente della Banca Centrale Europea dovrà essere invitato a partecipare agli incontri. Il Presidente dell’Euro Summit dovrà essere indicato dai Capi di Stato o del Governo delle Parti Contraenti aventi l’euro come valuta per maggioranza semplice nello stesso periodo in cui il Consiglio Europeo elegge il suo Presidente e per un mandato d’analoga durata.

2. Le riunioni dell’Euro Summit dovranno svolgersi, quando necessario, ed almeno due volte l’anno, per discutere questioni relative a specifiche responsabilità che le Parti Contraenti aventi l’euro come valuta condividono riguardo la moneta unica, altre questioni riguardanti l’amministrazione dell’area euro e le regole da applicare ad essa, ed in particolare gli orientamenti strategici per la condotta delle politiche economiche, la crescita della competitività ed un’aumentata convergenza nell’area euro.

3. Il Presidente dell’Euro Summit dovrà assicurare la preparazione e la continuità degli incontri dell’Euro Summit, in stretta cooperazione con il Presidente della Commissione Europea. L’Euro Gruppo dovrà contribuire alla preparazione e al seguito delle riunioni dell’Euro Summit ed il suo presidente potrà essere invitato a partecipare alle riunioni dell’Euro Summit a questo scopo.

4. Il Presidente del Parlamento Europeo potrà essere invitato per essere ascoltato. Il Presidente dell’Euro Summit dovrà presentare un rapporto al Parlamento Europeo dopo ciascuna delle riunioni dell’Euro Summit.

5. Il Presidente dell’Euro Summit dovrà mantenere le Parti Contraenti la cui valuta non è l’euro e gli altri Stati Membri dell’Unione Europea strettamente informati sulla preparazione ed esito delle riunioni dell’Euro Summit.

6. Allo scopo di discutere specifiche questioni riguardanti l’applicazione di questo Trattato, il Presidente dell’Euro Summit inviterà, quando sia appropriato e almeno una volta l’anno, I Capi di Stato o Governo delle Parti Contraenti la cui valuta non è l’euro, che hanno ratificato questo Trattato ed hanno dichiarato la loro intenzione di essere vincolate da alcune delle sue clausole secondo quanto disposto dall’Articolo 14 (5) ad una riunione dell’Euro Summit.

Articolo 13

Come previsto nel Capitolo II del Protocollo (No. 1) sul ruolo dei Parlamenti nazionali nell’Unione Europea annesso ai Trattati dell’Unione Europea, il Parlamento Europeo e i Parlamenti nazionali delle Parti Contraenti decideranno di comune accordo l’organizzazione e promozione d’una conferenza dei titolari delle commissioni per il bilancio dei Parlamenti nazionali e i titolari delle pertinenti commissioni presso il Parlamento Europeo.

CAPITOLO VI

DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI

Articolo 14

1. Questo Trattato dovrà essere ratificato dalle Parti Contraenti in accordo con i loro rispettivi requisiti costituzionali. Gli attestati di ratifica dovranno essere depositati presso il Segretariato Generale del Consiglio dell’Unione Europea.

2. Questo Trattato dovrà entrare in vigore il 1 Gennaio 2013, a condizione che dodici Parti Contraenti aventi l’euro come valuta abbiano depositato i loro attestati di ratifica, o il primo giorno del mese seguente al deposito del dodicesimo attestato di ratifica da una delle Parti Contraenti aventi l’euro come valuta, qualunque essa sia.

3. Questo Trattato dovrà essere applicato dal giorno della sua entrata in vigore tra tutte le Parti Contraenti aventi l’euro come valuta che l’avranno ratificato. Dovrà essere applicato alle altre Parti Contraenti aventi l’euro come valuta dal primo giorno del mese seguente il deposito del loro rispettivo attestato di ratifica.

4. In deroga al paragrafo 3, l’Articolo 12 dovrà essere applicato a tutte le Parti Contraenti aventi l’euro come valuta dalla data di entrata in vigore di questo Trattato.

5. Questo Trattato dovrà essere applicato alle Parti Contraenti che l’avranno ratificato, con deroga come da definizione nell’Articolo 139 (1) del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, o con esenzione come da definizione nel Protocollo No. 16 a proposito di alcune disposizioni relative alla Danimarca annesse ai Trattati dell’Unione Europea, dal giorno in cui la decisione di abrogare tale deroga o esenzione ha effetto, a meno che la Parte Contraente interessata dichiari la propria intenzione di esservi vincolata a data antecedente per tutte o parte delle disposizioni nei Capitoli III e IV di questo Trattato.

Articolo 15

Questo Trattato sarà aperto all’adesione di Stati Membri dell’Unione Europea diversi dalle Parti Contraenti previa domanda che qualunque Stato Membro potrà inoltrare presso il Depositario. Le Parti Contraenti dovranno approvare la domanda di comune accordo. A seguito di tale approvazione, lo Stato Membro candidato potrà aderire previo deposito dell’attestato d’adesione presso il Depositario, che dovrà dare notizia di ciò alle altre Parti Contraenti.

Articolo 16

Entro massimo cinque anni dall’entrata in vigore di questo Trattato, sulla base d’una valutazione dell’esperienza della sua attuazione, si dovranno intraprendere i passi necessari, in conformità con le disposizioni del Trattato dell’Unione Europea e del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, per incorporare la sostanza di questo Trattato all’interno della struttura giuridica dell’Unione Europea.

Deliberato a Bruxelles il giorno … del mese … dell’anno duemila e dodici in un unico originale cui sono del tutto conformi le versioni in bulgaro, ceco, danese, olandese, inglese, estone, finnico, francese, tedesco, greco, ungherese, irlandese, italiano, lettone, lituano, maltese, polacco, portoghese, rumeno, slovacco, sloveno, spagnolo e svedese, che saranno tutte depositate negli archivi del Depositario, il quale ne trasmetterà copia certificata a ciascuna delle Parti Contraenti.




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