Solo Napolitano e i Radicali guardano agli Stati Uniti d’Europa

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[fimg=left]https://www.eraonlus.it/4/giorgio_pagano.gif[/fimg]UE, Pagano (Radicali/ERA): “Solo Napolitano e i Radicali guardano agli Stati Uniti d’Europa”
Dichiarazione di Giorgio Pagano – Radicali/ERA

“Solo Napolitano e i Radicali guardano agli Stati Uniti d’Europa”. Lo dichiara Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale “Esperanto”.
“A pochi giorni dal Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, il Capo dello Stato, con la lungimiranza che lo distingue dalle molte teste dell’Idra partitocratica, è tornato a parlare di Europa in un’intervista al quotidiano tedesco ‘Die Welt’, pubblicata oggi da ‘La Stampa’. Il Presidente Napolitano ha espresso convinzioni analoghe a quelle maturate al Congresso dai Radicali: la posizione d’irrilevanza in cui rischia di trovarsi l’Europa se i popoli degli Stati membri non riusciranno a parlare con una sola voce, l’importanza di continuare il processo verso gli Stati Uniti d’Europa e l’esigenza irrimandabile di una linea politica mediterranea comune, anche e soprattutto riguardo la questione libica”, prosegue il Segretario dell’ERA.
“Tutto questo mentre, sempre negli ultimi giorni, i ministri italiani si sono lagnati con la stessa Europa che avevano bypassato fidandosi dell’alleanza strategica con Gheddafi sull’immigrazione clandestina, il leader della Lega ha assicurato che manderà i rifugiati libici in Francia e Germania (per loro sarebbe meglio, viste le condizioni dei Cie) e il premier si è ricordato di condannare la violenza solo quando era sicuro di non disturbare il raìs in un momento delicato, problema che si era posto quando il dittatore aveva appena iniziato a massacrare il suo popolo, in virtù forse di quel legame vergognosamente bipartisan ben espresso dal Trattato di amicizia con la Libia. Auspichiamo perciò che il Capo dello Stato prenda in gran considerazione le nostre proposte sui diritti umani in Medio Oriente, sull’esportazione della democrazia attraverso la nonviolenza in luogo delle armi, sul federalismo europeo e sull’esperanto come lingua federale degli Stati Uniti d’Europa”.

Roma, 24 febbraio 2011




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