Software libero, anche linguisticamente.

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Bruxelles, 29 febbraio 2008

Alla cortese attenzione di Hans-Gert Poettering, Presidente del Parlamento europeo e dei Questori Interrogazione al Presidente a norma dell'articolo 28 del regolamento Caro Presidente,

– Considerato il caso “Commissione Europea contro Microsoft” che ha visto la Commissione europea, prima con la gestione del Commissario alla Concorrenza Mario Monti ed ora con la Commissaria Neelie Kroes, sanzionare la societá con due multe per un totale di 1.68 miliardi di euro (inadempienze di pagamento comprese) per abuso di posizione dominante;

– Considerato che le sanzioni si basano sull'imposizione alla società di rendere accessibili i codici del server Windows, per rendere interoperabili i propri prodotti con quelli dei concorrenti e per aver continuato a chiedere prezzi irragionevoli per rendere disponibili le informazioni richieste alle aziende interessate;

– Considerato che il Parlamento europeo utilizza, per la configurazione standard dei propri computer, esclusivamente sistemi operativi (Windows XP Professional), browser (Internet explorer), Client di posta elettronica (MS Outlook) e applicazioni (Pacchetto MS Office) in lingua inglese di proprietà della società americana Microsoft;

– Considerato che questo genera alti costi per l'acquisto di migliaia di licenze software e provoca, di fatto, una dipendenza del Parlamento da un unico fornitore in posizione dominante, con problemi di accessibilità dei documenti prodotti in formati proprietari, di interoperabilità e di discriminazione linguistica;

– Considerato che il Parlamento tedesco nel 2004 e il Parlamento italiano e quello francese nel 2007, così come altre assemblee elettive, hanno deciso di adottare software libero

non ritiene il Presidente che il Parlamento Europeo – sia per dare un segnale politico favorevole a tecnologie aperte, sia per intraprendere una politica di riduzione dei costi – possa e debba:

– effettuare uno studio globale sul costo dell'attuale dipendenza del Parlamento da una sola società fornitrice di software confrontandolo con l'eventuale risparmio dell'adozione di software libero;

– verificare l'esistenza di alternative di software libero che possano sostituire l'attuale dotazione di software proprietario, investigando sulle soluzioni adottate in altre realtà istituzionali, a partire dalle esperienze tedesca e francese;

– verificare l'esistenza di software che garantisca il rapido passaggio della propria interfaccia da una versione linguistica ad un'altra, per consentire ai deputati e ai loro assistenti di poter lavorare con programmi nella propria lingua; Con rispetto, Marco Cappato MEP

Questo messaggio è stato modificato da: Giorgio_Pagano, 03 Mar 2008 – 16:57 [addsig]




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