Snowden «Gli Usa fecero pressioni su Ue per non farmi concedere l’asilo»

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Edward Snowden

La talpa del Datagate manda a Strasburgo un documento in cui spiega come Washington abbia boicottato la sua richiesta e conferma lo spionaggio economico degli Usa ai danni dell’Europa

L’analista parla anche della collaborazione tra i colossi della telefonia con i governi.
Ci sono molti altri programmi di spionaggio non ancora rivelati che avrebbero un impatto sui diritti dei cittadini europei

Riappare Snowden. E lo fa con un lungo documento in cui risponde al Parlamento europeo sull’inchiesta avviata da Strasburgo sui sistemi di sorveglianza elettronica di massa (scandalo Nsa) e sulla privacy dei cittadini. «La settimana prossima a Strasburgo ci sarà il voto sull’inchiesta del Parlamento Europeo, che è il risultato di mesi di lavoro e di audizioni (e di una visita a Washington)», spiega a Corriere.it il parlamentare britannico laburista Claude Moraes del gruppo S&D (socialisti e democratici). Che aggiunge: «Questa testimonianza di Snowden evidenzia chiaramente la necessità di rivedere i nostri accordi con gli Usa sullo scambio di informazioni e rafforzare le norme europee sulla protezione della privacy dei cittadini europei. Le attuali norme risalgono al 1995, quando gli utenti di internet erano solamente l’1%. La Commissione libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento europeo ha già varato un importante pacchetto di nuove regole, che mercoledì saranno votate in plenaria a Strasburgo. Il rischio è che la loro entrata in vigore possa essere ulteriormente stoppata da parte della maggioranza del Partito Popolare Europeo che è intenzionata a respingerle se il Parlamento Europeo dovesse confermare la richiesta di sospensione dell’accordo Swift per lo scambio di dati bancari con Washington».

Spionaggio industriale ed economico

Swift è una società americana di diritto belga che gestisce l’80% dei versamenti bancari internazionali al mondo. Il suo compito non è di trasferire il denaro, ma di gestire le informazioni (titolare del conto, beneficiari, somme versate ecc). La compagnia opera in 208 Paesi e i dati sono stoccati in un cervellone elettronico in America e in uno in Olanda. Dopo l’11 settembre, il Tesoro americano ha preteso da Swift il trasferimento di tutti i dati bancari in suo possesso, in applicazione del “Programma di contrasto al finanziamento del terrorismo”. In questo modo gli Usa hanno avuto accesso ai dati bancari dei cittadini europei. Nel 2006 la stampa ha rivelato la notizia, suscitando scalpore nell’opinione pubblica e nelle istituzioni europee. Di conseguenza le autorità Ue hanno chiesto a Swift di immagazzinare i dati dei cittadini europei solamente in Europa. Una questione molto delicata, insomma. Tanto più ora che è in corso di discussione la sospensione di due accordi con Washington sullo scambio di dati bancari e sul “Safe Harbor”, il patto che ha autorizzato il trasferimento di dati personali verso gli Stati Uniti per fini anti-terrorismo. Nel documento inviato al Parlamento europeo (LEGGI QUI), Snowden affronta anche questo tema e alla domanda del deputato Cornelia Ernest “Le informazioni raccolte vengono usate per fare spionaggio industriale?”, risponde: «Sì, è così. Lo scopo principale di Washington è fare spionaggio economico ed è questo il segreto peggiore tenuto nascosto dagli Usa». Snowden poi ricorda come sia già apparso sulla stampa l’attività di spionaggio nei confronti di Visa e della stessa Swift. Poi anche il colosso petrolifero Petrobras è stato controllato. Secondo Snowden, la soluzione per evitare tutto ciò sarebbe dunque una revisione degli accordi internazionale e un codice di comportamento comune.

Spiare non serve a salvare i cittadini

Nel documento Snowden ripercorre brevemente le vicende che l’hanno portato a rivelare i segreti dell’Nsa e spiega come il controllo portato avanti dai servizi segreti americani e britannici non abbia contribuito a salvare vite umane come loro invece sostengono: «A dispetto delle incredibili intrusioni dell’Nsa e del governi europei nelle comunicazioni private, è stato permesso al kamikaze Umar Farouk Abdulmutallab (il 23enne nigeriano che tentò di farsi esplodere a bordo di un aereo che stava atterrando a Detroit, ndr) di viaggiare a bordo di un aereo dall’Europa agli Usa nel 2009 im. Le 290 persone a bordo non si sono salvate grazie alla sorveglianza di massa… In compenso, Prism è stato usato per intercettare i ministri di altri governi. Stesso discorso per l’attentato alla maratona di Boston». Snowden insomma torna a puntare il dito e accusa: «Ho lavorato per la Cia, la Nsa e la Dia (Defense Intelligence Agency). Amo il mio paese. E ho rischiato la vita per dire la verità». E poi avverte: «Ci sono molti altri programmi di spionaggio non ancora rivelati che avrebbero un impatto sui diritti dei cittadini europei». Il risultato degli accordi che l’Nsa ha preso, più o meno segretamente, con gli stati europei per permettere lo spionaggio di massa, precisa la talpa del Datagate, è «un bazar europeo in cui ad esempio la Danimarca potrebbe concedere all’Agenzia americana l’accesso ad un centro raccolta dati ottenendo in cambio che i suoi cittadini non siano spiati. E lo stesso potrebbe fare la Germania». Il punto però, sostiene Snowden, è che essendo i centri per la raccolta dei dati di Danimarca e Germania collegati, alla fine l’Nsa può ottenere tutte le informazioni che vuole.

Pressioni e istruzioni all’Europa

Poi Snowden risponde alle domande del deputato Claude Moraes sulla collaborazione tra stati dell’Ue nella raccolta di dati sensibili e sul suo trasferimento agli Usa. Secondo l’ex analista Cia a fare pressioni sui governi europei è stato il Fad (Foreign Affair Division) dell’Nsa. Snowden parla anche di “incentivi”. Snowden nel documento scrive: «La Germania è stata convinta a modificare la legge del G.-10 per placare l’Nsa ed erodere i diritti dei cittadini tedeschi. Molti paesi hanno ricevuto istruzioni direttamente dall’Nsa».

Asilo negato

E cita il caso della Gran Bretagna nella quale Verizon, Vodafon Global Crossing, Level 3, Viatel e altri avrebbero cooperato con il Gchq (l’equivalente britannico dell’Nsa). Poi Snowden affronta anche la questione dell’asilo politico. Alla domanda del deputato dei Verdi Albrecht che gli chiede se l’Ue possa aiutare in qualche modo Snowden, lui risponde: «Aiutatemi continuando a difendere i diritti delle persone. Per quanto riguarda l’asilo ho chiesto aiuto a vari paesi europei (tra cui anche l’Italia, ndr) ma secondo quanto mi è stato riferito da molti parlamentari europei gli Usa non “hanno permesso” ai partner europei di darmi asilo». «Cerco asilo nella Ue -sostiene Snowden- ma devo ancora ricevere una risposta positiva alle richieste che ho inviato ai diversi Stati membri della Ue.

La controaccusa di Washington

Tante altre poi le questioni affrontate nel documento. Washington nel frattempo fa sapere che ci vorranno due anni e probabilmente miliardi di dollari per superare i danni causati dalle rivelazioni della talpa del Datagate, Edward Snowden. Lo ha detto un ufficiale di alto rango americano, riferisce la Bbc online. Secondo il generale Martin Dempsey, la «gran parte» dei documenti presi dall’ex dipendente della National Security Agency (Nsa) sono collegati alle operazioni dei militari. Dallo scorso anno altri organi hanno pubblicato decise di storie basate sui documenti di intelligence trapelati. Il generale Dempsey ha detto ieri davanti ad una commissione della Camera che è stata istituita una task force per indagare la portata delle rivelazioni di Snowden e i modi per superarla. «Stiamo lavorando a questo proposito e sulle informazioni che ha fatto filtrare», ha detto Dempsey. E ancora: «la maggior parte dei documenti sono legati alle nostre operazioni militari, tattiche, tecniche e procedure». Secondo il generale, «la portata di questa sfida» indica che ci vorranno due anni alla task force per venirne a capo. «Credo che ci vorranno miliardi di dollari per superare la perdita di sicurezza che abbiamo subito», ha aggiunto.




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