Sms nelle scuole inglesi

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A SCUOLA

Promosso lo slang degli sms «Può essere usato nei temi»

di Antonio Castaldo

«2b or not 2b». Nelle scuole britanniche sarà presto possibile tradurre Shakespeare nel gergo degli sms. I nuovi linguaggi figli della rivoluzione informatica fanno il loro ingresso ufficiale nelle aule, trascinando con sé un profluvio di abbreviazioni e fantasiose soluzioni semantiche che risucchiano le parole o addirittura le trasformano in faccine di parentesi e puntini. Come spiega il Daily Mail, il via libera viene dalla Scottish Qualifications Authority. L’agenzia che fissa i criteri di valutazione scolastica ha infatti stabilito che lo slang dei messaggini da cellulare potrà essere usato anche nei compiti scritti. «Bisogna valutare l’idea e i contenuti – sostengono i dirigenti della pubblica istruzione d’oltremanica – anche se espressi in un una forma scorretta». Chi scrive in un buon inglese avrà un voto più alto, ma sarà ammessa qualche licenza. La trasformazione del linguaggio scritto è del resto un fenomeno tenuto sotto osservazione da almeno tre anni, da quando venne presentato il primo rapporto sull’argomento. Il lessico delle nuove generazioni si allontana sempre di più da quello dei padri, mentre persino nei giornali il «texting language», il codice dei messaggini, prende quota. Un fiume in piena di sigle e forme verbali ipercontratte impossibile da arginare, dinanzi al quale i docenti hanno dovuto abbassare la soglia della sufficienza negli esami fino a sfondare la barriera del parlato. «Ma se continuiamo così – ribatte Murdo Fraser, leader dei deputati conservatori scozzesi – ogni speranza di riaffermare la lingua standard è destinata a naufragare». D’altro canto, è difficile resistere al fascino di un Amleto ristretto nei 160 caratteri di un display. E allora, con buona pace del bardo, «daz iz d Q», questo è il problema. Bocciare migliaia di adolescenti dipendenti dal proprio telefonino, oppure «l8r», addio caro vecchio inglese.

(Dal Corriere della Sera, 3/11/2006).

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