Slitta la richiesta di aiuti. La Spagna prende tempo

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LA CRISI Accordo con le regioni sui tagli. Disoccupati record

Madrid crede al salvataggio ma non ha deciso i modi

di PAOLA DEL VECCHIO MADRID – Di certo c`è solo che il governo spagnolo non nega più il salvataggio dell`economia, ma resta in discussione il come, che condiziona il quando. Alle indiscrezioni rilanciate dalla Reuters che lo davano imminente, mentre Bruxelles ribadiva di essere pronta ad attivare l`intervento, il premier Marian Rajoy ha replicato ieri un secco «no». Non sarà per questo fine settimana. Per poi aggiungere nella sua tortuosa retorica di galiziano: «Può essere che questa agenzia abbia migliori informazioni delle mie, ma se può servire quello che dico io e lo si reputa importante, io dico di no…».

Insomma, il leader del Partito Popolar ieri ha continuato a sfogliare la margherita in un`intensa giornata aperta dalle cifre record di settembre di oltre 4,7 milioni di disoccupati. Proseguita con una nuova convocazione in piazza per lunedì della Cumbre Social – sindacati e un centinaio di organizzazioni sociali e della funzione pubblica e la minaccia di uno sciopero generale a novembre, per bloccare l`ultima Finanziaria lacrime e sangue durante l`iter parlamentare. E culminata con un accordo strappato dal governo alle 17 regioni col vincolo a mantenere l`obiettivo di stabilità del deficit al 4,5% nel 2013. Nonostante le proteste delle comunità autonome governate dall`opposizione e la fronda indipendentista del presidente catalano, Artur Mas, che però non ha fatto parola delle aspirazioni secessioniste nella conferenza al Senato. Un «buon messaggio lanciato dalla Spagna» all`Europa e ai mercati, l`ha definito Rajoy. Gli interessi del premier, in vista delle elezioni del 21 ottobre nella sua Galizia e nei Paesi Baschi, coincidono con quelli della cancelliera Angela Merkel che, con le generali del 2013 all`orizzonte, vuole evitare di sollecitare al Bundestag l`approvazione di un salvataggio spagnolo, dopo quello bancario da 100 miliardi. E Punta a unificare in un unico pacchetto le decisioni su Grecia, Cipro e Spagna.

E oggi a Madrid inizierà una missione di due giorni del ministro tedesco dell`Economia, Philipp Roesler, per tracciare la road map per il ricorso al fondo salva Stati Esm. Mentre Bruxelles negozia un piano per aggirare le reticenze tedesche. A differenza di Irlanda, Portogallo o Grecia, la Spagna potrebbe vedere garantita una parte delle sue emissioni di debito e continuare a finanziarsi sui mercati, ma solo in cambio di altre dure condizioni. A cominciare dall`impegno preso sul deficit del 6,3% per quest`anno, che comporterà tagli ben più drastici di quelli approvati nelle due manovre finanziarie varate da Madrid negli ultimi 5 mesi.

(da Il Messaggero, 3-10-2012)




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