Sì del Parlamento europeo ad un’economia a bassa emissione di carbonio

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Sì del Parlamento europeo alla road map 2050 per una economia low carbon

di Umberto Mazzantini

Il Parlamento europeo ha approvato, con 398 voti a favore, 132 contrari e 104 astensioni, una risoluzione non legislativa (Una road map verso un’economia competitiva a basse emissioni di carbonio nel 2050) che afferma: «L’Unione europea deve servirsi di politiche in materia di energia, trasporti ed agricoltura per ridurre le emissioni di de CO2, e migliorare il suo Emissions trading system (Ets), al fine di rendere, entro il 2050, l’economia più competitiva e molto meno dipendente dalle energie fossili».
Secondo il liberaldemocratici britannico Chris Davies, che ha presentato il rapporto approvato, «Più noi agiamo oggi, più il futuro sarà semplice. O prendiamo l’iniziativa di promuovere un’economia low carbon, o saremo lasciati indietro. E’ l’occasione per promuovere gli investimenti e per stimolare l’innovazione tecnologica. L’Europa ne uscirà rinforzata e non indebolita»
Gli europarlamentari sostengono a larga maggioranza «La road map per il passaggio ad una low-carbon economy» della Commissione europea che prevede che l’Ue raggiunga una riduzione dell’80 – 95% delle sue emissioni di CO2 entro il 2050- La road map fissa delle "tappe" di riduzione delle emissioni al meno 40% entro il 2030, del – 60 % entro il 2040 e del – 80% al 2050.
Dopo le precedenti richieste degli eurodeputati di aumentare l’obiettivo del 20% di riduzione delle emissioni Ue entro il 2020, la nuova risoluzione sottolinea che «L’attuale obiettivo a breve termine non costituisce un percorso "cost-efficient" per delle riduzioni più importanti che devono essere realizzate in vista del cambiamento climatico».
Gli eurodeputati hanno riconosciuto che l’Ets, il principale strumento dell’Ue per ridurre le emissioni delle industrie e favorire gli investimenti ambientali, «deve essere oggetto di miglioramento e che si possa, per quanto possibile, "congelare" i permessi di inquinare. Devono essere pienamente messe in opera delle misure legislative per includere le emissioni del trasporto aereo nell’Emissions trading system, alle quali si oppongono alcuni Paesi extra-europei».
Il Parlamento europeo si è complimentato per il progetto di direttiva sull’efficienza energetica «Che punta a mettere l’Ue sulla buona strada affinché possa raggiungere il suo obiettivo di migliorare del 20% l’efficienza energetica entro il 2020». La risoluzione sottolinea che «E’ necessario "decarbonizzare" la produzione di elettricità e proporre degli obiettivi obbligatori per le energie rinnovabili entro il 2030».
La maggioranza dell’Europarlamento chiede alla Commissione Ue di «Proporre delle misure specifiche miranti a ridurre le emissioni del settore agricolo». Inoltre, sostiene «misure e obiettivi di compatibilità per gli altri utilizzi delle terre, che riguardino settori quali la produzione di biocarburanti sostenibili e la silvicoltura».
Anche per gli obiettivi della road map Ue per il settore sui trasporti, che prevedono una riduzione delle emissioni del 60% entro il 2050, «La Commissione deve continuare a proporre delle misure legislative al fine di ridurre le emissioni del trasporto marittimo all’interno dell’Ue se non vedrà la luce nessun accordo internazionale in materia».
L’ Eurodeputato dell’Idv Andrea Zanoni è soddisfatto per l’approvazione del rapporto del suo collega del gruppo Alde Chris Davies, ma dice che «L’Europa deve dimostrare ancora più coraggio. L’Europa continui nel suo percorso verso un’economia sostenibile e continui a fare da esempio alle altre potenze industriali del mondo. Tanto è stato fatto ma ancora tanto resta da fare. L’Europa oggi ha dimostrato non volere cedere alle tentazioni delle cassandre negazioniste e deve ora proseguire il percorso della road map per ridurre le emissioni di Co2 di quasi il 90% entro il 2050. Non bisogna ascoltare chi dice che l’adozione della tabella di marcia e la riduzione delle emissioni rappresenta per l’Europa uno svantaggio in termini di competitività, la realtà dei fatti ci dimostra esattamente l’opposto. Inoltre non bisogna dimenticare il ruolo dell’Ue di promotrice di virtuosismo ambientale a livello mondiale, così come il ruolo di leader alla lotta al cambiamento climatico dimostrato per l’ennesima volta alla Conferenza internazionale sul clima di Durban».Secondo l’europarlamentare italiano, «Riformare e migliorare il funzionamento del mercato delle quote di Co2 è un passo indispensabile per il rispetto degli obiettivi prefissati dalla road map 2050. Per quanto riguarda il rischio rilocalizzazione delle emissioni di carbonio di imprese che potrebbero abbandonare l’Europa per evitare costi più alti derivanti dalle misure prese per ridurre le emissioni di CO2, se tali casi possono essere dimostrati, si dovrebbero prendere misure per evitare questo fenomeno, anche se i fatti suggeriscono che i timori sono alquanto esagerati. Gli ultimi indicatori internazionali non sono incoraggianti: le emissioni sono infatti cresciute del 6% nel 2010 e la Co2 si sta accumulando nell’atmosfera a un ritmo crescente, anche se l’Europa contribuisce solo all’11% delle emissioni mondiali. Quella sulle emissioni e sul cambiamento climatico è una battaglia difficile ma che l’Europa deve combattere. Non è solo una questione di competitività ma anche di moralità: l’Europa deve dimostrare al mondo intero che un’economia a basse emissioni di carbonio è possibile e deve farlo partendo dalle proprie politiche interne. O si segue questa strada o il clima impazzito a causa delle emissioni di Co2 ci condannerà ad un mondo drammaticamente diverso».
(Da http://www.greenreport.it/, 16/3/2012).




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