Severgnini: Ogni tanto penso che, in Italia, ci siamo cotti il cervello. Una società che affida a una lingua straniera le tre principali novità economiche e finanziarie, qualche problema, ce l’ha.

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Italians.

E #apriamoli, questi cancelletti.

Beppe Severgnini.

Ogni tanto penso che, in Italia, ci siamo cotti il cervello. Poiché sappiamo cucinare, resta saporito: ma non basta. Una società che affida a una lingua straniera le tre principali novità economiche e finanziarie, qualche problema, ce l’ha. Avevamo accettato (sorridendo) «spending review», preferito – chissà perché – a «revisione della spesa». Stavamo digerendo Jobs act, che poi è una legge sul lavoro. Ora «Quantitative easing» per dire «immissione di liquidità». E poiché non era abbastanza criptico, usiamo la sigla Qe, fino a ieri una nave da crociera (Queen Elisabeth, Cunard Lines). Chiedete sul tram, al mattino presto, cosa pensano del «chiu i» (si pronuncia così). Se vi schiaffeggiano, avranno una riduzione di pena? C’è di peggio, linguisticamente parlando? Certo che c’è. L’abuso del simbolo # (cancelletto). Stanco d’essere dimenticato sulla destra della tastiera, forse geloso del gioioso asterisco * e dell’ubiqua chiocciola @, s’è messo un vestito inglese (hashtag!) e s’è intrufolato nelle nostre vite: prima discretamente, poi con protervia. Il simbolo # serve per indicare, attraverso una parola-chiave, un tema o un argomento di discussione. Nato nel 2007, adottato da Twitter nel 2009, il cancelletto è sbarcato su Facebook nel 2013: ed è esploso. Oggi è utilizzato da quasi tutti i social, per la gioia di pigri, sciatti, pedanti e ossessivi. Ti senti #supercool prima del tuo #ape con #colleghistudio, #milanofashion #troppoforte, #maperfavore, ragazza mia! Cosa succederà #domani #elezione #Quirinale #Presidente? La domanda è legittima, la formulazione pestilenziale. – L’hashtag è un’indicazione che diventa una supplica: parliamo di questo, vi prego! Ci cascano tutti, nella trappola del cancelletto, dal presidente del Consiglio in giù. I temi proposti da Matteo Renzi in gennaio su Twitter sono tali e tanti che vanno divisi per categoria: eventi (#maipiù #pernondimenticare #giornatadellamemoria), luoghi (#scampia #Peshawar #Europa), leggi (#italicum #generazioneSenzaVoto #regole), attività (#labuonascuola #cosedilavoro), comprensibili irritazioni (#finitalafesta). I più frequenti riguardano il progresso nazionale: #passodopopasso #lavoltabuona #tranquilla #italiariparte. Tutto bene: #maquando ne #veniamofuori? Apriamoli, ‘sti cancelletti.
(Dal Corriere della Sera, 29/1/2015).




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