“Servirò il risotto agli argoviesi per salvare l’italiano”

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“Servirò il risotto agli argoviesi per salvare l’italiano”

Nel Canton Argovia, 8.000 firme raccolte in favore della lingua di Dante nelle scuole medie. Tutta la grinta di Diego Erba, ex direttore della Divisone della scuola ticinese

Foto D. Rotondo


LOCARNO – “Agli argoviesi offriremo un piatto di risotto simbolico. Un gesto elegante per fare capire quanto sia importante promuovere l’italiano e la cultura italiana nelle scuole”. Ci sarà anche Diego Erba, ex direttore della Divisione della scuola ticinese, domani a mezzogiorno ad Aarau. A quell’ora al Consiglio di Stato argoviese saranno consegnate ben 8.000 firme in tutela dell’italiano nelle scuole medie. “Firme di persone che  in tutta la Svizzera  hanno a cuore questa lingua – spiega Erba, che è coordinatore del Forum per l’italiano in Svizzera –. A mobilitarsi sono state anche diverse personalità pubbliche”.

 

Snobbati al nord – È un segnale forte quello che si alzerà a gran voce da Aarau. Soprattutto in un periodo in cui l’italiano, pur essendo la terza lingua nazionale, è sempre più snobbato a nord delle Alpi. “Nel canton Argovia – rivela Erba – attualmente si insegna l’italiano in forma facoltativa in terza e quarta media. Le autorità vorrebbero dimezzare le ore e insegnarlo solo in quarta. E questo per risparmiare circa 250.000 franchi all’anno. Le lezioni di italiano sono frequentate da centinaia di studenti, non sarebbe un taglio di poco conto. Di certo 8.000 firme sono parecchie. Fanno e faranno riflettere. In Svizzera la decisione di insegnare o meno l’italiano a scuola è lasciata ai singoli cantoni. Noi intendiamo fare capire alle autorità quale sia la scelta giusta”.

Sapori ticinesi – I promotori della petizione “Avanti con l’italiano nel canton Argovia!” sono agguerriti. L’operazione è sostenuta anche dalla Pro Ticino locale, che offrirà un piatto di risotto e bibite  (tra cui una gazzosa ticinese) a tutte le persone che domani all’ora di pranzo saranno presenti nella piazza tra il palazzo del Governo e quello del Gran Consiglio. Erba precisa: “Contro la riduzione delle ore di italiano nel canton Argovia avevano già preso posizione sia il Consiglio di Stato ticinese sia quello grigionese. Evidentemente ciò non basta. Ci sono parecchi motivi per cui è importante che le cose rimangano come sono adesso”.

Nuovi sbocchi – Già, perché mai a un giovane argoviese dovrebbe interessare, a tutti i costi, potere studiare l’italiano nella scuola dell’obbligo? Per Erba non si tratta di mantenere in vita una lingua ‘solo’ perché lo prevede il federalismo. “Questi giovani certamente si iscrivono ai corsi di italiano perché sono interessati  a una lingua che è parte integrante della cultura svizzera. Molti di loro hanno radici italofone e vedono in questa opportunità la possibilità di mantenere un legame con le proprie origini. Altri, invece, vedono nell’italiano una carta in più da giocare in un’ottica futura. L’italiano consente di approfittare di ulteriori orizzonti lavorativi. Parecchi giovani sono consapevoli che le relazioni economiche tra la Svizzera interna e l’Italia, o il Ticino, sono intense. Ci sono quindi anche ragioni pratiche che possono giustificare per l’italiano uno spazio dignitoso nelle scuole d’oltre San Gottardo”.

Patrick Mancini

03/03/2014

Fonte: tio.ch

 




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