Sempre piu’ giovani decidono di apprendere le lingue indigene

L’UNESCO ha elencato almeno 25.000 lingue a rischio di estinzione perche’ non piu’ parlate dalle giovani generazioni.

Una grande quantita’ di queste lingue in pericolo sono lingue indigene, il cui utilizzo e’ stato vietato con la forza o e’ venuto meno perche’ soppiantato dall’uso della lingua dei colonizzatori e della cultura dominante.
In passato studenti sono stati picchiati per aver parlato le lingue native nelle scuole residenziali degli Stati Uniti e dell’Australia.
Negli ultimi tempi molte persone, per le pressioni economiche e culturali, sono passate all’uso della lingua dominante, vedendola come un mezzo con cui ottenere maggiori opportunita’ e come un mezzo per sfuggire ad un’identita’ indigena percepita con vergogna.

Recentemente assistiamo pero’ ad un rinnovato interesse nella tutela delle lingue indigene tra accademici, ONG e comunita’ indigene. Vi sono casi di studenti che non sono cresciuti parlando la lingua nativa dei propri genitori e che decidono di apprenderla in seguito, al fine di celebrare il proprio patrimonio culturale e il legame con gli antenati.

Emiliana Cruz, laureatasi all’Universita’ del Texas in Lingue Indigene dell’America Latina, sta lavorando ora alla tutela dei dialetti di Chatino e testimonia come sempre piu’ giovani vogliano apprendere la lingua nativa per affermare la propria identita’ con orgoglio.

Il “Living Tongues Institute” che lavora con comunita’ in tuto il mondo per preservare e documentare le lingue indigene, recluta “attivisti linguistici” che usino la tecnologia digitale per registrare i propri antenati e imparare cosi’ le lingue.

Rosetta Stone, la compagnia che usa software con cui insegnare le lingue attraverso processi che imitano i naturali processi di apprendimento, ha avviato un progetto per salvaguardare le lingue indigene. Le lingue coinvolte nel progetto sono quelle della Nazione Mohawk di Kahnawake, nei pressi di Montreal, l’Inupiat di una comunita’ in Alaska e la lingua “dormiente” da 75 anni della tribu’ Chitimacha in Louisiana.

L’Universita’ del Michigan usa Twitter, Facebook e altri social network per promuovere una comunita’ online di parlanti di Anishinaabemowin, una lingua a rischio di estinzione della comunita’ dei native americani degli Ojibwe del Michigan e del Wisconsin.

La compagnia Nuance Communications usa messaggini telefonici e cellulari per interessare i giovani alle loro lingue native, anche se queste non sono a rischio di estinzione: fornisce applicazioni per l’uso delle lingue locali nei messaggini telefonici, tra queste l’indi, lo yoruba, l’igbo,lo zulu e l’aramaico.

Tratto da “Having Their Say, Young People Embracing their Indigenous languages”, news.newamericamedia.org, 24 giugno 2009.

Questo messaggio è stato modificato da: Federica, 25 Giu 2009 – 06:08 [addsig]




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