Se tentano di far fuori l’Italiano, il governo farà la faccia feroce in Europa

Posted on in Politica e lingue 14 vedi

27 settembre 2010

Il governo italiano è pronto a mettere il veto sulla proposta della Commissione europea che introdurrebbe di fatto il trilinguismo inglese-francese-tedesco nei documenti con cui si depositano i brevetti europei. Lo ha ribadito il il Ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi, nel suo intervento al convegno dell’Università di Pisa, "Conoscere le lingue per costruire l’Europa", organizzato in occasione della Giornata europea della lingue.

"E’ una proposta inaccettabile – ha affermato Ronchi – offensiva per la cultura e la storia italiana. Da mesi stiamo portando avanti una battaglia per impedire che nella nuova disciplina sul brevetto europeo si introduca surrettiziamente un trilinguismo di fatto, inglese-francese-tedesco".

"Voglio dirlo con chiarezza – ha sottolineato – la proposta che su questo tema la Commissione ha recentemente formulato è per noi inaccettabile. E questo per l’alterazione della concorrenza che produrrebbe a danno delle nostre imprese; per l’esigenza di tutelare la dignità dell’italiano e per la necessità di evitare un contraccolpo dal punto di vista dell’efficienza delle procedure stesse. Il regolamento in questione deve essere approvato all’unanimità, e noi, come altre delegazioni, non daremo mai il nostro assenso a una proposta che discrimina la nostra lingua".

Bocciata anche la proposta di compromesso della presidenza belga dell’UE che, spiega il ministro Ronchi, potrebbe avviare una cooperazione rafforzata in materia tra i paesi membri che vorranno: "Creerebbe un vulnus irreversibile all’Unione Europea".

Per il ministro Ronchi "è ancora possibile trovare una soluzione accolta da tutti", ricordando la proposta spagnola in merito su cui aveva già espresso apprezzamento: "Si tratta di un progetto che prevede la traduzione del brevetto nella sola lingua inglese combinata con una traduzione in un’altra lingua a sceltra del depositante". E’ una proposta che, per Ronchi, "riflette un apprezzabile equilibrio tra i principi di non discriminazione linguistica, di
semplificazione e riduzione dei costi e di mantenimento di un quadro omogeneo per quanto attiene la concorrenza tra imprese europee".

————————————-

Commissione Politiche UE approva all’unanimità difesa lingua italiana
22 settembre 2010
La Commissione Politiche dell’Unione Europea del Senato, nel corso dell’odierna audizione del Ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi, ha approvato l’azione messa in campo dal governo in merito alla nuova disciplina sul brevetto europeo.
La proposta della relatrice e Presidente della Commissione, Rossana Boldi, accolta all’unanimità, rappresenta un forte sostegno all’impegno dell’esecutivo contro ogni ipotesi di discriminazione della lingua italiana e contro ogni tentativo di introdurre un trilinguismo di fatto, basato su inglese, francese e tedesco.
———————————————————

Allora, se le lingue dei brevetti devono proprio essere inglese, francese e tedesco,
inglesi e irlandesi non dovranno usare l’inglese,
francesi e belgi non il francese,
tedeschi e austriaci non il tedesco,
cosi’ tutti dovranno non usare la propria lingua e ci sara’ parita’.
Giorgio Denti




8 Commenti

Redazione Forum
Redazione Forum

Se tentano di far fuori l'Italiano, il governo farà la faccia feroce in Europa<br />
<br />
Approvata quasi all'unanimità, alla Camera, la risoluzione che impegna l'esecutivo a «contrastare con intransigenza ogni tentativo di violazione del regime linguistico delle istituzioni Ue». Contro l'invadenza della Triade anglo-franco-tedesca, pronti a mettere il veto.<br />
<br />
Vogliono far fuori l'Italiano. Poco alla volta, somministrandogli piccole dosi di veleno. Fino a murarlo vivo in cantina o in soffitta.<br />
Non è un film, l'Italiano non è un boss. Piuttosto la nostra cifra identitaria: l'unica, ultima, forse vera trama che faticosamente ci continua a vedere uniti dalle Alpi a Mazara negli ultimi cent'anni. Erede diretta del latino, minata alle fondamenta dall'aggressività di certi dialetti, dal provincialismo di certa politica, dalla vitalità degli usi popolari, dalla volgarità televisiva. L'Italiano purtroppo non se la passa bene neppure all'esterno, visto che i suoi tre più acerrimi nemici si annidano nell'Unione europea e cercano a ogni pie' sospinto di compiere il delitto. Senza logica, senza rispetto, senza neppure il diritto dalla loro parte, visto che - a voler prendere in considerazione il numero di persone che lo parlano nel mondo - la lingua ufficiale della Ue dovrebbe essere semmai lo Spagnolo.<br />
Invece l'Inglese, il Francese e il Tedesco hanno stabilito in sede europea una sordida alleanza a discapito delle altre. Italiano uber alles. Così, ieri, nonostante tutte le divisioni che regnano in ogni angolo del Belpaese, la Camera dei Deputati ha finalmente detto un «no» chiaro e forte al trilinguismo europeo. E per una volta l'Assemblea si è miracolosamente espressa quasi all'unanimità. I guastafeste essendo non i leghisti, ma i soliti piantagrane radicali associati a un dispettoso elitario Giorgio La Malfa.<br />
Tranne questi astenuti, l'Aula compatta ha sostenuto così la battaglia del governo contro il tentativo di introdurre l'uso delle lingue inglese, francese e tedesco nelle istituzioni europee. Approvando la relazione della commissione Politiche Ue sul programma di lavoro della Commissione europea per l'anno 2010 e sul programma delle tre presidenze del Consiglio spagnola, belga ed ungherese, i nostri deputati hanno impegnato l'esecutivo «a contrastare con intransigenza ogni tentativo di violazione del regime linguistico delle istituzioni Ue e di marginalizzazione della lingua italiana, ricorrendo ove necessario anche agli strumenti giurisdizionali disponibili», cioè al diritto di veto.<br />
Il documento impegna inoltre il governo «ad opporsi in particolare al tentativo di affermare il ricorso alle sole lingue inglese, francese e tedesco nel funzionamento, anche a livello ammiistrativo, di ogni istituzione ed organo dell'Ue, nonché con riferimento istituti quali il brevetto europeo»; «a sostenere - si legge ancora nella risoluzione - nei soli casi in cui le esigenze di riduzione dei costi e di miglior funzionamento delle strutture amministrative delle istituzioni ed organi dell'Unione lo giustificano, il ricorso alla sola lingua inglese, in quanto lingua veicolare di gran lunga più diffusa a livello europeo e globale».<br />
Nella risoluzione si sottolinea che il trilinguismo «appare del tutto ingiustificato» e «desta dubbi sul piano della legittimità risultando di fatto discriminatorio» ed essendo «fonte di costi di traduzione e interpretando non necessari». Se bocciano l'Italiano, insomma, non sarà vita facile per nessuna Triade linguistica. O si parla l'inglese per comodità burocratica oppure ognuna delle Ventisette lingue correnti nell'Unione. Muoia Sansone, ma con tutti i filistei.<br />
<br />
<!-- m --><a class="postlink" href="http://www.ilgiornale.it/interni/se_tentano_far_fuori_italiano_governo_fara_faccia_feroce_europa/europa-attualit-governo-camera-unione-europea-lingua-marginalizzazione/14-07-2010/articolo-id=460818-page=0-comments=1">http://www.ilgiornale.it/interni/se_ten ... comments=1</a><!-- m -->

Redazione Forum
Redazione Forum

BREVETTO UE: RONCHI, PREOCCUPAZIONI CONFERMATE<br />
<br />
<br />
(AGI) - Roma, 23 lug. - "Apprezziamo l'immediato interessamento della Commissione europea sulla questione sollevata, ma le risposte fornite oggi non fanno che confermare le nostre preoccupazioni", dichiara il Ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi, commentando le dichiarazioni di Dennis Abbot, portavoce della commissaria UE al multilinguismo Androulla Vassiliou, in merito alla proposta di regime linguistico per i brevetti nell'UE. "Sappiamo bene - replica Ronchi - che il cittadino italiano puo' presentare la domanda per avere il brevetto anche in lingua italiana, peccato che la versione italiana non abbia nessun valore legale, visto che il brevetto dell'Unione Europa verrebbe concesso in una delle tre lingue procedurali (inglese, francese, tedesco). Non solo. Secondo i dati relativi allo scorso anno dell'Ufficio europeo dei brevetti di Monaco di Baviera, quasi il 20% dei brevetti registrati sono tedeschi. Questo vuol dire, che in futuro il brevetto dell'Unione Europea circolera' in molti casi praticamente solo in lingua tedesca creando non poche difficolta' alle nostre piccole e medie imprese. Ecco perche' sosteniamo e ribadiamo che si creerebbe una alterazione della concorrenza e si penalizzerebbe la competitivita' del nostro sistema imprenditoriale". (AGI) .<br />
<br />
<!-- m --><a class="postlink" href="http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201007231632-eco-rt10215-brevetto_ue_ronchi_preoccupazioni_confermate">http://www.agi.it/research-e-sviluppo/n ... confermate</a><!-- m --><br />
-------------------------------------------------------------<br />
<br />
(AGI) - Bruxelles, 23 lug. - La lingua italiana non e' discriminata nell'Unione europea, neanche dalla proposta di ridurre a tre le lingue in cui si possono registrare i brevetti europei: lo ha ribadito, in risposta a una lettera inviata alla Commissione di Bruxelles dal ministro per le politiche europee Andrea Ronchi, il portavoce dellla commissaria al multilinguismo Androulla Vassiliou, Dennis Abbot. "Respingiamo ogni accusa che ci sia una discriminazione geografica o culturale contro l'Italia e la lingua italiana - dichiara il portavoce, confermando che la lettera di Ronchi e' stata ricevuta ieri dal presidente Barroso e dal commissario Barnier - nella nostra proposta le domande per un brevetto possono essere presentate in tutte le lingue; il brevetto sara' poi concesso in una delle lingue ufficiali di lavoro, l'inglese, il francese o il tedesco", ma si puo' sempre chiederne la traduzione i cui costi possono essere rimborsati.<br />
La proposta, ha spiegato Abbott, punta a ridurre i costi: "oggi ottenere un brevetto in Europa costa 10 volte piu' che negli Stati Uniti": per esempio, "per avere un brevetto europeo valido in 13 paesi si spendono circa 20 mila euro di cui circa 14 mila per i soli costi di traduzione, mentre un brevetto americano costa circa 1.850 euro". (AGI) .<br />
<br />
<!-- m --><a class="postlink" href="http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201007231523-eco-rt10158-brevetti_ue_nessuna_discriminazione_lingua_italiana">http://www.agi.it/research-e-sviluppo/n ... a_italiana</a><!-- m -->

Redazione Forum
Redazione Forum

Sale la tensione sulle lingue del brevetto Ue<br />
<br />
Si accende lo scontro Italia-Europa sul tema della lingua dei brevetti, con prima l'esclusione e poi il ripescaggio in extremis - ma senza "valore legale" – dell'italiano.<br />
«Respingiamo qualsiasi accusa di discriminazione geografica o culturale nei confronti dell'Italia», ha dichiarato Dennis Abbot, portavoce della commissaria Ue al multilinguismo, Androulla Vassiliou, confermando che ieri il presidente dell'esecutivo comunitario, Josè Manuel Barroso, insieme con il commissario al mercato interno, Michel Barnier, hanno ricevuto una lettera del ministro per le politiche europee Andrea Ronchi sulla scelta di trilinguismo (inglese, francese e tedesco) nel progetto di brevetto europeo. Ronchi ha definito la scelta «una soluzione inaccettabile, una discriminazione geografica e culturale contro l'Italia».<br />
Nella nostra proposta, ha ricordato Abbot, i candidati «possono presentare la domanda per avere il brevetto in qualsiasi lingua». Il brevetto europeo potrà invece essere concesso in una delle tre lingue, ossia inglese, francese e tedesco, ha aggiunto il portavoce sottolineando che forse si «fa confusione» tra gli idiomi «procedurali» e le ventitrè lingue «ufficiali» dell'Europa.<br />
«Apprezziamo l'immediato interessamento della Commissione europea sulla questione sollevata, ma le risposte fornite non fanno che confermare le nostre preoccupazioni», ha replicato Ronchi all'Ue. «Sappiamo bene - ha detto il ministro - che il cittadino italiano può presentare la domanda per avere il brevetto anche in lingua italiana, peccato che la versione italiana non abbia nessun valore legale, visto che il brevetto dell'Unione Europa verrebbe concesso in una delle tre lingue procedurali (inglese, francese e tedesco)».<br />
Non solo, aggiunge il ministro: «Secondo i dati relativi allo scorso anno dell'Ufficio europeo dei brevetti di Monaco di Baviera, quasi il 20% dei brevetti registrati sono tedeschi. Questo vuol dire che, in futuro, il brevetto dell'Unione Europea circolerà in molti casi praticamente solo in tedesco, creando non poche difficoltà alle nostre piccole e medie imprese. Ecco perché sosteniamo e ribadiamo che si creerebbe una alterazione della concorrenza e si penalizzerebbe la competitività del nostro sistema imprenditoriale».<br />
<br />
<!-- m --><a class="postlink" href="http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-07-24/sale-tensione-lingue-brevetto-092444.shtml?uuid=AYTwCiAC">http://www.ilsole24ore.com/art/economia ... d=AYTwCiAC</a><!-- m -->

Redazione Forum
Redazione Forum

Brevetto Ue: sciogliere il nodo linguistico per evitare danni al sistema delle imprese italiane<br />
<br />
27/07/2010 - Bruxelles - “La giustificazione della Commissione europea di limitare alle sole tre lingue (francese, inglese e tedesco) la registrazione dei brevetti europei è incomprensibile e nei fatti discriminatoria verso la lingua italiana, con ripercussioni negative sulla competitività delle imprese italiane”. Lo dichiara il vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli.<br />
<br />
“Il principio del multilinguismo che dovrebbe essere riconosciuto e tutelato dall'Unione europea nel rispetto della dignità di tutte le lingue riconosciute, in questo caso non è rispettato. Quindi condivido i timori espressi dal ministro Ronchi a riguardo e auspico che un ulteriore confronto tra Governo italiano e Commissione europea, ma anche con gli altri Stati membri che si sentono minacciati da tale decisione, possa portare a un accordo che tuteli le invenzioni europee senza affossare ulteriormente il sistema delle piccole e medie imprese italiane che sta facendo i conti con la crisi economica”, conclude Angelilli.<br />
<br />
<!-- m --><a class="postlink" href="http://www.sabaudiain.it/notizia.php?id=1280228400">http://www.sabaudiain.it/notizia.php?id=1280228400</a><!-- m -->

Redazione Forum
Redazione Forum

Brevetto Ue, Confindustria: sostegno alla linea del Governo<br />
<br />
Confindustria esprime il suo più profondo disappunto per il modo in cui la Commissione europea sta affrontando la questione sul regime linguistico del futuro brevetto comunitario. Confindustria sostiene la posizione del Governo italiano espressa dal ministro per le Politiche<br />
europee, Andrea Ronchi, e auspica che si possa giungere il prima possibile a una soluzione che non discrimini la lingua italiana.<br />
Insieme alla maggior parte dell’industria europea, Confindustria sostiene che la soluzione più vantaggiosa sia rappresentata dall’inglese come unica lingua per il futuro brevetto. Tale scelta, oltre ad essere la meno discriminatoria, comporterebbe la massima riduzione dei costi in termini complessivi. In alternativa, sarebbe opportuno seguire il modello, già esistente, delle cinque lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo e italiano).<br />
Da sempre favorevole all’introduzione di un sistema unico di brevetti, Confindustria evidenzia la necessità di giungere nel minor tempo possibile a una soluzione ottimale che possa garantire l’introduzione del sistema brevettuale senza indebite discriminazioni della lingua italiana.<br />
<br />
<!-- m --><a class="postlink" href="http://www.etribuna.com/eportale/index.php?option=com_content&task=view&id=13705&Itemid=1">http://www.etribuna.com/eportale/index. ... 5&Itemid=1</a><!-- m --><br />
-----------------------------------------------------------<br />
<br />
Brevetto Ue, Confindustria: sostegno alla linea del Governo<br />
No alla discriminazione della lingua italiana<br />
<br />
Roma, 23 luglio 2010 - Confindustria esprime il suo più profondo disappunto per il modo in cui la Commissione europea sta affrontando la questione sul regime linguistico del futuro brevetto comunitario.<br />
Confindustria sostiene la posizione del Governo italiano espressa dal ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, e auspica che si possa giungere il prima possibile a una soluzione che non discrimini la lingua italiana.<br />
Insieme alla maggior parte dell’industria europea, Confindustria sostiene che la soluzione più vantaggiosa sia rappresentata dall’inglese come unica lingua per il futuro brevetto. Tale scelta, oltre ad essere la meno discriminatoria, comporterebbe la massima riduzione dei costi in termini complessivi. In alternativa, sarebbe opportuno seguire il modello, già esistente, delle cinque lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo e italiano).<br />
Da sempre favorevole all’introduzione di un sistema unico di brevetti, Confindustria evidenzia la necessità di giungere nel minor tempo possibile a una soluzione ottimale che possa garantire l’introduzione del sistema brevettuale senza indebite discriminazioni della lingua italiana.<br />
<br />
<!-- m --><a class="postlink" href="http://www.confindustria.it/comstampa2.nsf/tuttiDoc/E3396781E536F835C1257769005D9DBE">http://www.confindustria.it/comstampa2. ... 69005D9DBE</a><!-- m -->

Redazione Forum
Redazione Forum

La Ue e il funerale della lingua italiana<br />
<br />
Come già accaduto nel 2005, il Presidente della Commissione Europea ci riprova, e chiede di escludere l’italiano (e lo spagnolo) dalle lingue con valore legale nel brevetto europeo, valido nei 27 Paesi membri. Questa proposta ci ferisce profondamente, in quanto – a parte il ruolo fondamentale dell’Italia nella creazione dell’Europa unita (si pensi al ruolo svolto all’epoca dall’On. Gaetano Martino, sicuramente non di secondo piano rispetto a Schuman) – perché tra l’altro l’Italiano risulta essere la quarta lingua maggiormente studiata al mondo: il che se non altro indica che a livello di coscienza popolare, l’importanza del nostro ruolo nel contesto della cultura globale è universalmente riconosciuto.<br />
<br />
Nel 2008 c’era già stato un contenzioso tra l’Italia e la UE conclusosi con una sentenza del tribunale di primo grado dell’Unione a sostegno della posizione dell’Italia, che si era ribellata al fatto della pubblicazione dei nuovi bandi di concorso perché l’italiano era stato volutamente escluso dalle lingue utili. Nel maggio di quest’anno il ministro per le Politiche comunitarie, Ronchi, ha assunto di nuovo una posizione dura, ribadendo il fermo impegno a lottare contro tutti i provvedimenti europei irrispettosi del plurilinguismo. In realtà la mancata considerazione dell’italiano inevitabilmente si tradurrà in una ulteriore barriera all’entrata, a sfavore dei nostri candidati – a favore di anglofobi, francofoni e germanofoni. Ma non si tratta solo di questo. Il fenomeno ha dei risvolti ancora più preoccupanti.<br />
<br />
La svalutazione dell’italiano nel consesso ufficiale europeo segnerebbe inevitabilmente un impoverimento, e contribuirebbe a mio avviso al processo di perdita di identificazione linguistica e culturale cui pare di assistere, se solo prestiamo attenzione al modo in cui la nostra bella lingua è parlata e scritta a livello popolare in Italia. È come se gli italiani avessero un complesso di inferiorità nei confronti del mondo, in particolare anglosassone; così l’eloquio è infarcito di anglicismi e, qualche rara volta, gallicismi. I “computer” (un tempo li chiamavamo “elaboratori elettronici”) parlano inglese, si dice; e così la Rete. Però in Francia il “computer” è più semplicemente l’ “ordinateur”: piccolo dettaglio che conferma la maggiore attenzione che quel Paese riserva da sempre alla difesa del proprio patrimonio linguistico e culturale in senso lato. Sosteniamo quindi il Ministro Ronchi e il Presidente della Società Dante Alighieri in questa battaglia, che in fin dei conti torna a beneficio dell’Italia sotto tutti i punti di vista.<br />
<br />
<br />
di Maria Antonietta Fontana fonte l’opinione<br />
<br />
<!-- m --><a class="postlink" href="http://notizielibere.myblog.it/archive/2010/07/29/la-ue-e-il-funerale-della-lingua-italiana.html">http://notizielibere.myblog.it/archive/ ... liana.html</a><!-- m -->

Redazione Forum
Redazione Forum

Brevetti Ue, Ronchi ribadisce linea dura: Pronti a mettere il veto<br />
<br />
Brevetti Ue, Ronchi ribadisce linea dura: Pronti a mettere il veto<br />
Roma, 27 set (Il Velino) - Il governo italiano è pronto a mettere il veto sulla proposta della Commissione europea che introdurrebbe di fatto il trilinguismo inglese-francese-tedesco nei documenti con cui si depositano i brevetti europei. Lo ha ribadito il il Ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi, nel suo intervento al convegno dell'Università di Pisa, "Conoscere le lingue per costruire l'Europa", organizzato in occasione della Giornata europea della lingue. "E' una proposta inaccettabile - ha affermato Ronchi - offensiva per la cultura e la storia italiana. Da mesi stiamo portando avanti una battaglia per impedire che nella nuova disciplina sul brevetto europeo si introduca surrettiziamente un trilinguismo di fatto, inglese-francese-tedesco". "Voglio dirlo con chiarezza - ha sottolineato - la proposta che su questo tema la Commissione ha recentemente formulato è per noi inaccettabile. E questo per l'alterazione della concorrenza che produrrebbe a danno delle nostre imprese; per l'esigenza di tutelare la dignità dell'italiano e per la necessità di evitare un contraccolpo dal punto di vista dell'efficienza delle procedure stesse. Il regolamento in questione deve essere approvato all'unanimità, e noi, come altre delegazioni, non daremo mai il nostro assenso a una proposta che discrimina la nostra lingua".<br />
Bocciata anche la proposta di compromesso della presidenza belga dell'UE che, secondo il ministro Ronchi, potrebbe avviare una cooperazione rafforzata [1] in materia tra i paesi membri che vorranno: "Creerebbe un vulnus irreversibile all'Unione Europea". Per il ministro Ronchi "è ancora possibile trovare una soluzione accolta da tutti", ricordando la proposta spagnola in merito su cui aveva già espresso apprezzamento: "Si tratta di un progetto che prevede la traduzione del brevetto nella sola lingua inglese combinata con una traduzione in un'altra lingua a sceltra del depositante". E' una proposta che, per Ronchi, "riflette un apprezzabile equilibrio tra i principi di non discriminazione linguistica, di semplificazione e riduzione dei costi e di mantenimento di un quadro.

Administranto
Administranto

<strong>Brevetti, arriva lo schiaffo della Ue: sarà esclusa la lingua italiana</strong><br />
<em>Roma e Madrid isolate. Sì a inglese, francese e tedesco. Aggirato il veto con una lettera che sarà firmata da 15 Paesi. Messaggio di Zapatero e Berlusconi</em><br />
<span style="font-size: 185px;">di ANDREA BONANNI</span><br />
<br />
SULLA battaglia per il brevetto europeo sta per calare il sipario dell'ultimo atto, con l'esclusione definitiva dell'Italia. Già oggi la Commissione dovrebbe ricevere la lettera firmata da una quindicina di Paesi in cui si fa richiesta formale di avviare una "cooperazione rafforzata" sulla materia, in base al progetto che prevede la facoltà di brevettare in una delle tre lingue: inglese, francese e tedesco.<br />
L'avvio della cooperazione rafforzata potrebbe essere deciso al prossimo consiglio competitività, venerdì. Il sistema trilingue, proposto dalla Commissione e sostenuto dalla presidenza belga del Consiglio Ue, è duramente osteggiato dall'Italia e dalla Spagna. E proprio per aggirare il veto di Roma e di Madrid (in tema linguistico le decisioni devono essere prese all'unanimità), gli altri Paesi hanno deciso di ricorrere alla cooperazione rafforzata, prevista dal nuovo Trattato di Lisbona. Grazie a questo sistema, il brevetto europeo potrà essere adottato dai Paesi che condividono la proposta della Commissione, escludendo quanti non sono d'accordo.<br />
Finora la proposta di cooperazione rafforzata ha ottenuto l'adesione di Gran Bretagna, Olanda, Irlanda, Svezia, Slovena, a cui si sono successivamente aggiunte Germania, Estonia e Francia. Domani dovrebbero arrivare le firme di Austria e Lussemburgo superando così il numero di nove Paesi che è il minimo indispensabile secondo il Trattato. Ma si calcola che almeno una quindicina di Paesi sottoscriveranno la richiesta e che, qualora la procedura fosse lanciata, otterrebbe il consenso di tutti, tranne appunto l'Italia e la Spagna che resterebbero così completamente isolate.<br />
La Commissione, per bocca del commissario responsabile, il francese Michel Barnier, ha già fatto sapere che darà parere favorevole alla proposta: "Siamo in grado di procedere molto rapidamente. La discussione finora è andata avanti troppo a lungo e ogni possibile via di compromesso è stata esplorata senza risultato", ha dichiarato la sua portavoce. <br />
Per l'Italia, la battaglia ha una doppia valenza: politica ed economica. L'adozione del trilinguismo nella disciplina dei brevetti infatti sancirebbe ufficialmente l'esistenza, mai formalmente riconosciuta, di tre lingue principali all'interno della Ue. Oggi inglese, francese e tedesco sono le tre lingue usate dall'ufficio europeo dei brevetti, che però non è una istituzione comunitaria. L'adesione di 20-25 Paesi al sistema trilingue sarebbe dunque un pesante schiaffo politico al nostro Paese. Inoltre, la possibilità di fare registrare i propri prodotti in una delle tre lingue costituirebbe un vantaggio competitivo indebito per le aziende tedesche, francesi e britanniche a scapito di quelle, come le italiane, che dovrebbero chiedere una traduzione in una lingua diversa dalla propria. <br />
L'Italia aveva proposto un sistema basato unicamente sull'inglese. Ma si è scontrata con il veto della Francia e della Germania. Un veto non superabile con una cooperazione rafforzata: oggi metà dei 68 mila brevetti registrati in Europa proviene proprio da Germania e Francia. Per evitare la disfatta, sembra che Berlusconi e Zapatero si preparino a inviare una lettera al Consiglio europeo chiedendo che la questione venga portata al prossimo vertice di dicembre. Ma, anche se la loro richiesta venisse accolta, Italia e Spagna hanno poche speranze di far prevalere le loro ragioni. <br />
(06 dicembre 2010) La Repubblica

You need or account to post comment.