Se negli Usa Europa diventa una parolaccia

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lessico della crisi

Se negli Usa Europa diventa una parolaccia

Il Vecchio continente non va di moda. L'euroscetticismo alla fine è arrivato anche da noi. La fiducia nella Ue è caduta di 21 punti in Italia nell`ultimo anno, registra un sondaggio Ipsos. E se il declassamento di mezza eurozona firmato da Standard &Poor`s alimenta i sospetti su un possibile complotto "anglosassone" – «le agenzie di rating sono strumenti del capitalismo americano» ha tuonato lunedì il Commissario Olli Rehn – oltreoceano il candidato Repubblicano in pectore alla Casa Bianca associa Obama all`Europa per denigrarlo.
La propaganda anti-obamiana della destra non è cambiata molto in questi quattro anni: il democrat non può guidare gli Stati Uniti perché è "un-American". L`accusa più infamante però nel contenuto è mutata. Vietato dire "non è americano" perché nero; fallito il tentativo di squalificarlo de iure – ma Obama è stato costretto a mostrare il suo certificato di nascita per dimostrare di essere nato alle Hawaii; poco efficace dopo l`uccisione di bin Laden descriverlo come musulmano; all`inizio del quarto anno di presidenza la Casa Bianca obamiana è «il riflesso del peggio di ciò che è diventata l`Europa» accusa Mitt Romney.
E come siamo diventati? Un enorme welfare state da fumetto, per salvare il quale l`America non dovrebbe tirare fuori un solo dollaro, sottolinea spesso il candidato repubblicano. «Se L`Europa non funziona in Europa, non può certo funzionare negli Stati Uniti» argomenta con logica inconfutabile Romney. E nel suo discorso dopo la vittoria nelle primarie del New Hampshire, il candidato ha garantito che, a differenza del presidente che «prende ispirazione dalle capitali europee», alla Casa Bianca si farà guidare dall`esempio delle «small town d`America», le solite, piccole e operose Gerusalemme disseminate nel Paese.
Prima di avviarsi verso la Bible belt del profondo sud, Romney predica con lo zelo del convertito che ha tanto da farsi perdonare dalla "right nation". Ha fatto per un paio d`anni il missionario mormone (aggravante) in Francia. E a conferma di tutte le nefandezze ascrivibili a un "moderato del Massachusets", parla anche francese «come John Keny». «Bonjour, Je m`appelle Mitt Romney» recita nello spot incriminante pagato da Newt Gingrich, che lo mostra mentre arrota alla perfezione le erre (imperdibile, cercate su youtube "French Connection").
Anche Rick Santorum del resto è convinto che Obama stia «provando a imporre una qualche forma di socialismo all`europea negli Stati Uniti», in primis con la riforma della sanità che peraltro somiglia parecchio a quella varata da Mitt Romney quando era Governatore a Boston. La diffidenza verso i modelli non autoctoni non è certo una novità per la cultura politica americana, specie a destra. E il columnist del Washington Post E.J. Dionne scherzosamente considera un`evoluzione il passaggio dall`equiparazione di un tempo tra "ideologia" liberai e socialismo sovietico, a quella odierna con la socialdemocrazia europea, perlomeno priva di gulag. Anche Obama fa passi avanti nella considerazione Repubblicana, perché «l` europeanizzazione» del presidente educato «in una madrassa indonesiana» (copyright FoxNews) segna un`avanzata verso Occidente e chissà, «tra un po` potrebbe ritrovarsi in mezzo all`Atlantico». Qui il divertimento finisce.
Perché l`accusa di "europeismo" si fonda sull`assunto che vi sia «qualcosa di terribilmente sbagliato nell`imparare dall`Europa». La crisi europea evoca un fosco futuro per l`America, qualora continuasse a seguire il fallimentare modello che avrebbe importato Barack Obama.
E` un paradosso minore il fatto che a essere additato come "europeo" sia il presidente meno atlantista del dopoguerra, dal quale i vecchi alleati si sentono trascurati, certo il più lontano per formazione dalla cultura del Vecchio continente. Colpisce di più la caricatura del cattivo esempio dell`Europa spendacciona, visto che il costante timore espresso nel confronto transatlantico dal presidente democrat riguarda semmai i troppi tagli, suscettibili di soffocare in culla la ripresa. E con l`austera Angela Merkel, Mitt Romney potrebbe trovare più affinità di Barack Obama.
Distinzioni accademiche, di questi tempi. A Dionne preoccupa l`America chiusa a riccio, ricorda che «il genio del carattere americano sta nel fatto che siamo sempre stati pronti a prendere lezioni da altri» e dall`Europa in primis, così hanno fatto i grandi innovatori Teddy e Franklin Delano Roosevelt.
Non siamo più d`esempio? Sul New York Times Nicholas Kristof tenta una difesa dell`Europa, rigida e stagnante è vero, costretta ora a pagare i tanti anni vissuti al di sopra dei propri mezzi, ma avanti all`America in tanti campi (viviamo di più, siamo più istruiti, meglio curati, sebbene "socialisti" o "socialdemocratici" abbiamo perfino più imprese tra le prime 500 del mondo etc).
Il modello europeo – qualunque cosa sia, e sta diventando – non è un completo fallimento assicura Kristof agli americani. Ma è difficile convincerli perché in questa stagione, oltreoceano, Europa viene usata alla stregua di una parolaccia.

DI LUIGI SPINOLA

il Riformista, pag 1 segue a pag 6

18/01/12




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