Se l’Europa rinnega le sue radici

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Se l'Europa rinnega le sue radici


Dobbiamo cominciare a stropicciarci gli occhi e a svegliarci : lo ha detto il presidente del Senato, Marcello Pera, intervenendo nei giorni scorsi alle celebrazioni per i 150 anni della facoltà di Diritto civile della Pontificia università lateranense. E si riferiva alla situazione delle democrazie occidentali, che guardano con eccessiva leggerezza al destino che le attende.Stropicciarci gli occhi e svegliarci, perché nel momento in cui la democrazia comincia ad apparire scontata, vuoi dire che è in grave pericolo. E troppo comodo affermare che le democrazie sono più forti di tutti gli altri sistemi, e con questo ritenere che esse siano in grado di sopportare sia i nemici che le vogliono abbattere, sia i (cosiddetti) amici che non fanno altro che denunciarne i mali.Perché si diffonde a macchia d'olio questo continuo, invincibile complesso di colpa che attanaglia buona parte della cultura occidentale? Sono sempre meno coloro che vanno a confessare i loro peccati personali e sempre di più quelli che si battono il petto a causa delle infinite presunte colpe dell'occidente. Non si è ancora sopita l'eco della lunga discussione intorno alle radici culturali dell'Europa. Ammesso e non concesso che si possa togliere ogni riferimento al cristianesimo, dovremo allora pensare che la grecità e l'illuminismo, la scienza laica e la politica laica hanno generato soltanto orribili mostri meritevoli di essere decapitati?E se poi, come è innegabile e giusto, riconosciamo che il cristianesimo è una delle componenti fondamentali della nostra civiltà, dovremo forse sostenere che anch'esso ha collaborato attivamente a generare quei mostri?Dunque, da dove provengono a credenti e non credenti tanto livore e tanta sfiducia nei confronti del patrimonio culturale e delle creazioni dell'uomo occidentale? Perché la difesa di questo patrimonio e di queste creazioni dovrebbe essere un errore, o rappresentare una prevaricazione nei confronti delle altre culture? E perfino, superfluo dire che ciò non significé dtncellare gli sbagli e le tragedie della nostra storia; ma bisogna pur riconoscere che anche nella capacità di correggere gli sbagli e di superare le tragedie l'occidente ha dato buona prova di sé; d'altra parte, soltanto qualche rousseauiano fuori tempo massimo potrebbe pensare che l'uomo è buono per natura!C'è un'espressione non troppo raffinata, ma che rende benissimo l'idea: «sputare nel piatto dove si mangia»; molti lo fanno, con inaudita facilità, senza rendersi conto che, tira tira, alla fine la corda può spezzarsi, soprattutto quando il piatto e la corda sono fatti di materiali particolarmente fragili come la libertà e la democrazia, che molti, invece, troppo comodamente si ostinano a considerare infrangibili.Si ha sempre un certo timore a citare le parole di Gesù Cristo, perché sarebbe imperdonabile volerle piegare ai nostri piccoli calcoli, ma la loro grandezza è tale che niente le può rimpicciolire. Dice Gesù nel Vangelo di San Marco: «Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi”.


IL GIORNALE, p.11
16.05.2004
MAURIZIO SCHOEPFLU



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