Se l’Europa bluffa, la Turchia di Erdogan ha una carta di riserva.

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Se l'Europa bluffa, la Turchia di Erdogan ha una carta di riserva. L’ ammissione o no della Turchia nell'Unione europea è oggetto di dichiarazioni di leader politici franco-tedeschi caratterizzate da una pericolosa superficialità e ignoranza della complessità del problema. ben rispecchiate nella frase para razzista usata a proposito dal presidente della Commissione. Romano Prodi, un anno fa:-Manima, li turchi!”. In assenza di un'intelligenza politica collettiva, di un dibattito strategico serio, di una cultura politica condivisa, il tenia è infatti affrontato secondo parametri “europei” formali. La Turchia entrerà o no in Europa se “rispetterà i parametri di Copenaghen”. Il metodo delle procedure unificate e omnivalenti che soppianta quello dell'analisi politica – come si trattasse di stabilire la lunghezza dei cetrioli comunitari -diventa così merito. Il disastro è che questi parametri sono inadeguati a decidere e a formare una valutazione utile, in un senso o nell'altro, perché non contemplano la specificità unica del caso di una Turchia che chiede di entrare nell'Ue forte del suo essere l'unica nazione islamica a democrazia matura.I parametri di Copenaghen sono stati infatti definiti per risolvere quello che era il problema del 1993: l'ammissione dei paesi di “democrazia popolare”. Applicarli oggi è un “non senso”. Essi, infatti. si dilungano sul tema – allora cogente – del pieno esercizio della proprietà privata, della libertà economica e sociale, del pluralisino, del superamento della proprietà dello Stato dei mezzi di produzione, di liberalizzazione dell'agricoltura e dei commerci, e ignorano il delicato e fondamentale problema della laicità dello Stato, che era acquisito e scontato nei paesi ex comunisti. Ma questo è invece il tema centrale in una nazione musulmana. Questo è invece il primato, l'originalità di una Turchia kenìalista in cui questa laicità, così come la piena democrazia. è stata garantita dall'ingerenza costituzionale dei militari, del vertice delle Forze armate che presiedeva il Consiglio per la sicurezza nazionale. Un Consiglio con funzioni di Corte costituzionale. presidio non solo di laicità, ma anche di democrazia. Grazie a questo Consiglio per ben due volte, infatti, le Forze armate turche hanno “sospeso” la democrazia. sconfitto nel 1960 un golpe di Menderes e nel 1980 un terrorismo devastante. e poi hanno spontaneamente riconsegnato il paese alla libera dialettica democratica.Oggi questo ruolo dei militari turchi viene ovviamente abbattuto su richiesta dell'U e. il Consiglio di sicurezza nazionale è sterilizzato. a dimostrazione di quanto questo meccanismo dei parametri sia sbagliato. Il partito islamico Akp del premier Tayyp Erdogan ha infatti tutto l'interesse a smantellare il controllo dei militari sulla laicità dello Stato (come pensa un'Europa che crede che il suo Montesquien sia applicabile meccanicamente anche alla società islamica) e con ciò l'Ue apre le porte proprio a un'islamizzazione -già iniziata – dello Stato turco. Il tutto, naturalinente, senza neanche che i vertici europei se ne accorgano.Ma l'Europa non vede, non discute, non si preoccupa di molte altre cose che riguardano la Turchia. Non valuta il fatto che il suo attuale governo a simpatia islamica è in realtà il frutto episodico di una legge elettorale anomala e nial scritta che assegna il 66 per cento dei seggi parlamentari a un partito che ha solo il 34.29 per cento dei suffragi e che esclude, con un incredibile sbarramento al 10 per cento, i partiti storici (in crisi cronica) permettendo solo la presenza di due forze politiche in Parlamento. Ma l'Europa non sa e non valuta, soprattutto, che i vari “mamma li turchi'” di Prodi e dei leader della vecchia Europa franco-tedesca. hanno già spinto il governo di Erdogan a delineare un'alternativa strategica all'ingresso nell'Unione europea. Alternativa praticabile con profitto, quanto pericolosa e destabilizzante per l'Europa.Lo schema che ha funzionato per 16 secoliLa strategia alternativa prevede che nel caso l'Ue non sappia comprendere e apprezzare la scelta storica dei turchi di entrare in occidente, di sentirsi occidente, svolta epocale, Ankara non farà altro che riproporre lo schema che ha funzionato per 16 secoli a Istanbul. prima con i bizantini, poi con gli ottomani: egemonizzare la sponda sud del Mediterraneo, il Caucaso e penetrare nell'Asia centrale tureofona (e ricchissima di petrolio), E' una strategia praticabile. perché si basa su una novità della Turchia di oggi, che la differenzia da quella degli ultimi secoli: il ritmo di espansione della sua forza economica, del suo sviluppo nella modernità e la sua coesione politica interna.Tutta la storia recente d'Europa, dall'avventura napoleonica in Egitto in poi, è statacondizionata da una progressiva erosione di tipo coloniale di un impero ottomano che è stato in condizioni preagoniche per più di un secolo. Gigante perennemente impermeabile alla modernità. tenuto assieme solo da un gigantesco apparato amministrativo e da un esercito relativamente efficiente (oltre che dall'eclissi totale di un mondo arabo sottomesso. prono e per cinque secoli incolto), l'impero ottomano era forte solo della sua debolezza e fu sbocconcellato pezzo a pezzo ora da una, ora dall'altra potenza europea (Italia inclusa. in Libia). Oggi, invece, il “sistema Turchia” è forte economicamente (ha un tasso di sviluppo annuo dell'8 per cento e un'inflazione a una cifra) e altrettanto lo è politicamente e culturalmente. Una rinnovata e pacifica leadership economico-politica della Turchia del mondo arabo-islamico è dunque praticabile e può svilupparsi. Se Ankara sarà ammessa in Europa. si consoliderà a tutto vantaggio del vecchio continente. Ma è indubbio che questa leadership mediterranea potrà svilupparsi anche se Ankara sarà rifiutata dall'Ue. In questo caso, però. vi potranno essere aspetti non simpatici per l'Europa costretta a confrontarsi con un paese forte che rappresenta sul mediterraneo un punto di vista asiatico. oggi caratterizzato da molte “asprezze” religiose. politiche e culturali nei confronti dell'occidente. Come spesso succede, anche in questo caso si può leggere il futuro guardando a come questa nuova strategia si rapporta alla pietra dello scandalo della modernità: lo Stato degli ebrei. Israele.


IL FOGLIO p,3
30.09.2004

Questo messaggio è stato modificato da: Carlotta.Caporilli, 30 Set 2004 – 10:07 [addsig]




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