SE LA PRESIDENZA UE DELLA POLONIA COMINCIA CON I FUOCHI D`ARTIFICIO‏

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Chiamata ad assumere la presidenza dell`Unione Europea per i prossimi sei mesi, la Polonia comincia alla grande, già dal primo giorno: alzando la voce e chiedendo, lei che nell`Eurozona non c`è, di partecipare proprio al vertice più importante dell`Eurozona, quello che ne riunisce periodicamente tutti i ministri delle Finanze e porta il nome non molto fantasioso di Eurogruppo. La richiesta ha acceso molti petardi, cioè polemiche: e se poi chiedessero lo stesso anche la Romania, la Bulgaria, Cipro, Malta, insomma tutti?
Ma a ben guardare, non è la prima volta che un Paese neo-presidente spara una cannonata al suo ingresso nei palazzi di Bruxelles. Nel 2009, la Repubblica Ceca si presentò con un monumento da 8 tonnellate, battezzato «Entropa» e appeso nel salone d`ingresso del Consiglio Europeo. Ogni nazione vi era rappresentata: la Germania da una serie di autostrade che disegnavano una svastica, l`Italia da tanti mini-calciatori dediti a esercizi erotici, l`Olanda da una piana allagata cosparsa di minareti, la Lituania da una fila di soldati che facevano pipì sulla vicina Russia; e così via.
Nello scorso gennaio, poi, l`Ungheria ha debuttato come presidente di turno con un immenso tappeto-autoritratto: bello, e però raffigurava la Grande Ungheria, quella di prima del 1920, con sminuzzati dentro e intorno brandelli di altri Paesi oggi indipendenti. Anche lì, polemiche a non finire. La richiesta polacca di oggi, però, è molto più seria: non è solo folklore né solo orgoglio nazionalista.
La Polonia ha spazzato via per sempre la ruggine sovietica, e oggi è fra i razzi trainanti dell`Europa. Se l`Eurozona ha in media un prodotto intemo lordo dell`1,6%, la Germania del 2,6%, la Francia dell`1,8% e l`Italia dell`1,o%, Varsavia ha il 4916; la sua crescita è doppia o tripla rispetto alle nostre. Non è nella fortezza un po` sbilenca dell`euro, d`accordo, né per adesso vuole starci: ma con quei dati di produzione, sarà difficile negarle per sempre un oblò molto discreto, un balconcino da osservatore.

Luigi Offeddu

Corriere della Sera, pag. 50




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