Scuola, 755 mila gli studenti ‘stranieri’: quasi la metà di loro sono nati in Italia

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Scuola, 755 mila gli studenti ‘stranieri’: quasi la metà di loro sono nati in Italia

Nel 2001 erano meno di 200 mila, oggi sono quasi 800 mila. Dal numero degli studenti di cittadinanza non italiana si capisce quanto e come sia cambiata negli ultimi dieci anni la società italiana. E soprattutto la scuola italiana. Oggi gli studenti senza passaporto italiano rappresentano l’8,4% della popolazione scolastica complessiva e sono 755.939, concentrati soprattutto nelle regioni del centro Nord e nel Lazio. Tra le regioni, a primeggiare è la Lombardia con 184.592 alunni stranieri, seguita da Veneto (89.367), Emilia Romagna (86.944), Lazio (72.632) e Piemonte (72.053).
Il quadro attuale emerge dal Rapporto "Alunni con cittadinanza non italiana. Approfondimenti e analisi. A.s. 2011/2012", elaborato dal ministero dell’Istruzione e dalla fondazione Ismu, presentato oggi a Milano.
Il cambiamento, spiegano le cifre del Rapporto, è ormai un fatto strutturale. Si è passati infatti da 196.414 alunni del 2001/2002 (il 2% sulla popolazione scolastica complessiva) alle 755.939 unità del 2011/12. I più numerosi sono i ragazzi romeni (141.050), seguiti dagli albanesi (102.719) e dai marocchini (95.912). In crescita soprattutto gli alunni moldavi (+ 12,3%) e ucraini (+ 11,7%) nelle scuole primarie e quelli filippini nelle scuole medie (+8,5%) e superiori (+11,2%).
E’ cresciuto notevolmente anche il numero dei nati in Italia, che ormai rappresentano il 44,2% degli studenti con cittadinanza non italiana (334.284). Solo cinque anni fa erano meno di 200 mila (34,7%). Nelle scuole dell’infanzia, poi, i bambini stranieri nati in Italia sono addirittura l’80,4% (126 mila), ma in alcune regioni la percentuale è ancora più alta e supera l’87% in Veneto e l’85% nelle Marche, mentre sfiora l’84% in Lombardia.
L’aumento più significativo di alunni di cittadinanza straniera ha riguardato le scuole secondarie di secondo grado – dove sono passati dal 14% del 2001/2002 al 21,8% del 2011/2012 – a cui si rivolgono per l’istruzione professionale (frequentata dal 39,4% del totale degli stranieri) e tecnica (38,3%), seguita a distanza dall’istruzione liceale o artistica (22,3%).
Il rapporto inoltre descrive un sistema scolastico con 415 casi di scuole con 50% o più di alunni stranieri. Una situazione che si riscontra con almeno un caso in due terzi delle province italiane e che raggiunge i suoi apici a Milano (55 scuole), Torino (34) e Brescia (32).
Un capitolo a parte nel Rapporto viene infine dedicato agli alunni rom, sinti e caminanti. E i risultati dell’indagine non sono incoraggianti: gli iscritti infatti diminuiscono. Sono 11.899 gli alunni rom iscritti nell’anno scolastico 2011/2012, il numero più basso degli ultimi cinque anni, che segna un -3,9% rispetto al 2010/2011. Significativo poi il calo di iscritti nelle scuole superiori di secondo grado (con una variazione del -26% dal 2007/2008 al 2011/2012), scesi a sole 134 unità, di cui 10 in tutto il Nord Ovest.
(Da repubblica.it, 14/3/2013).




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