Scrittori che scelgono l’italiano

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Mantova Letteratura

Un festival da ripensare

di Giovanni Nardi

…Tra i mille spunti offerti dalla decima edizione, uno dei più significativi è stato quello multietnico. Sono stati presentati scrittori come la somala Igiaba Scego, l’albanese Ornala Vorpsi, l’iraniana Hamid Ziarati e l’algerino Tahar Lamri i quali hanno in comune il fatto di scrivere in italiano, di aver scelto cioè come lingua letteraria non quella dei Paesi di provenienza ma quella della terra che li ha ospitati. Accanto a loro, personaggi come Mariella Mehr, madre zingara di ceppo jenische, che scrive in tedesco ma vive da tempo a Siena, e testimonia nei romanzi e nelle poesie la tragedia della sua gente, vittima di un progetto di sedentarizzazione forzata al culmine del quale è stata sterilizzata. O come un altro autore di lingua tedesca, ormai affermato e tradotto in 21 lingue, come Rafik Schami, nato nel quartiere cristiano aramaico di Damasco, e costretto all’esilio dal regime siriano. Il suo ultimo, ponderoso romanzo, “Il lato oscuro dell’amore”, è stato salutato come un capolavoro.

Ma forse il caso più singolare è quello di Yasmina Khadra, ex alto ufficiale dell’esercito algerino che scrive in francese con uno pseudonimo femminile (i nomi di sua moglie) e nel romanzo “L’attentatrice” racconta con coraggio le ragioni della Palestina e quelle del mondo occidentale. Altro caso, quello del congolese francofono Emmanuel Donala, costretto all’esilio negli Usa, il cui “Johnny Mad Dog”racconta un mondo di adolescenti impegnati nella guerra vera, dove si ruba, si stupra, si saccheggia e si uccide come se fosse un gioco, sia pure perverso, scimmiottando quello che arriva dalle televisioni occidentali. Autori conosciuti o no, che tuttavia rappresentano una realtà, non solo politica ma anche di cultura e di costume, con cui il pigro Occidente è chiamato a fare i conti…

(Da La Nazione, 11/9/2006).

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