Sanremo non sia solo retorica, ci faccia parlare di chi impedisce di studiare in italiano.

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Fazio, Littizzetto e Cutugno durante l’apertura del Festival di Sanremo 2013

«Come giusto, il festival della canzone italiana è un tripudio della cultura popolare italiana. Quest’anno poi spuntano il Nabucco, nel bicentenario di Verdi, i temi delle canzoni che rispecchiano una cultura nazionale unita nel segno della lingua italiana. Ho trovato commovente, dopo 30 anni, Toto Cutugno che canta fieramente “L’Italiano” ma, ma… vorrei che Toto e gli italiani tutti sapessero che a circa 250 Km di distanza, a Milano, c’è un Politecnico che dal prossimo anno non insegnerà più nella lingua di Dante bensì in quella di Shakespeare.

Si Toto, Fazio, la Lucianina, gli italiani tutti, dovrebbero essere informati del fatto che intere università nostrane e statali impediscono ormai ai nostri giovani di apprendere in italiano, obbligando i nostri studenti  a studiare solo l’inglese e, persino, in inglese tutte le materie dei vari corsi di laurea.

Favorendo così, a priori, popolazioni straniere come quella britannica che, ormai dal 2004, nelle proprie scuole non insegna lo straccio di una sola lingua oltre alla propria» ha commentato Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.


«Chiedo l’aiuto di Fazio, della Litizzetto, di Cotugno, degli organizzatori del Festival della canzone ITALIANA per poter lanciare agli italiani l’allarme per l’invasione straniera delle nostre università che, ormai, vietano impunemente lo studio in italiano, preparando così il genocidio linguistico-culturale dell’Italia.

Un popolo da una guerra persa si risolleva ma dalla perdita dell’identità no» ha concluso il dirigente radicale.

 



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