Sanremo, i voti della Crusca: vincono i «Soliti idioti».

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I testi del Festival.

Sanremo, i voti della Crusca: vincono i «Soliti idioti».

Il presidente dell’Accademia della lingua alle prese con le liriche in gara all’Ariston:
«Biggio e Mandelli? Forse non se ne rendono conto ma recuperano lo stile di Pascoli».

di Edoardo Semmola.

Giovanni Pascoli sarebbe fiero dei Soliti Idioti. Non è blasfemia. Ma è il giudizio di Claudio Marazzini, presidente della Crusca, impegnato ad analizzare i testi che sentiremo da stasera al Festival di Sanremo: «Non so se se ne rendano conto, ma Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli con la loro rima “ho comperato un tablet col wifi, la connessione non funziona mai” recuperano lo stilema pascoliano della rima trans-linguistica, rima solo per la pronuncia e non per l’occhio. Mi fa pensare alla poesia dove “febbraio” è in rima con “Ohio”». Non gli basta Pascoli, Marazzini chiama in causa anche Papa Francesco. Si sofferma sul verso «L’essere umano è un dono del creato, ancor di più se penso che son nato e che son vivo per la rottura di un preservativo». E pensa: «Il costume si evolve, quali tabù volete che resistano a Sanremo ora che anche il Papa ha detto di non fare l’amore come conigli?». Come non lo è la parolaccia: «Tutte le generazioni che han vissuto nonostante il giramento di… bip». Che «ragazzi garbati, graziosi, quasi delle verginelle — sorride il professore — visto il turpiloquio che passa in tv, e l’uso del “bip” di finta censura, come tutte le reticenze, aiuta ad accentuare il senso ma lo fa garbatamente». Ancora, sempre su Biggio e Mandelli che hanno conquistato il cuore del linguista piemontese: «Vita d’inferno, ho voglia di morire e andare a dire due parole al Padreterno». Non c’è blasfemia anzi «ha un certo senso di religiosità e richiama il desiderio dei sofferenti della tradizione popolare in modo molto misurato. In fondo a Sanremo nessuno porterebbe una provocazione nietzschiana». Super promossi.
(Da corrierefiorentino.corriere.it, 10/2/2015).

 

 




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