SAN VALENTINO: LINGUISTI, STOP A ‘ITANGLESE’ INNAMORIAMOCI IN ITALIANO

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SAN VALENTINO: LINGUISTI, STOP A ‘ITANGLESE’ INNAMORIAMOCI IN ITALIANO

(ASCA) – Roma, 3 feb – San Valentino rilancia l’italiano, da sempre la lingua dell’Amore in tutto il mondo. Basta con i ”I Love You”, i ”Kiss”, le cene romantiche ”Cheek to cheek” in quel ”Lounge Food Restaurant molto Fashion”.

Quest’anno innamoriamoci nuovamente della nostra lingua italiana e limitiamo il crescente fenomeno dell’Itanglese con il ”Codice Itanglese”, piccole regole per arginare l’avanzata esponenziale degli anglicismi.

E’ la provocazione della Agostini Associati, agenzia di traduzione italiana che ”maneggia” milioni di parole ogni anno e che vuole ridare luce e splendore alla nostra lingua con il ”Codice Itanglese” breve guida accompagnata da un marchio creato ad hoc che ha l’obiettivo di aiutare tutti i comunicatori (specialmente quelli che parlano ad un vasto pubblico o che svolgono un ruolo di educatori) a dosare in ”modo piu’ equilibrato” l’avanzata degli anglicismi.

Il dizionario Hoepli definisce ”Itanglese” come ”la lingua italiana usata in certi contesti e ambienti, caratterizzata da un ricorso frequente e arbitrario a termini e locuzioni inglesi”. E’ un fatto oggettivo l’aumento esponenziale di parole inglesi nella lingua italiana (orale e scritta) e nessuno ad oggi ha definito dei criteri semplici per capire quando cio’ sia opportuno e giustificato.

Secondo il Codice, pero’, e accettabile inserire un termine o locuzione inglese in un contenuto in italiano (scritto o parlato) solo quando: ”Il termine inglese e’ entrato nel dizionario italiano di Hoepli e/o Zanichelli.

Non e’ disponibile una corrispondente possibile traduzione, ne’ e’ possibile rendere il concetto usando uno o piu’ sinonimi. Il termine o frase e’ anche un marchio registrato, o un nome proprio in inglese. Il termine o frase inglese e’ lo slogan pubblicitario predominante di un prodotto/servizio internazionale, mantenuto in inglese in tutti i paesi di presenza del prodotto/servizio. Il termine ha una traduzione in italiano ambigua ed e’ contenuto in un messaggio in lingua Italiana destinato a persone non italiane (esempio: lettera aziendale in italiano destinata a colleghi di filiali estere non italiani)”.

Per farla breve, il peso percentuale della somma di tutti i termini o locuzioni inglesi usati all’interno di un contenuto in lingua italiana non deve in nessun caso essere superiore al 5% del totale.

”Per San Valentino 2010 – esortano dunque i linguisti – non consumatevi alla ricerca di frasi d’amore in inglese ma re-innamoratevi della lingua piu’ romantica al mondo, l’italiano! Se c’e’ una dote riconosciuta proprio all’italiano da chiunque, anglofoni compresi, e’ il suo romanticismo!”.

FONTE: http://www.asca.it/news-SAN_VALENTINO__LINGUISTI__STOP_A__ITANGLESE__INNAMORIAMOCI_IN_ITALIANO-891362-ORA-.html




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