SALVATE L’ ITALIANO ( e altre lingue) NELLA SUPERBIBLIOTECA

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SALVATE L’ ITALIANO ( e altre lingue) NELLA SUPERBIBLIOTECA


Sul Corriera della sera di quale giorno fa c’era la notizia che su internet grandi motori di ricerca metteranno a nostra disposizione milioni di libri e ci si domandava se questo avrebbe comportato la scomparsa delle biblioteche a cui siamo abituati da secoli. E, quindi, anche del modo di leggere, di studiare, addirittura di pensare. Certamente, per lo meno in parte. Ma il vero grande pericolo di questa trasformazione mi sembra un altro: la distruzione del patrimonio scritto della maggior parte delle lingue esistenti.Perché chi crea la nuova immensa biblioteca destinata a sistituire nell’uso corrente tutte le altre, per quanto si proponga di fare una scelta ampia, la farà sempre estremamente limitata. Dovrà selezionare alcuni milioni di libri, fra miliardi di documenti, pergamene, libri manoscritti o stampati usciti nelle più diverse lingue nel corso dei millenni. Che ora sono racchiusi nelle biblioteche di tutto il mondo. Chi farà la scelta? Quali criteri seguirà nel prendere e nello scartare? Alcune previsioni è facile farle. La storia è sempre stata scritta da chi ha il dominio politico, culturale e tecnologico. Egli ha impostato la sua lingua e la sua visione del mondo. Lo hanno fatto l’ Egitto, la Cina, la Grecia, Roma, la Chiesa, i grandi Stati europei.Ma oggi chi deciderà cosa è importante leggere e che cosa non lo è? Coloro che dominano la cultura mondiale con la loro potenza e con la loro lingua: gli anglosassoni. La grande biblioteca universale nascerà inevitabilmente come nascerebbe la superbiblioteca di una superuniversità americana.Mettendo prima di tutto la produzione in inglese e poi quanto viene considerato importante dell’ elites internazionale anglicizzato che dominano le università, le case editrici, che contano. Certo ci saranno ancehe libri rumeni, albanesi, montenegrini, finlandesi o afgani, ma sempre scelti, filtrati da loro. Non se ne esce: la superbiblioteca elettronica, sarà il corrispondente della Biblioteca di Alessandria che ha salvato la cultura antica, ma come ha dimostrato Jonas, grecizzandola. Questo ed un altro è il pericolo. La perdita di tanto ciò che è diverso, deviante, non capito, non visto, rifiutato. Perciò io dico ai governi, agli studiosi di tutti i paesi del mondo: per favore, salvate il vostro passato. Cercate del denaro, ricorrete alle fondazioni, fate accordi, ribellatevi, lottate per inserire nella grande biblioteca tutto ciò che potete del vostro patyrimonio nazionale, nella lingua originale. Tutto, non solo quello che vi pare buono, e quello che vi pare cattivo ora. Perché saranno gli storici, gli studiosi, gli uomni del futuro a decidere cosa era o nno era importante. La chiesa cattolica medievale non avrebbe messo il Corano fra i libri da salvare, e oggi gli integralisti islamici non vi metterebbero la Divina Commedia. Alcuni Paesi con una forte identità faranno questo sforzo: la Cina, Isdraele, la Francia, la Germania, alcuni paesi islamici, ma ora domando se troveranno la forza altri paesi eropei e non eropei che già ora sono al punto di rinunciare alla propria lingua a favore dell’inglese, che già ora stanno perdendo la propria storia e la propria identità_

Corriera della sera, p.1 26_04_04
Di Francesco Alberoni

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