Salvare l’italiano per festeggiare i 150 anni dell’Untà

Posted on in Politica e lingue 4 vedi

Salvare l’italiano per festeggiare i 150 anni dell’Unità

di Enzo Martinelli

Gli obiettivi di miglioramento dei livelli d’istruzione, fissati dai ministri dell’Ue a Lisbona
nel 2000, attesi per l’anno 2010, non sono stati raggiunti. Gli anni strategici sono stati tarati dal Consiglio d’Europa al 2020. A tale data i livelli minimi di competenza linguistica dei ragazzi quindicenni dovrebbero interessare non più del 15% degli alunni del vecchio continente. Sarà dura raggiungere il traguardo perché nel primo decennio del secondo nei grandi Paesi (Francia, Spagna, Gran Bretagna, Germania ed anche Italia) i livelli di competenza linguistica sono peggiorati.
L’Accademia della Crusca, quella dei Lincei e l’Associazione per la storia della lingua italiana hanno sottoscritto un appello nel quale segnalano un progressivo impoverimento dell’insegnamento e dell’apprendimento della lingua nazionale. Non a caso molti atenei organizzano test d’ingresso per verificare le competenze dell’italiano scritto e addirittura attivano corsi di recupero per chi fa più errori. Nel documento si legge che l’Università “può sopperire solo in misura limitata a lacune che risalgono agli anni dell’infanzia e della prima adolescenza” e dunque il problema di una corretta formazione linguistica deve essere affrontato nella scuola primaria e secondaria. Come?
Secondo i linguisti nell’insegnamento scolastico c’è un tradizionale predominio della letteratura (“tardo influsso crociano”). Occorrerebbe migliorare il livello di comprensione della lingua scritta ed orale con l’insegnamento finalizzato a potenziare ortografia, lessico, grammatica, fonetica e “flessibilità di usi sintattici”. Rafforzare l’italiano significa cementare l’idioma comune del popolo che celebra i 150 di vita dello Stato. Nel 1861 l’uso della lingua italiana era appannaggio di ristretti ambienti culturali toscani e romani. Lento è stato il processo della sua estensione. Solo 4 cittadini su 10 usavano l’italiano all’inizio del secondo conflitto mondiale. Il percorso non è ancora completato, ma i grandi traguardi raggiunti nel dopoguerra alimentano la speranza di consolidare la comunità nazionale.
(Da La Nazione, 26/2/2011).




0 Commenti

Ancora non ci sono commenti
Lasciane uno tu per primo!
You need or account to post comment.