Salvare l’istruzione in italiano! Sostituiamo rettori e docenti traditori con gli italiani all’Estero.

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Salvare l’istruzione in italiano! Sostituiamo rettori e docenti anglocolonizzatori con gli italiani all’Estero.

Questa settimana, l’anglocolonizzatore rettore dell’Università di Pavia Fabio Rugge ha laureato i primi 40 medici geograficamente italiani, ma resi immigrati o, più precisamente, preparati per l’emigrazione, con un corso di laurea in medicina tenuto solo in inglese.

Questa lontana provincia italiana dell’impero USA, Pavia, non ha nemmeno pensato, prima di avviare il Corso di laurea anglocoloniale, di concludere accordi perché il titolo fosse almeno equiparato all’estero, cosicché quei poveri studenti – 40 dei 90 che hanno iniziato l’anglocorso di laurea -, oggi non troveranno posto in Italia, perché parlare con qualche anziano del pavese spigandogli di cosa soffre in inglese sarebbe rischioso per la salute  of the Doctor himself , come, anche, non si vede come possano passare l’Esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione medica, che, per fortuna dell’esistenza in vita dell’Italia, rimane ancora in italiano.

Scioccano le dichiarazioni di Orsetta Zuffardi che spiega come gli italiani paghino ormai le tasse per pagare stipendi a docenti stranieri e fare dei loro figli non medici italiani bensì inglesi:«All’ultimo anno accademico sono arrivati docenti stranieri, come una professoressa di San Francisco, che ha tenuto il corso di anatomia, in aumento anche nel prossimo anno». 

Se si facesse un parallelo tra guerra armata e guerra delle lingue, quel che sta accadendo è che generali italiani stanno facendo gli interessi delle truppe coloniali avversarie e, anziché giocare la partita dell’internazionalizzazione della e nella lingua italiana, passano in campo avversario addestrando, con i soldi dell’esercito italiano, soldati per l’esercito avversario.

Di fronte a tale follia collettiva Sfascista un’ottima alternativa c’è: richiamare in Italia docenti italiani all’Estero e rompere tutti i contratti con gli attuali docenti e rettori geograficamente italiani ma, di fatto, passati allo straniero e, nel contempo, aprire un’epoca d’internazionalizzazione della e nella lingua italiana, nel Paese e all’estero, anche grazie a quel mondo cattolico di 1.230 milioni di anime che ha Roma e Papa Francesco come fondamentali riferimenti.




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