RUE WIERTZ: PITTELLA, PIU’ EUROPA PER CONTRASTARE CRISI E SPECULAZIONE

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(ASCA) – Roma, 15 mag – E’ bastato che uno dei piu’ noti banchieri tedeschi facesse pubblica professione del suo scetticismo nei riguardi della capacita’ della Grecia di onorare il suo indebitamento per far fuggire dalle borse i capitali che vi si erano riversati non piu’ tardi di lunedi’ scorso, facendo brindare improvvidamente le cancellerie europee, Italia in testa, allo scampato pericolo. Cosi’ Gianni Pittella, Vicepresidente vicario del Parlamento europeo, interviene all’indomani di un’altra giornata nera per le borse europee, che hanno accumulato perdite, in termini di capitalizzazione, per oltre 170 miliardi di euro.
E’ chiaro – prosegue Pittella – che la massa monetaria messa in movimento sui mercati dalla crisi di credibilita’ del Tesoro greco in questo momento e che si sposta simultaneamente a ogni segnale di pericolo vero o presunto dalla Borsa, ai titoli di Stato e ai pochi beni-rifugio rimasti come l’oro, e’ tale da creare onde anomale improvvise e imponenti. Sollevarle in questo clima di panico dei risparmiatori pilotando voci, rating e scatenando assalti concertati di vendite e acquisti su alcuni mercati e’ relativamente facile per chi vende e compra scommettendo sul ribasso. Visto l’enorme gradiente tra minimi e massimi, si tratta di realizzare enormi guadagni anche in poche ore. La speculazione attacca cosi’ dove l’allarme e’ piu’ credibile, cioe’ sulle economie e sui bilanci pubblici che presentano notoriamente le maggiori debolezze.
Un gioco al massacro da cui si esce solo – fa notare Pittella – con riforme strutturali che rassicurino investitori e risparmiatori rendendo il procurato allarme un’arma spuntata con la forza della solidarieta’, delle regole comuni, dello sviluppo e della crescita, che solo la massa critica dell’Unione europea puo’ assicurare. In questi giorni stanno cosi’ venendo al pettine tutti i nodi irrisolti delle tante inefficienze e talvolta del malgoverno di alcune economie.
Ma nelle lentezze e poi nella concitazione con cui sono state prese le decisioni dell’Unione in questi giorni si possono leggere significativi cambiamenti che lasciano ben sperare. Il fondo europeo di stabilizzazione istituito a Bruxelles il 10 maggio scorso consente di emettere per la prima volta Eurobond garantiti dagli Stati membri, segnando un primo trasferimento di sovranita’ fiscale alle istituzioni comunitarie. In secondo luogo, si prevede il rafforzamento dei meccanismi di sorveglianza, monitoraggio e sanzione previsti dal trattato di Maastricht. Infine la disponibilita’ annunciata dalla Bce ad intervenire acquistando titoli del debito pubblico rifiutati eventualmente dai mercati segna un nuovo orientamento della politica monetaria, volto a sostenere in caso di emergenza l’economia al di la’ del meccanismo classico della manovra sui tassi ufficiali d’interesse.
Sono primi passi che marcano effettivamente un’inversione di tendenza. Ora – sostiene il Vicepresidente vicario del Parlamento europeo – bisogna accelerare sulla via intrapresa.
Occorrera’ consolidare la nuova capacita’ di manovra fiscale dell’Unione, finalizzandola non solo ad operazioni di salvataggio e stabilizzazione, ma anche al sostegno della crescita e delle ristrutturazioni produttive. L’Unione dovrebbe riprendere ed aggiornare l’ipotesi di Delors sugli investimenti pubblici europei, in infrastrutture, ricerca e formazione. Il trasferimento di competenze fiscali a livello dell’Unione Europea puo’, e deve, rappresentare un trampolino di lancio per realizzare un nuovo modello di sviluppo e crescita economica a livello nazionale, fondato sulla collaborazione tra pubblico e privato, sulla sussidiarieta’, sulla snellezza amministrativa, sul decentramento. E’ necessario infine procedere speditamente verso il completamento del mercato unico, specialmente nei servizi, la semplificazione delle regole, l’efficienza del funzionamento dei mercati.
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