“Il Libro del Giorno”- Teoria e pratica della non-violenza Gandhi

Mahatma Gandhi

Importante guida spirituale per il suo paese, lo si conosce soprattutto col nome di Mahatma (in sanscrito महात्मा, “grande anima”), appellativo che gli fu conferito per la prima volta dal poeta Rabindranath Tagore. Un altro suo soprannome è Bapu, che in hindi significa “padre”. Gandhi è stato uno dei pionieri e dei teorici del satyagraha, la resistenza all’oppressione tramite la disobbedienza civile di massa che ha portato l’India all’indipendenza. Il satyagraha è fondato sulla satya (verità) e sull’ahimsa (nonviolenza). Con le sue azioni Gandhi ha ispirato movimenti di difesa dei diritti civili e personalità quali Martin Luther King, Nelson Mandela, e Aung San Suu Kyi. In India Gandhi è stato riconosciuto come Padre della nazione e il giorno della sua nascita (2 ottobre) è un giorno festivo. Questa data è stata anche dichiarata «Giornata internazionale della nonviolenza» dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

 

 

Teoria e pratica della non-violenza

Da una delle piú alte espressioni della coscienza morale del nostro secolo, un messaggio di intatta attualità. Questa antologia – che comprende una scelta degli scritti politici 1919-1948, dall’«Autobiografia» e da «La forza della verità» – vuole mettere in luce i momenti essenziali in cui si articola la non-violenza gandhiana, intesa come unità di pensiero e azione. Come suggerisce il titolo, questo florilegio è suddiviso in due macro-sezioni, la prima delle quali volta a dare un immagine complessiva di tutti gli aspetti teorici del pensiero gandhiano, dei presupposti sui quali esso si basa, nonchè di approfondire i diversi concetti chiave necessari per comprendere la sua azione. Inoltre in questa parte sono stati raccolti e ordinati gli scritti concernenti i principi fondamentali della non-violenza: la concezione etica di Mohandas Karamchand Gandhi, la distinzione fra non-violenza del forte e non-violenza del debole, il rapporto fini-mezzi, l’atteggiamento nei confronti della violenza e della guerra.

Le seconda parte invece è incentrata sulla messa in pratica di questi principi, e su concreti esempi di come il suo movimento abbia agito e che tipo di problematiche abbia dovuto affrontare, sia in Sud Africa che in India. Decisamente molto interessante anche il lungo saggio introduttivo del curatore: occupa circa un terzo del volume, ma è necessario per fornire un inquadramento generale su ciò che si leggerà in seguito; la lettura dell’antologia infatti non è facile, vuoi per la forma stessa in cui è presentata (nonostante il raggruppamento dei vari brani per temi e concetti generali, si tratta pur sempre di testi tratti da fonti diverse, in cui vengono affrontati di volta in volta situazioni e tematiche diverse), vuoi perchè al di là di questo il pensiero gandhiano è comunque un argomento molto vasto e complesso. 

 




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