“Il Libro del Giorno”- “Linguistic Justice for the europe & for the world”


Philippe Van Parijs

Filosofo, economista e giurista belga (Bruxelles, 23 maggio 1951). Nel 2001 fu insignito del Prix Francqui per le scienze umane, il più prestigioso premio belga in serguito al quale ha organizzato un convegno internazionale sui rapporti fra solidarietà e diversità culturali.

Philippe Van Parijs ha studiato filosofia, diritto, economia politica, la sociologia e la linguistica presso l’Facultés Universitaires Saint Louis (Bruxelles) e le Università di Lovanio, Oxford, Bielefeld e California (Berkeley). Ha conseguito dottorati in scienze sociali (Lovanio, 1977) e in filosofia (Oxford, 1980).

È docente presso la Facoltà di scienze economiche, sociali e politiche dell’Università di Louvain (UCL), dove ha diretto la cattedra Hoover di etica economica e sociale, dalla sua creazione nel 1991. E ‘stato anche professore ospite speciale al di KULeuven all’Istituto Superiore di Filosofia dal 2006. Dal 2004 in poi è stato per diversi anni un docente a contratto di Filosofia presso l’Università di Harvard. E dal 2011 in poi, sarà un Capo Ricercatore al Nuffield College e professore a contratto presso l’Università di Oxford.

 

Linguistic Justice for the europe & for the world

Questo libro offre uno sguardo ampio ma incisivo a una delle questioni più urgenti della giustizia per il mondo moderno. E ‘pieno di pensiero originale e creativo, e riesce a combinare con successo un approccio teorico globale con un approfondimento su questioni pratiche e sulle soluzioni. Come tale sarà una risorsa preziosa e coinvolgente per chiunque abbia anche il più vago interesse per l’argomento, ed è sicuro di suscitare ulteriore dibattito su ciò che i requisiti e le derivazioni di giustizia linguistica dovrebbero essere.

In Europa e nel mondo, la competenza in lingua inglese si sta diffondendo ad una velocità mai raggiunta da qualsiasi linguaggio nella storia umana. Questo crescente predominio apparentemente irresistibile dell’ inglese viene spesso percepito e denunciato come gravemente ingiusto. Linguistic Justice for the europe & for the world inizia sostenendo che la diffusione delle competenze in una comune lingua franca è un processo che deve essere accolto e accelerato, più fondamentalmente perché fornisce la lotta per una maggiore giustizia in Europa e nel mondo, con un arma essenziale : un mezzo economico di comunicazione e di mobilitazione.

Tuttavia, la situazione linguistica risultante può plausibilmente essere considerata ingiusta in tre sensi distinti. In primo luogo, l’adozione di una lingua naturale come la lingua franca implica che i suoi parlanti nativi beneficiano a costo zero dello sforzo di apprendimento degli altri. In secondo luogo, essi acquisiscono maggiori opportunità a causa della competenza nella loro lingua madre, diventando un bene più prezioso. E in terzo luogo il privilegio sistematicamente dato a una lingua che non riesce a mostrare lo stesso rispetto per le diverse lingue con cui diverse porzioni della popolazione interessata identificare. Linguistic Justice for the europe & for the world enuncia le corrispondenti interpretazioni di giustizia linguistica come la giustizia cooperativa, la giustizia distributiva e la parità di stima, rispettivamente. Si discute sistematicamente di una vasta gamma di politiche che potrebbero contribuire a realizzare la giustizia linguistica in questi tre sensi, da una tassa linguistica sui paesi anglofoni per il divieto di duplicazione o il principio di territorialità linguistica.

In questo contesto, il libro sostiene che la diversità linguistica non è un valore in sé, ma sarà comunque un bisogno di essere protetto come un sottoprodotto della ricerca della diversità linguistica come parità di valutazione.




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