Roberto Nobile e l’ospedale della lingua italiana

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Roberto Nobile e l’ospedale della lingua italiana

di Saro Distefano

Roberto Nobile ha sempre avuto dentro il fuoco “sacro” della lotta per salvare la nostra lingua. Ma a scatenare l’idea di scriverne un libro è stato un solo, singolo episodio, che racconta lui stesso: volle partecipare al Gay Pride a Roma con addosso un enorme cartello da lui stesso costruito e la scritta: “amici omosessuali, perché non scrivere “orgoglio omosessuale invece di gay pride”.
Non ha voluto riferire quali e quante le reazioni.
Ma “L’ospedale della lingua italiana – Dove le parole usurpate dalle omologhe americane trovano cura e conforto” è un vero e proprio capolavoro. Una raccolta, un florilegio delle più usate ed abusate parole americane (l’attore ragusano, in questo caso nella veste di scrittore, è bene attento a utilizzare “americano” e non “inglese”) introdotte nel linguaggio degli italiani. Il più delle volte inutilmente (perché scrivere “curiosity” quando si potrebbe tranquillamente usare curiosità?), altre per il solo gusto di essere moderni, oppure di risultare artatamente incomprensibili (e questo accade soprattutto nel linguaggio economico/finanziario tra i vari spread e default).
Cento pagine di puro diletto che, alla presentazione presso la Libreria Saltatempo di Ragusa, hanno permesso anche a Carmelo Arezzo, incaricato di presentare Nobile e il suo volume, di intrattenere il folto (lo sottolineiamo, non è proprio una consuetudine nella citata città, ma certamente il nome conosciuto dell’attore protagonista di decine di film e telefilm ha contribuito) con una lettura tratta dal suo I-pad che giustamente lui, autodefinitosi difensore dell’idioma italiano, si rifiuta di chiamare “tavoletta”. Quella di Roberto Nobile è, secondo Carmelo Arezzo, una battaglia già perduta, ma che merita di essere combattuta. Certamente – questo lo aggiungiamo noi – il libro, edito da “Sicilia Punto L Edizioni”, merita di essere letto.
(Da ragusanews.com, 30/11/2012).




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