Rifondare l`Europa – reloaded

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Rifondare l`Europa – reloaded

Sarkozy sogna di fare l`artigiano del cambiamento assieme a Merkel

Bruxelles. "La Francia milita con la Germania per un nuovo trattato europeo che rifondi l`organizzazione dell`Europa", ha detto ieri Nicolas Sarkozy, in un discorso a Tolone che aveva l`obiettivo di tratteggiare le idee del presidente francese per uscire dalla crisi della zona euro. Il Consiglio europeo dell`8 e 9 dicembre è considerato decisivo. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, sarà a Parigi lunedì e "insieme faremo proposte franco-tedesche per garantire il futuro dell`Europa", ha annunciato il presidente francese. Perché "la crisi dell`euro può portare via tutto" e "l`Europa rischia di essere spazzata via se non cambia". Secondo Sarkozy, "il solo modo per proteggerci è essere artigiani di un cambiamento con gli altri, invece di iniziare un`avventura solitaria senza uscita". E se Germania e Francia sono unite, allora "tutta l`Europa è unita e forte".
Nel suo discorso di un`ora, solenne, grave, drammatico, Sarkozy si è prodotto in un esercizio di equilibrismo quasi impossibile: convincere i francesi a cedere la sovranità economica e fiscale come chiede Berlino, senza dare l`impressione di essersi messo a rimorchio di Merkel. "La sovranità si esercita soltanto con gli altri", ha detto il presidente francese: "L`Europa non è meno sovranità, ma più sovranità. Si difende meglio la sovranità con degli alleati che da soli". E l`alleato scelto da Sarkozy è la Germania, l`unico che ha le casse sufficientemente piene da salvare l`Eurozona e la Francia. Con la fine della moneta unica o "l`uscita dall`euro, il nostro debito raddoppierebbe", perché la Francia si troverebbe a pagare obbligazioni in moneta forte con una moneta debole. L`obiettivo di Sarkozy era anche di riconciliare la Francia del "sì" con la Francia del "no" al Trattato costituzionale europeo. Così il progetto europeo sarkozista è pieno di linee rosse invalicabili: "Difenderemo la nostra identità, cultura, lingua, modello sociale. Non accetteremo un`immigrazione incontrollata. Non tollereremo i dumping, la concorrenza sleale".
A sei mesi dalle presidenziali, per non contraddire i temi forti che lo avevano portato all`Eliseo, in alcuni momenti è sembrato quello del 2007. E` necessario lavorare di più e più a lungo, perché "le pensioni a 60 anni e le 35 ore sono stati errori gravi di cui paghiamo oggi le conseguenze". Si annuncia l`era "del disindebitamento". Non si può continuare con la vecchia abitudine di fare dello stato "uno sportello per dare a quelli che protestano e bloccano" con gli scioperi a oltranza. Ma i pochi accenni di liberalismo sono stati conditi dagli attacchi alla "ideologia del laissez-faire", a un`economia "dominata dalla logica speculativa e dall`ossessione del breve termine", alla "sofisticazione della finanza globale". Per Sarkozy, la causa della crisi è "l`instaurazione a partire dagli anni 70 di una globalizzazione senza regole".
Rimane il fatto che, con la tripla A sempre più in dubbio, per Sarkozy "non c`è differenza tra politica nazionale e politica europea. L`isolamento non è una soluzione. La chiusura sarebbe mortale per la nostra economia". Alle esigenze poste dalla Germania per salvare l`euro, Sarkozy ha detto qualche "sì", come su un Fondo monetario europeo, una disciplina più stretta e "sanzioni più automatiche e severe". Ma il presidente chiede anche una "solidarietà senza falle" che va contro le posizioni tedesche. "Deve essere chiaro che tutti i paesi della zona euro saranno solidali gli uni con gli altri" e che "la Grecia non si ripeterà". Contrariamente a ciò che pensa Merkel, "la Bce ha un ruolo determinante da giocare", ha detto Sarkozy: "Sono convinto che agirà di fronte ai rischi deflazionisti. Nessuno deve dubitare che si assumerà le sue responsabilità". Soprattutto, per Sarkozy, "l`Europa in pilotaggio automatico, non può far fronte alle crisi. E` condannata a subire. Non la vogliamo. Ha bisogno di politica". Insomma, la sua visione intergovernativa non combacia con quella di Merkel, che risponderà oggi davanti al Bundestag.

Il Foglio, pag 1
2/12/11




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