RAPPORTO UE – Italia record per calo produttività e occupazione

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Crollo della produttività, quarto trimestre consecutivo di crescita negativa.

E' la fotografia dell'italia proposta dal rapporto trimestrale della commissione europea sul mercato del lavoro e la divergenza sociale nella Ue. Nel secondo trimestre l'Italia ha registrato la caduta di produttività più forte nella ue: -2,1% dopo -0,8% nel primo trimestre, seguita da ungheria (-1,9%), regno unito (-1,4%), Repubblica Ceca e Slovenia (-1,3%). Italia e Malta sono i soli stati ue che registrano un calo per quattro trimestri consecutivi. Anche Cipro e Portogallo si trovavano al quarto trimestre di crescita negativa. Nel rapporto si evidenzia come la situazione sociale e occupazionale nella Ue si è mantenuta «molto grave» nel secondo trimestre del 2012. Nel primo trimestre del 2012 il più alto numero di ore lavorative prestate dai lavoratori dipendenti a tempo pieno si è avuto in Grecia e in Austria, mentre il più basso è stato registrato in Finlandia, Irlanda e Italia. Altra situazione in cui emerge un caso italiano è la situazione delle famiglie: nell'ultimo anno, indica la commissione, Italia ha registrato un aumento «particolarmente forte» delle difficoltà finanziarie seguita da Grecia, Irlanda, Cipro, Portogallo e Spagna. Come si vede tra questi l'Italia è il solo Paese che non ha fatto ricorso o non lo ha chiesto all'aiuto dell'eurozona. In generale, il reddito disponibile loro delle famiglie è calato nei due terzi dei paesi ue tra il 2009 e il 2011. Nella Ue la disoccupazione ha raggiunto la quota record di 25,3 milioni, con un aumento di 2,6 milioni di unità (+11,6%) rispetto a marzo 2011. Il tasso di disoccupazione, che a livello Ue è ora al 10,4%, è aumentato in 17 stati membri e si sono nuovamente accentuate le disparità tra i paesi meno in difficoltà e i paesi «periferici». Il divario fra il Paese con la percentuale di disoccupazione più bassa (austria, 4,5%) e quello con la percentuale più alta (spagna, 25,1%) e di 20,6 punti percentuali, un massimo storico. Il numero dei disoccupati di lunga durata d'aumentato dall'anno scorso in 15 stati membri, raggiungendo la quota di 10,7 milioni. I disoccupati di lunga durata costituiscono attualmente il 4,5% della popolazione attiva (+0,4 punti percentuali nell'ultimo anno). La disoccupazione giovanile è a un livello «drammatico»: 22,5% a luglio nella ue, anche se non è cresciuta nel secondo trimestre. Dodici stati membri hanno registrato tassi superiori al 25% e solo tre restano sotto la soglia del 10%: Austria, Germania e Paesi Bassi. 8,6 milioni sono i lavoratori a tempo parziale sottoccupati, prevalentemente donne.

(da http://www.iltempo.it, 29/09/2012)




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