Rai: arriva il maestro Manzi 2.0.

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Rai: arriva il maestro Manzi 2.0.

di Stefania Carboni.

Ovvero un progetto di alfabetizzazione informatica per ridurre il digital divide. Ecco come.

Un tempo via tv si insegnava la lingua italiana: oggi tocca al grande mondo della rete. La Rai annuncia il maestro Manzi 2.0: un progetto di alfabetizzazione informatica per ridurre il digital divide. Non con un programma specifico ma con «una contaminazione dell’intera programmazione del servizio pubblico: dai programmi della mattina, alle fiction, i talk show fino a produzioni specifiche, utilizzando i diversi canali e le diverse proposte possibili».
MANZI 2.0: DI CHE SI TRATTA – Se l’obiettivo dell’Agenda Digitale Europea è ridurre il divario nel 2020 al 15% l’Italia non può esser da meno. Viale Mazzini ha sviluppato un Piano di Comunicazione con una presenza che virtualmente potrà essere «24 ore al giorno per 365 giorni all’anno». «Ripetendo – spiega una nota – l‘esperienza effettuata negli anni ‘60 con la famosa trasmissione “Non è mai troppo tardi” ma con un approccio del tutto diverso e consapevole dei cambiamenti intervenuti sia nella società italiana sia sul piano delle modalità comunicative». Nel progetto sono coinvolti sia i programmi della mattina, le fiction, i talk show.
«Lo scorso 15 ottobre è stato avviato questo processo di formazione in cui i rappresentanti delle più importanti aziende del settore ICT hanno contribuito, attraverso le case history che hanno presentato, a far conoscere in dettaglio “cosa vuoi dire” e “cosa c ‘è dietro” ad alcune innovazioni e quali siano i reali benefici per i cittadini che stanno già utilizzando questi servizi digitali», spiega la Rai.
Il Direttore Generale Rai, Luigi Gubitosi, ha precisato: «Torniamo alle origini con il maestro Manzi. I big data e la digitalizzazione stanno cambiando il mondo e, per prima cosa, stiamo applicando questo cambiamento a noi stessi. Il processo di digitalizzazione della Rai, cominciato due e anni e mezzo fa, sta andando avanti come previsto e a fine 2016 la digitalizzazione sarà un fatto compiuto per la tv pubblica».
(Da giornalettismo.com, 20/12/2014).




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