Ragioni ed errori della Confindustria sul Brevetto europeo.

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Ragioni ed errori della Confindustria sul Brevetto europeo.
Dichiarazione di Giorgio Pagano Segretario dell’Associazione Radicale “Esperanto”.

Confindustria ha ragione a dimostrare il suo disappunto per il modo in la Commissione europea sta affrontando la questione sul regime linguistico del futuro brevetto comunitario, e quindi a sostenere la posizione del Governo italiano, che vuole evitare la discriminazione della lingua italiana.
Confindustria però sbaglia di grosso nel credere che la soluzione più vantaggiosa sia rappresentata dall’inglese come unica lingua per il futuro brevetto. Si tratterebbe della peggiore delle scelte possibili, una scelta discriminatoria, che va contro gli interessi delle economie dei principali Paesi continentali e a beneficio esclusivo del Regno Unito, un paese che non è nemmeno nell’area euro.
Oltre a ciò, la scelta dell’inglese come unica lingua dei brevetti, implicherebbe un’egemonia del diritto anglosassone sul diritto continentale in materia di proprietà intellettuale, con tutto quello che ne deriva.
Infine, un’impresa americana o australiana che sarebbe favorita rispetto alle imprese di tutti i paesi dell’Europa continentale. Assurdo.
I Paesi non anglofoni smettano di farsi la guerra fra loro. Non sono il francese, il tedesco o lo spagnolo il problema, ma il monopolio dell’inglese e gli immensi privilegi che gli europei continentali concedono continuamente agli anglofoni madrelingua.
Se si vuole veramente tutelare la concorrenza, salvare la propria lingua dalla colonizzazione inglese, risparmiare guadagnandoci tutti, c’è solo la via dell’innovazione linguistica democratica. Ossia l’Esperanto come lingua tecnica dei brevetti: ciascuno presenterà nella propria lingua-madre il brevetto, accompagnato dall’Esperanto come lingua di riferimento tecnico-giuridico.

Roma, 28 luglio 2010




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